Chemo brain: effetti collaterali della chemioterapia

13 luglio 2018 in Curiosità 0 Condivisi
Cervello come un labirinto

I trattamenti oncologici sono ancora molto aggressivi. Anche se in buona parte dei casi si riesce a sconfiggere la malattia, rimangono indubbiamente degli effetti collaterali di cui non sempre si parla. Ci riferiamo a deterioramento cognitivo, scarsa concentrazione o perdita di memoria. Sono effetti collaterali della chemioterapia che prendono il nome di chemo brain, ovvero “cervello chemio”.

Da anni la documentazione clinica e gli studi relativi a questo fenomeno rivelano una realtà poco conosciuta. Quando una persona sopravvive al cancro, deve affrontare una nuova battaglia legata agli effetti collaterali della terapia, tanto fisici quanto psicologici.

Il chemo brain è una sorta di nebbia mentale, un velo che offusca i processi cognitivi più semplici, come richiamare alla mente le parole, trovare la concentrazione o l’orientamento spaziale, ecc.
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A condizioni già note come la stanchezza, l’abbassamento delle difese immunitarie, i problemi digestivi, la debolezza, le infezioni, la perdita di massa ossea, la sensazione di freddo, se ne aggiunge un’altra: il deterioramento di processi cognitivi quali l’attenzione, la capacità di risoluzione dei problemi o la memoria di lavoro.

Paziente con tumore

Chemo brain, la nebbia mentale a seguito della chemioterapia

Spesso si parla del cancro come di una battaglia. Per molte persone è una vera e propria prova di resistenza, dunque non si tratta solo di affrontare le sedute di chemioterapia. Un tumore implica interventi chirurgici, combinati a vari trattamenti farmacologici, come la radioterapia o l’immunoterapia.

Sebbene gli specialisti affermino che ciascun paziente vive e reagisce ai trattamenti in maniera diversa, ci sono alcuni effetti collaterali comuni. Il chemo brain è uno di questi. È una condizione invalidante che spesso i pazienti associano allo stress o all’ansia legati alla malattia.

Secondo i dati raccolti, il chemo brain è una conseguenza diretta del trattamento oncologico, manifestata dall’80% dei pazienti. Cerchiamo di approfondire meglio l’argomento.

Vivere con il “cervello chemio”: effetti e caratteristiche

  • Le ricerche dimostrano che i domini cognitivi che più risentono della chemioterapia sono la memoria visiva e verbale, l’attenzione e il funzionamento psicomotorio.
  • Ogni tipo di cancro richiede un determinato trattamento. Alcune cure durano più a lungo e sono più intense, altre meno. Si è potuto dimostrare che praticamente tutti i pazienti sottoposti a chemioterapia manifestano, però, questo deterioramento cognitivo. Tuttavia, i danni sono maggiori quando il trattamento è più duraturo e più intenso, poiché l’effetto è accumulativo.
  • I pazienti hanno difficoltà a ricordare date, appuntamenti, parole comuni terminano le frasi a fatica.
  • La persona fatica a realizzare diverse attività contemporaneamente: parlare al telefono e versare dell’acqua in un bicchiere oppure orientarsi mentre cammina. Non si riesce a svolgere queste attività senza problemi, con la frustrazione che ne deriva.
  • Il soggetto appare disorganizzato e lento a reagire. Dopo la chemioterapia, il mondo diventa più complesso e i pazienti sembrano “spenti” anche nelle cose più comuni e familiari.
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Viso nella galassia

Chemo brain: trattamenti e strategie di intervento

Sopravvivere al cancro è un grande traguardo, è felicità, è speranza. Tuttavia, segue una fase che spinge i pazienti a reinterpretarsi, una fase in cui la cura di sé è fondamentale, una fase in cui cercare nuovi approcci clinici, naturali e psicologici per stravolgere gli effetti fisici ed emotivi della malattia e del trattamento.

Consigli per ottimizzare la funzione cerebrale dopo la chemioterapia

Se vi state chiedendo se è possibile annullare gli effetti collaterali della chemioterapia a livello cerebrali, la risposta è semplice: si può. La riabilitazione cognitiva richiede tempo, impegno e soprattutto un approccio multidisciplinare.

  • Si stanno sperimentando diversi farmaci per annullare l’effetto della chemioterapia a livello neurologico. Tuttavia, non esiste ancora un farmaco efficace al 100%.
  • I trattamenti naturali a base di ginseng e ginkgo biloba hanno dato buoni risultati.
  • Si consiglia ai pazienti di riorganizzare da soli la propria riabilitazione cognitiva. Esistono numerose applicazioni e programmi per allenare la memoria e la concentrazione, tutti utili in questo senso.
  • Si consiglia anche di usare agende o diari per strutturare al massimo il tempo e le attività. Il paziente deve capire che è meglio svolgere le varie attività in maniera sequenziale e, a poco a poco, arrivare a fare più cose contemporaneamente. L’accumulo di attività intensifica l’ansia e la scarsa autoefficacia.
  • È fondamentale anche il sostegno della famiglia, di amici e conoscenti. L’ambiente sociale deve dimostrarsi comprensibile e deve essere al corrente di tutti gli effetti associati al chemo brain.
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Donna malata abbraccia la figlia chemo brain

È consigliabile e auspicabile che i pazienti abbiano accesso a un’adeguata riabilitazione cognitiva legata a questa condizione clinica. A mano a mano che i trattamenti proseguono, dovrà fare altrettanto la terapia di riabilitazione oncologica per garantire una qualità di vita dignitosa a chi ha superato la battaglia contro il cancro. Ci auguriamo che sia possibile per tutti.

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