Aloperidolo: cos’è e usi

· 4 Maggio 2019
Nel campo degli antipsicotici, l'aloperidolo è uno dei più usati. In questo articolo vi sveleremo tutte le sue caratteristiche.

L’aloperidolo è un farmaco antipsicotico o neurolettico. Per via della sua struttura chimica, è incluso nel gruppo dei butirrofenoni. Fu scoperto nel 1958 da Paul Janssen e appartiene ai tipici antipsicotici. È utile nel trattamento dei sintomi positivi della schizofrenia., ovvero allucinazioni, deliri o agitazione.

Agisce come un agente depressivo del sistema nervoso centrale, con effetti sedativi. Questo perché l’aloperidolo è in grado di innescare una potente sedazione motoria. Questo effetto è usato per combattere stati di agitazione e aggressività.

In questo articolo vi sveleremo tutto quello che bisogna sapere su questo farmaco per aiutarvi a conoscerlo meglio nel caso venga prescritto a voi o a un vostro conoscente.

A cosa serve l’aloperidolo?

Questo farmaco, come si legge sul suo bugiardino, è indicato per il trattamento di una varietà di patologie. Può essere usato sia negli adulti che nei bambini. Viene prescritto soprattutto come antipsicotico nel trattamento della schizofrenia e anche in altri stati psicotici e di agitazione.

Negli adulti di età superiore ai 18 anni, l’aloperidolo è indicato nel trattamento di:

  • Schizofrenia.
  • Sindrome confusionale che non risponde alle terapie senza farmaci.
  • Episodi maniacali associati a disturbo bipolare.
  • Agitazione psicomotoria associata a disturbi psicotici.
  • Aggressività e sintomi psicotici in pazienti con Alzheimer e demenza vascolare.
  • Disturbi da tic che non rispondono ad altri trattamenti (compresa la sindrome di Tourette).
  • Malattia di Huntington, che non risponde ad altri trattamenti.
Formula chimica dell'aloperidolo

Ai pazienti più giovani viene somministrato fino a quando non è possibile ricorrere ad altri trattamenti o perché non rispondono a determinate cure o non tollerano quelle prestabilite. In questi casi, l’aloperidolo è indicato nei casi di:

  • Schizofrenia negli adolescenti dai 13 ai 17 anni.
  • Aggressività nei bambini e negli adolescenti dai 6 ai 17 anni con autismo o disturbi dello sviluppo.
  • Disturbi da tic, compresa la sindrome di  Tourette, in bambini e adolescenti dai 10 ai 17 anni.

Inoltre, l’aloperidolo è in fase di studio per la prevenzione del delirio. Dosi contenute di questo farmaco sembrano offrire benefici per ridurre l’incidenza della malattia nei pazienti ad alto rischio, così come in quelli che saranno operati.

L’aloperidolo è anche usato per la prevenzione di nausea e vomito, ad esempio dopo un’operazione e anche in stadi associati alla chemioterapia. Vari studi garantiscono la sua efficacia e sicurezza proprioal fine di placare queste due manifestazioni sintomatiche.

Meccanismo di azione

L’aloperidolo è un potente antagonista dei recettori della dopamina. Agisce bloccando i ricevitori centrali non selettivi D2. Ha anche una bassa attività antagonista sui recettori adrenergici alfa-1.

Bloccando la via della dopamina, l’eccesso di dopamina nel cervello diminuisce. L’aloperidolo dunque sopprime sia i deliri che le allucinazioni. Produce anche una certa sedazione psicomotoria, utile in alcune delle sue indicazioni.

Effetti collaterali

L’aloperidolo, come quasi tutti i farmaci psicotropi, presenta alcuni effetti indesiderati. La maggior parte delle reazioni avverse sono dovute al blocco della dopamina in altri sistemi. Tra gli effetti collaterali più comuni ricordiamo:

  • Disturbo motorio extrapiramidale.
  • Insonnia.
  • Agitazione.
  • Ipercinesia.
  • Mal di testa.

Altre reazioni avverse meno frequenti che possono presentarsi sono:

  • Disturbo psicotico.
  • Depressione.
  • Aumento di peso.
  • Tremori.
  • Aumento abnorme del tono muscolare (ipertonia).
  • Ipotensione ortostatica.
  • Distonia.
  • Sonnolenza.
  • Ritenzione urinaria.
  • Disfunzione erettile.
  • Eruzione cutanea.
  • Nausea e vomito.
  • Deterioramento visivo.
Donna si copre il volto

Se ne sconsiglia la somministrazione insieme ad altri antipsicotici, poiché può aumentare l’intensità delle reazioni avverse. Grazie a ciò è anche possibile attenuare i disturbi extrapiramidali.

Una grave reazione avversa che può verificarsi è la sindrome neurolettica maligna. Non è molto frequente, ma è conveniente conoscerla per poterla rilevare in tempo. Di solito si verifica all’inizio del trattamento e provoca rigidità muscolare, febbre alta, aritmia, ecc. È dunque importante seguire le indicazioni del medico che si occuperà del trattamento e di valutarne l’efficacia, oltre che i possibili rischi.

Il trattamento deve essere iniziato a basse dosi e poi eventualmente aumentato a seconda della risposta e delle esigenze del paziente, valutando periodicamente. Per evitare effetti collaterali, la dose dovrebbe sempre essere modulata in base al minimo impatto.

Occorre prestare particolare attenzione quando il farmaco viene somministrato a pazienti anziani e bambini. In questi casi, la dose deve essere adeguatamente ponderata e bisogna sempre valutare con attenzione i possibili effetti indesiderati.