Rivoluzione freudiana: concetti principali

· 2 agosto 2018

Freud ha in qualche modo dato una scossa alle fondamenta della psicologia, fondando varie scuole di pensiero aventi una radice comune che ancora oggi è alla base della psicoterapia. Freud è stato un vero e proprio rivoluzionario per via della sua concezione dell’uomo e della mente umana. In questo articolo non ci proponiamo di porre l’accento sul suo contributo alla psicologia moderna, bensì di analizzare la rivoluzione freudiana.

In cosa può essere considerato un rivoluzionario e perché ad oggi è considerato ancora una delle figure di riferimento nello studio e nella comprensione della storia della psicologia, ma anche della mente in generale. Alcuni dei suoi postulati sono stati per la psicologia quello che le teorie copernicane sono state per la fisica quando tutto a un tratto il centro dell’ universo fu ”spostato”.

Se vi va, immergetevi con noi in questo appassionante viaggio verso la rivoluzione freudiana

La rivoluzione freudiana

Inconscio

Probabilmente quella dell’ inconscio è stata la più rivoluzionaria tra le scoperte di Freud, ma forse è anche una delle meno discusse. Ai tempi di Freud, sebbene non si fosse ancora sviluppata la psicologia sociale, era già risaputo che l’uomo non aveva il controllo totale sui suoi pensieri e comportamenti. Si sapeva che precise variabili esterne, come la quantità di luce solare, potevano influire sul nostro stato d’animo e che la stessa luce poteva anche accecarci e farci inciampare. Tuttavia, Freud si spinse oltre.

Con la teorizzazione dell’inconscio, Freud sottolineò l’esistenza nella nostra mente di una parte alla quale non abbiamo accesso in maniera cosciente o comunque diretta e che, però, influenza fortemente le nostre emozioni, i nostri sentimenti e i nostri comportamenti. Una specie di genio che come un burattinaio che dal buio delle quinte muove i fili mostrando nient’altro che qualche riflesso sullo scenario.

Una sorta di Io segreto, ignorato dalla coscienza, che talvolta può giocarci brutti scherzi. Il cosiddetto inconscio ha il potere di farci sentire tristi senza permetterci di conoscerne la causa, di intervenire sui nostri sogni inviandoci dei segnali o di farci compiere alcuni errori involontari quando parliamo.

Oggigiorno sono in pochi a negare l’esistenza di questa parte che ci condiziona e alla quale la nostra coscienza non ha accesso. Può essere un ricordo d’infanzia, ma anche un’autostima compromessa o un attaccamento malsano o troppo viscerale che porta l’individuo a ”saltare” di relazione in relazione.

Paesaggio sul viso

Il potere delle parole

Tra le molteplici virtù di Freud, troviamo sicuramente il suo talento per la scrittura. La cura per i dettagli, la chiarezza e l’eleganza della sua esposizione sono i 3 punti di forza delle sue opere. In questo modo non solo si è avvalso della parola come mezzo di espressione del proprio pensiero, ma l’ha anche resa elemento centrale della sua terapia e dei suoi studi.

Freud riteneva che una delle manifestazioni più limpide dell’inconscio fossero proprio i lapsus che qualche volta possono capitare a tutto quando si parla. Parlò anche della libera associazione come via per accedere alle informazioni dell’inconscio senza manipolarle.

La libera associazione si impose come metodo fondamentale della tecnica psicanalitica, relegando in secondo piano altre tecniche sviluppate in precedenza (es. l’ipnosi) e che in un primo momento erano sembrate valide. Il grande vantaggio è che, se praticata nel modo giusto, la libera associazione libera da ogni tipo di suggestione e dunque dalle restrizioni imposte dalla coscienza.

Uno sguardo al passato: l’infanzia

La rivoluzione freudiana riguarda senz’altro il concetto di infanzia, che egli vedeva come un momento di fondamentale importanza caratterizzato da eventi che condizioneranno l’individuo per tutta la sua vita. Questa influenza sarà esercitata perlopiù attraverso l’inconscio, proponendoci modelli che abbiamo interiorizzato, ma che non abbiamo ancora elaborato.

Secondo Freud, durante l’infanzia anche la sessualità gioca un ruolo molto importante. Ce ne accorgiamo dagli articolati studi da lui condotti sul complesso di Edipo e di Elettra. Inoltre, considera la sessualità infantile un fatto naturale che non dovrebbe sollevare alcun dibattito morale.

Questo ”orientamento sessuale infantile” è molto frequente e può avere delle conseguenze.  Nel caso di un ragazzino, ad esempio, essere in competizione con il padre per contendersi l’amore della madre può servire da stimolo alla sua crescita, in quanto tenderà a imitare il padre per cercare di avere la meglio. D’altro canto, però, se questa idealizzazione infantile non viene superata, può avere ripercussioni sull’inconscio e influire sul tipo di persona per cui il ragazzo proverà attrazione una volta cresciuto.

Freud si è sicuramente distinto per non aver avuto paura di porre fine ad alcuni tabù, tra cui uno dei più importanti è l’idealizzazione dei bambini, visti come esseri puri ed estranei alla sessualità.

Il conflitto e la nevrosi

La rivoluzione freudiana prosegue nell’ambito della nevrosi. Affermava che a generare i nodi che col tempo danno vita alle nevrosi sono i conflitti interiori tra ciò che desideriamo (l’Es o inconscio) e ciò che effettivamente possiamo avere/fare (il Super Io, condizionato dai codici di comportamento appresi durante l’infanzia). In pratica i disturbi nevrotici avrebbero luogo poiché il Super Io cerca di prendere il sopravvento sull’Es e sull’Io.

Io, superio ed es rivoluzione freudiana

L’opera freudiana è una delle più complete, pertanto include molti più aspetti di quelli citati in questo articolo. Tuttavia, gli argomenti qui affrontati possono essere considerati i più importanti al fine di comprendere in che modo il psicoterapeuta diede il via a una vera e propria rivoluzione. Se si parla di rivoluzione copernicana, è giusto parlare anche di rivoluzione freudiana e del suo grande impatto nel mondo della psicologia.