Se mi ami, smetti di controllare la nostra relazione

10, agosto 2017 in Psicologia 1456 Condivisi

Si può avere davvero una relazione di coppia continuando ad essere liberi? È sconvolgente la facilità con cui si sviluppano i rapporti controllati, persino tra le persone che desiderano evitarli.

La maggior parte della gente vuole essere libera e non desidera certo mantenere una relazione nella quale sentirsi controllata. Tuttavia, al contempo, desidera sentirsi unita ad altre persone, che considera importanti. Sono le due facce della medaglia tra le quali dobbiamo trovare un equilibrio.  

Dentro di noi, ben radicato nel nostro essere, c’è qualcosa che ci induce ad essere vincolati. Non si tratta di una cosa logica né fisica. Si tratta di un bisogno spirituale. Lo spirito vuole essere libero e, allo stesso tempo, relazionato.  

Perché stabiliamo rapporti nei quali consegniamo il controllo?

Il nucleo del problema è la sensazione di insicurezza, la mancanza di fiducia verso il proprio criterio personale. Se abbiamo bisogno di ricevere l’approvazione di un’altra persona per ottenere un rinforzo, abbiamo un problema. Diamo a quest’altra persona un potere eccessivo rispetto all’immagine che abbiamo di noi stessi e, così, creiamo le condizioni ottimali affinché ci controlli.

“Permettiamo agli altri di controllarci a causa della nostra insicurezza, della mancanza di fede nella nostra personale approvazione”
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La profonda sensazione di insicurezza può svilupparsi in diversi modi. Di solito ha inizio durante l’infanzia e all’interno del nucleo familiare, ma vi sono delle eccezioni. Si sviluppa sulla base di false credenze e viene alimentata dal bisogno di accettazione.  

Come si sviluppa l’insicurezza?

Non nasciamo come una lavagna incontaminata, pulita, vuota e atta a scrivere in essa le prime lettere. Siamo giunti a questo mondo con quello che potremmo denominare una “attrezzatura di nascita. Questa attrezzatura includeva i rudimenti di una personalità suscettibile ad una progressiva definizione, ad un certo potenziale intellettivo e a tutta una serie di inclinazioni e predisposizioni.  

Non siamo nati con un’innata mancanza di autostima. Non vi era in noi la benché minima inclinazione naturale a metterci in discussione né a mettere in discussione le nostre abilità o il nostro valore. I bambini nascono accettando se stessi nella loro totalità. Il fenomeno di sfiducia verso se stessi è un seme che cresce come conseguenza di determinate circostanze, ad esempio essere stato piantato da qualcun altro.

I genitori sono imperfetti

Nel percorso educativo dei figli a volte si commettono degli errori e talvolta questi errori hanno conseguenze a lungo termine. Così è la vita. I figli hanno bisogno dell’amore e della compagnia incondizionata dei loro genitori e quando non la ottengono, può svilupparsi in loro il seme dell’insicurezza.

Alcuni bambini non ricevono abbastanza affetto o accettazione da parte di uno dei genitori, ma li ricevono dall’altro. Altri piccoli, invece, nascono in case dove entrambi i genitori sono incapaci di donare loro l’amore e l’orientazione di cui hanno bisogno.  

I figli hanno bisogno dell’amore e della compagnia incondizionata dei loro genitori e quando non ottengono ciò, può svilupparsi in loro il seme dell’insicurezza
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Finiscono per accettare l’assenza d’amore e di orientazione come una dinamica normale nella loro vita. La introducono nel cassetto di quello che considerano normale e accettabile in una relazione coniugale, nell’essere genitori, nell’essere uomo o donna. Così, in seguito, lo trasferiranno a tutti i ruoli che acquisiranno durante l’arco della loro vita.

Tuttavia, l’insicurezza può svilupparsi anche in quei bambini che, invece, ricevono sostegno da parte dei genitori. Ad esempio, quando iniziano le superiori, alcuni adolescenti vivono un tale rifiuto da parte dei loro coetanei da sentir vacillare la fiducia nel loro criterio personale. Non hanno il controllo sulle opinioni altrui, ma danno a tali giudizi soggettivi una validità totale che mette in crisi la loro fiducia in se stessi.

Come garantire la nostra libertà in una relazione?

Prima di poterci relazionare con un’altra persona e instaurare una relazione sana, dobbiamo svolgere alcuni compiti. Il cambiamento inizia dentro di noi ed è importante recuperare il nostro “self”. Ciò implica recuperare la fede in noi stessi e liberarci della convinzione della nostra presunta incapacità.

“Il vero amore non è l’amor proprio, è quello che porta l’amante ad aprirsi alle altre persone e alla vita; non intossica, non isola, non rifiuta, non perseguita: solamente accetta”

-Antonio Gala-

Quando due persone lavorano davvero sul loro rapporto, questo dovrebbe divenire più solido, intimo e prossimo. Plasmare una relazione a lungo termine ha un solo senso, ovvero evolvere insieme e sviluppare un progetto che si arricchisca con il tempo.  

L’amore incondizionato

Una sana relazione di coppia deve basarsi su un amore solido e onesto, sull’amare e sull’accettare l’altro. Cercare di controllare qualcuno corrisponde a volerlo trasformare in una persona diversa da quella che è. L’amore autentico e incondizionato include un impegno nel rispetto della libertà altrui, così come noi possiamo decidere di mettere fine a un rapporto se sentiamo sia giunto il momento di farlo.

L’amore incondizionato significa anche permettere all’altro di evolvere. Vogliamo il meglio per la persona che amiamo o, che è lo stesso, vogliamo che questa persona avanzi e cresca il più possibile.

La comunicazione rispettosa

Abbiamo bisogno di comunicare con rispetto per garantire la dignità all’interno del rapporto. La mancanza di rispetto è, semplicemente, intollerabile. Se il nostro partner è libero, non tollererà la mancanza di rispetto e, se siamo liberi, non lo faremo nemmeno. Sulla bilancia dell’amore nulla può giustificare la mancanza di rispetto.

Accettare le differenze

Accettare le nostre differenze influisce sull’essenza della libertà in una relazione di coppia. Possiamo accettare la nostra rispettiva originalità oppure rifiutarla. Nel secondo caso, siamo radicati all’amore.  

Imparare l’uno dall’altro

Impariamo gli uni dagli altri grazie alle nostre differenze. Per l’esattezza i disaccordi fanno parte del prezzo da pagare per poter aver accesso a tale ricchezza, quella che può esserci apportata dagli altri. In questo modo, possiamo intendere le nostre rispettive differenze come obiettivi per la nostra crescita. Ogni partner ha qualcosa da insegnare all’altro.

Imparare l’uno dall’altro è un’idea che rappresenta l’occasione definitiva per instaurare un rapporto di cooperazione, che non contempli la sensazione di prigionia, bensì di libertà, siamo liberi di imparare da e con il nostro partner.

Accettare la libertà del nostro partner

Si richiede moltissimo coraggio per accettare il proprio partner come uno spirito libero. Il motivo di ciò è che la paura di perderlo è enorme. Quando sentiamo di non meritare quello che abbiamo, adottiamo le necessarie precauzioni per tenerlo al nostro fianco. Possiamo trasformarci, così, in controllori anche se nelle nostre relazione passate ad essere controllati eravamo noi.

“Bisogna essere molto coraggiosi per accettare il proprio partner come uno spirito libero, lasciando che si sviluppi e cresca senza cadere nel controllo”
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Più accettiamo la libertà dell’altra persona, maggiore saranno le probabilità che resti al nostro fianco. Se vogliamo essere liberi e che anche il nostro partner lo sia, dobbiamo rispettare un diritto individuale. Questo diritto altro non è che la sua libertà, di sceglierci o di smettere di farlo. In qualsiasi caso, solo rispettando e tutelando la sua libertà, permetteremo all’altra persona di voler avere un rapporto di coppia e a noi di amare quest’essere che un giorno ci ha conquistati e di farlo ancora.

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