Alla ricerca di sicurezza: una terapia per le dipendenze

Le dipendenze sono comuni tra coloro che soffrono di disturbo post-traumatico da stress e questa combinazione complica l'intervento. Ecco pechè vogliamo presentarvi la terapia cosiddetta "alla ricerca di sicurezza". Scoprite di cosa si tratta.
Alla ricerca di sicurezza: una terapia per le dipendenze
Gorka Jiménez Pajares

Scritto e verificato lo psicologo Gorka Jiménez Pajares.

Ultimo aggiornamento: 11 gennaio, 2023

Perché le dipendenze sono più frequenti nelle persone che soffrono di un disturbo mentale? Una delle teorie che hanno cercato di spiegare il motivo di questa associazione è l’ipotesi dell’automedicazione, che propone che le persone con esperienze emotive negative ingeriscano sostanze per autocontrollarsi. Se questo è vero, come possiamo intervenire in questi casi? Nell’articolo che presentiamo oggi parleremo della terapia “Alla ricerca di sicurezza”.

Lisa M. Najavits, MD, è la forza trainante dietro questo intervento, nonché uno dei leader del movimento che dedica i suoi sforzi professionali a perfezionare gli interventi nei contesti di trauma e dipendenza.  Si tratta di un intervento cognitivo-comportamentale che si concentra sul momento presente della persona.

uomo che fa terapia
Alla ricerca di sicurezza, si concentra più sulle potenzialità che la persona può avere che sulla sua patologia.

Alla ricerca di sicurezza

È una modalità di intervento raccomandata per i pazienti con diagnosi di PTSD, abuso di sostanze o altri tipi di comportamenti di dipendenza, e può essere svolta sia individualmente che in gruppo. Il modello proposto da Najavits è composto da tre fasi: la ricerca della sicurezza, il lutto e la riconnessione.

In tutte le terapie, la ricerca della sicurezza è prioritaria perché, sebbene si tenga conto dell’influenza del trauma sulla persona, si evita di tuffarsi nel passato della sua storia angosciante.

L’obiettivo è, lungi dal fare una mera raccolta di eventi passati, quello di concentrarsi sul ristabilire gli obiettivi che i pazienti hanno perso o rinviato a causa dell’uso di sostanze.

Il ruolo del terapeuta è quello di mostrare un atteggiamento compassionevole nei confronti dell’esperienza del paziente e di promuovere comportamenti che favoriscano il controllo sul proprio processo. Durante la terapia, l’attenzione è posta sul  generare soluzioni pratiche, per le quali vengono prescritti compiti il cui obiettivo è mettere in pratica quanto appreso.

1. Elementi

Pursuit of Safety è compatibile con tutti i modelli terapeutici che si concentrano sulla riduzione del danno e del rischio da comportamenti suicidari. Tiene conto sia del comportamento suicidario che dell’autolesionismo, per il quale promuove abilità di coping utili per gestire emozioni ad alta intensità.

Le capacità di cura di sé sono essenziali; in terapia si punta a quelle relativi alla cura di sé medica, fisica, emotiva e comportamentale. L’obiettivo è che i pazienti diventino responsabili del proprio processo.

Vengono affrontate anche le relazioni con persone tossiche, in cui rientra la violenza domestica.

L’obiettivo è aumentare il senso di controllo, e con esso la capacità del paziente di influenzare consapevolmente ciò che gli accade, in modo che possa affrontare meglio i sintomi di dissociazione e i flashback.

2. Alla ricerca di sicurezza: procedura

Man mano che le sessioni progrediscono, i pazienti svilupperanno abilità diverse, riaffermando il loro impegno a continuare a praticarle e generalizzandole ad altri contesti. In tal senso, particolare attenzione è rivolta al rafforzamento del piano di sicurezza per prevenire comportamenti suicidari e autolesionistici, nonché comportamenti legati alla richiesta di aiuto. È utile utilizzare un contratto di sicurezza in caso di emergenza.

Durante la seduta i pazienti pensano e riflettono sugli impegni che stanno acquisendo e sui risultati che stanno ottenendo adempiendoli. L’obiettivo è quello di promuovere il senso di autoefficacia attraverso il rafforzamento dei traguardi raggiunti, contestualmente all’assunzione di nuovi impegni per il futuro.

Una tecnica frequente in questo contesto terapeutico è il grounding, che consiste nello sviluppare la capacità di connettersi alla terra nel momento presente, e viene utilizzato per aiutare i pazienti a calmarsi e disconnettersi dagli impulsi dolorosi e autodistruttivi.

“Il motto della terapia in cerca di sicurezza è ‘consentire alle persone di avere fiducia e la convinzione che le loro vite possono essere migliori, con la sicurezza e la speranza come aspetti centrali del recupero.’

-Najavits-

uomo in terapia
Gli aspetti più centrali del trattamento sono il rispetto di sé, l’uso del coping e non dei farmaci per superare il dolore, la costruzione di un presente e di un futuro migliori rispetto al passato, l’imparare a fidarsi, prendersi cura del proprio corpo e chiedere aiuto a persone sane”

3. Risultati

Gli studi sull’efficacia della terapia sono promettenti. Questa modalità di intervento è riuscita a migliorare i sintomi post-traumatici dei pazienti, sebbene non siano stati riportati miglioramenti significativi riguardo al consumo di alcune sostanze come l’alcol. Certo, è necessario continuare a indagare rigorosamente in questo campo perché gli studi sono scarsi e sono lungi dall’essere conclusivi.


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