Amare secondo il buddismo: sentimento puro

· 24 agosto 2018

Amare secondo il Buddismo differisce totalmente dal concetto di amore occidentale. Nel primo contesto l’amore è definito come un sentimento puro che si dona a un altro essere vivente in maniera disinteressata. Esso porta al benessere assoluto sapendo di non aver causato dolore e sofferenza, ma di aver contribuito a generare energia nell’altra persona.

In Occidente, l’amore è un concetto ambivalente che richiede la presenza dell’altra persona, la reciprocità e l’appartenenza. Può essere considerato ambivalente in quanto se da una parte richiede la soddisfazione del desiderio del partner, dall’altra ci si concentra sull’Io. Si tratta, in altre parole, di un sentimento meno disinteressato rispetto ad amare secondo il Buddismo.

Ci troviamo in presenza di due concetti opposti in quanto, secondo le parole di Sigmund Freud, sebbene l’oggetto dell’amore cerchi la protezione dell’altro, vi è l’intenzione di preservarlo come proprio e può inoltre diventare fonte di offesa e affronto quando è separato da sé.

Ciò avviene poiché le pulsioni di vita e di morte si avvalgono di una relazione dialettica. Non si può concepire l’amore separatamente dall’odio. Più precisamente, secondo la teoria psicoanalitica, la pulsione di vita, che ambisce a unire e conservare, è legata alla pulsione di morte, che vuole distruggere e separare. Si alimentano a vicenda.

Vediamo più in dettaglio cosa significa amare secondo il buddismo.

Amare secondo il buddismo: le caratteristiche principali

Amare secondo il Buddismo non ha nulla a che vedere con la concezione stabilita in Occidente. Una delle caratteristiche principali dell’amore secondo il Buddismo è infatti la capacità di provare compassione  per l’altro. In questo senso, tutti gli esseri viventi dovrebbero essere rispettati.

Statua di Buddha

La concezione buddista stabilisce anche che l’intenzione che spinge l’amore deve essere la stessa che alimenta la fede, ovvero deve ambire a illuminare, eliminando la sofferenza che caratterizza invece l’amore occidentale. Si tratta di un genuino desiderio di fare del bene nei confronti dell’altro, condividendo energia e risorse.

“Esistono molti modi per incrementare l’energia positiva, ma il più potente di tutti è generare amore e fede, nati dall’energia della saggezza originale. Se entriamo in connessione attraverso la fede con la vasta e profonda continuità della mente, ecco che affioriranno le qualità interne, leggiadre e luminose dell’energia della saggezza. L’essenza dell’amore è la compassione degli esseri sublimi capaci di trasmettere energia.”

-Thinley Norbu-

Gentilezza e benevolenza come parti significative dell’amore

Amare secondo il Buddismo vuol dire essere gentili e benevoli, ma senza attaccarsi all’altra persona, tendenza che a posteriori causa sofferenza. Per praticare l’amore secondo la filosofia buddista, non è necessario afferrarsi a nulla, poiché nulla è statico, tutto cambia e si trasforma.

La dottrina prospetta che la felicità e la pienezza risiedono esclusivamente dentro di sé, e da lì devono partire per poter essere condivise. Non esiste, però, la condivisione totale: la dipendenza non appartiene a questa filosofia.

L’amore secondo il buddismo è interminabile, poiché l’energia di cui si nutre appartiene all’universo e non all’individuo in sé. Quando l’amore non possiede le caratteristiche sopra menzionate, secondo il buddismo si è di fronte a una proiezione egoistica dei propri bisogni.

“Gli insegnamenti sull’amore dati da Buddha sono chiari, scientifici e applicabili. L’amore, la compassione, l’allegria e l’equanimità sono la natura stessa di una persona illuminata. Trattasi dei quattro aspetti dell’amore dentro noi stessi e dentro tutti e tutto.”

-Thich Nhat Hanh-

Mani che tengono un cuore

Sapersi rallegrare veramente per l’altro, senza alcun tipo di risentimento, è un’altra delle caratteristiche che definiscono l’amore vero. Infine, questo dovrà essere equilibrato e misurato, così da non sconvolgere l’anima e trasformarsi in dipendenza.

Comprendere il vero amore verso un altro essere umano secondo il punto di vista orientale può rivelarsi un compito arduo a causa del diverso bagaglio culturale ricevuto e naturalizzato. Tuttavia, provare a metterlo in pratica è un ottimo metodo per sfruttare tutte le capacità insite nel nostro animo.