Aiutare il bambino a superare un trauma

Si può aiutare il bambino a superare un trauma? Con gli strumenti e l'aiuto necessario, sì. Vi illustriamo 5 strategie chiave per cominciare a lavorarci.
Aiutare il bambino a superare un trauma

Ultimo aggiornamento: 02 aprile, 2021

Come possiamo aiutare il bambino a superare un trauma? Prima di provare a far luce sulla questione, diamo la definizione di trauma.

Secondo McCann e Pearlman (1990), “un evento è traumatico da un punto di vista psicologico quando suppone una minaccia o un attacco improvviso e inaspettato che oltrepassa la capacità che l’individuo crede di possedere per gestirlo o che perturba i confini di riferimento che l’individuo ha nel comprendere e muoversi nel mondo”.

Sia durante l’infanzia sia in età adulta, i traumi possono essere molto diversi. In età adulta sono correlati soprattutto a situazioni di violenza estrema, attentati, morte, ecc. Nell’infanzia i traumi riguardano soprattutto situazioni di bullismo o maltrattamento, morte o allontanamento di una persona cara, paura del rifiuto, separazione dei genitori, umiliazione ricevuta, ecc.

In questo articolo affronteremo la questione in modo generico, ma dobbiamo considerare i diversi tipi di trauma, i cui effetti possono variare molto da un caso all’altro.

Vi lasciamo alcune strategie per aiutare il bambino a superare un trauma. Chiedere un aiuto professionale sarà il primo passo da considerare, anche se va analizzato il singolo caso e soprattutto accompagnare il bambino in questo percorso. In che modo?

Bambino che piange.

Strategie per aiutare il bambino a superare un trauma

Chiedere un aiuto professionale

Il primo passo per aiutare il bambino a superare un trauma è chiedere un aiuto professionale. Uno psicologo infantile e giovanile può aiutare a mettere a fuoco il problema e, soprattutto, può aiutare il minore a integrare l’esperienza traumatica vissuta.

Più che di superare, dunque, si tratta di elaborare l’esperienza per integrarla poco a poco come parte della propria storia di vita. E questo è possibile grazie all’aiuto di un professionista specializzato, dato che si tratta di un aspetto della salute mentale.

D’altra parte, in base all’esperienza traumatica vissuta e soprattutto alle conseguenze psicologiche, dovremo valutare se chiedere o meno questo aiuto (se si tratta di un caso lieve, per esempio). Nel caso in cui questo non interferisca con la vita e il benessere del bambino, potrebbe essere sufficiente il nostro aiuto; pur così, è sempre consigliabile chiedere una consulenza.

Aiutarlo a esprimersi

Un aspetto determinante per aiutare il bambino a superare un trauma è aiutarlo a esprimere le proprie sensazioni. Questo non vuol dire che debba aprirsi quando vogliamo noi e nel modo in cui preferiamo noi.

Più che altro bisogna fornirgli elementi e strategie perché possa sentirsi libero di mostrare i suoi sentimenti. Dobbiamo creargli degli spazi in cui possa sentirsi al sicuro e tranquillo.

Un ottimo strumento tramite cui i bambini sono capaci di esprimere il loro mondo interiore è il disegno. Sarà importante che possa esprimere non solo quello che prova, ma anche quello che ha vissuto attraverso il trauma; riportarlo alla mente può aiutare sempre attraverso una supervisione professionale.

L’espressione (attraverso parole, disegni, gesti) di quanto vissuto ci aiuterà a capire come si sente, quale impatto ha avuto la situazione sul minore. Possiamo aiutare il bambino a trovare lo strumento che lo faccia sentire più a suo agio. Seppur limitata, qualsiasi informazione condivisa ha un valore straordinario.

Mantenere la routine del bambino

La routine può aiutare il bambino a guadagnare sicurezza, a sentire di nuovo che vive in un ambiente controllabile e in cui è protetto. Sensazioni che favoriranno anche l’espressione delle sue inquietudini.

Quindi gli orari e le regole familiari consentono al piccolo di tornare poco a poco al presente senza smettere di elaborare l’esperienza vissuta (con l’aiuto professionale quando è richiesto).

Praticare la respirazione insieme per aiutare il bambino a superare un trauma

Gli esercizi di respirazione sono ottimi strumenti per ridurre l’ansia e altri sintomi correlati all’iperattivazione dell’organismo. Dopo un’esperienza traumatica, il corpo e la mente possono accusare questi sintomi; quindi possiamo notare che il bambino è sempre allerta (nell’attesa inconscia del prossimo pericolo), irritabile, preoccupato, ansioso.

In questi casi, la respirazione cosciente può offrire grandi benefici. Se inoltre la farete insieme, si sentirà accompagnato; tuttavia, può essere positivo che con il tempo la esegui da sé.

Usare i rinforzi per aiutare il bambino a superare un trauma

Per aiutare il bambino a superare un trauma, bisogna farlo sentire più apprezzato e amato che mai. Dopo una situazione traumatica, si vive un crollo della propria autostima. Per questo motivo, sarà importante accompagnare il bambino nel suo sviluppo, ascoltarlo, trascorrere del tempo insieme e soprattutto farlo sentire amato e apprezzato.

Quindi approfittate dei momenti in cui fa le cose bene per premiarlo; non devono essere ricompense materiali. Un rinforzo è anche un atto d’amore, un abbraccio, un bacio, un “trascorriamo il pomeriggio insieme”, ecc.

D’altra parte dare, significa anche dare valore alle sue abilità e ai suoi sforzi (non sempre deve fare qualcosa “bene” per fargli sapere che è stupendo).

Madre che abbraccia la figlia.

Conclusioni

Al fine di assimilare, elaborare e “superare” un trauma, è importante esprimere l’esperienza vissuta e comunicare la propria sofferenza. Dopodiché, rielaborare l’esperienza, integrarla dentro di noi come parte della nostra vita.

Questo nei bambini non è sempre facile, motivo per cui bisognerà chiedere aiuto quando il trauma compromette il benessere del piccolo.

Oltre a consultare un professionista, le strategie presentate consentono al minore di recuperare la normalità, il controllo della sua vita e a migliorare il suo benessere. Inoltre sarà importante che il bambino possa esprimere i suoi dubbi e i suoi timori, in genere numerosi.

E soprattutto non dobbiamo farlo sentire solo, ma aiutarlo a recuperare poco per volta la sensazione di sicurezza e di protezione.

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