Altruismo, materia grigia e cervello

Altruismo, materia grigia e cervello

Ultimo aggiornamento: 13 marzo, 2022

L’altruismo può essere definito come la preoccupazione costante per i bisogni altrui, ovvero fare tutto il possibile affinché gli altri godano del benessere e abbiano ciò di cui hanno bisogno.

L’altruismo è presente nella cultura, nell’educazione e nella religione, così come nel cervello. Nel caso degli animali, ad esempio, si manifesta quando uno degli esemplari è disposto a sacrificarsi per il bene del gruppo.

Puro altruismo significa sacrificare qualcosa, che si tratti di tempo, ricchezza, energia o conoscenza, senza cercare alcun tipo di ricompensa o compenso. Nessun beneficio è ricercato dalle proprie azioni, diretto o indiretto.

Il comportamento altruistico all’interno del regno animale aumenta le possibilità di sopravvivenza degli altri a costo di ridurre le proprie.

Questa teoria, tuttavia, non offre chiare spiegazioni in merito alla scelta di alcuni animali da dare la loro vita per altri con cui non sono imparentati.

Cosa ci rende altruisti?

Farfalle a mano libera in segno di altruismo.

Alcune persone sono tutto fuorché egoiste, danno senza guardare a chi, offrono anche ciò che non hanno per il bene altrui.

La ricerca scientifica ha dimostrato che la classe sociale, il livello di istruzione, il genere o il reddito possono spiegare perché si è altruisti o egoisti.

Ma c’è un altro elemento fondamentale che induce ad adottare una condotta altruistica, ovvero la struttura cerebrale. Questa non modifica solo abilità o personalità, come si pensava in passato.

Il gruppo di ricerca svizzero guidato dal professor Ernsr Fehr è giunto alla conclusione che esiste una forte connessione tra l’anatomia cerebrale e gli atteggiamenti altruistici.

Sviluppo e conclusioni dello studio

I partecipanti dello studio citato sono stati divisi in due gruppi e avevano la possibilità di sacrificare parte del proprio denaro a beneficio di un’altra persona.

Questa azione può essere considerata altruistica, ma lo studio ha anche rivelato alcune differenze. Alcuni partecipanti non sono mai stati disposti a dare i loro soldi; altri ci hanno pensato un po’ e altri ancora li hanno dati senza esitazione.

Donna che aiuta con l'altruismo.

Qual è il motivo di queste differenze? Sicuramente si potrebbero elencare l’istruzione e il bisogno o il senso di comunità.

Tuttavia, è emerso che il cervello influenza la capacità di essere empatici versi i sentimenti altrui. In particolare, ciò si deve ai lobi temporali e parietali.

L’altruismo è senz’altro legato all’empatia, motivo per cui i ricercatori sospettavano che le differenze tra i tre gruppi dipendessero dalle aree cerebrali citate.

L’ipotesi da verificare è stata: chi è  più altruista presenta una maggiore quantità di materia grigia alla giunzione tra i lobi.

I partecipanti hanno mostrato diverse attività cerebrali quando hanno deciso di dividere o meno i loro soldi. L’area cerebrale che si trova dietro le orecchie si attiva quando il comportamento altruistico presenta un basso costo per i più egoisti.

Al contrario, negli individui altruisti, questa regione si attiva di più quando il costo è elevato. Ciò significa che quando possono donare qualcosa, lavora di più.

Secondo gli scienziati, questo accade perché c’è un bisogno maggiore di superare la naturale tendenza all’egocentrismo, tipica della società odierna, o a preoccuparsi di se stessi.

Altri fattori che influenzano l’altruismo

Ernst Fehr indica che i risultati dello studio sono interessanti, anche se non si dovrebbe trarre un’unica conclusione. Il comportamento altruistico non è determinato esclusivamente dal cervello o da fattori biologici. Il volume della materia grigia può essere influenzato da diversi processi sociali.

Per esempio, essere circondati da persone caritatevoli, con l’abitudine di donare, fare l’elemosina o aiutare gli altri, aumenterà anche le possibilità di essere altruisti.

Se invece si vive in un ambiente segnato dall’egoismo, in cui gli altri pensano solo a se stessi e di non donano nulla, questo influenzerà le nostre decisioni e condotte.

Non dipende, dunque, solo dalla quantità di materia grigia, ma sono diversi i fattori che influenzano la nostra tendenza all’altruismo.

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