Amore e odio: ti amo, ma non ti sopporto

I rapporti di amore-odio possono essere nocivi se non si interviene in tempo. Ma perché possiamo provare al tempo stesso amore e odio verso una persona? Cosa si cela dietro questo sentimento a due facce opposte tra loro?
Amore e odio: ti amo, ma non ti sopporto

Ultimo aggiornamento: 02 gennaio, 2021

I rapporti di amore-odio non sono una rarità. Può darsi che davanti agli altri non si riesca ad ammettere che il proprio rapporto è fatto in parti uguali di amore e odio. Soprattutto in seguito alla nascita dei social network, la maggior parte dei rapporti sembrano idilliaci.

Ciò nonostante, dietro la maschera della felicità, molto spesso si nasconde un sentimento bivalente, in cui si contrappongono amore e odio.

Ma a cosa si devono questi rapporti fatti di amore e odio? Perché si arriva a provare entrambi i sentimenti che si contrappongono tra loro? Forse non è davvero l’amore uno degli elementi dell’equazione, magari si tratta di un altro sentimento, di un’altra emozione, di un’altra sensazione? Pronti a scoprirlo?

Poco per volta

All’inizio di una relazione di solito viviamo momenti idilliaci, ma con il passare del tempo, uno dei due inizia a fare dell’ironia, del sarcasmo, illazioni indirette, ecc. Ed ecco che piano piano in chi riceve questo trattamento emerge un sentimento contradditorio.

Da un lato, c’è un sentimento di amore, ma ne emerge anche un altro di avversione, rabbia e persino di odio. Molto spesso il partner non è cosciente del motivo per cui si verifica ciò.

I rapporti di amore-odio iniziano gradualmente. Chi dei due viene trattato peggio può iniziare ad adattare il proprio stile in risposta a quello del partner. Questo significa che non solo uno dei due manca di rispetto all’altro, bensì che entrambi finiscono per trattarsi male a vicenda.

Il rapporto si trasforma così in una relazione disfunzionale; è il momento di analizzare quanto sta accadendo. La domanda da porsi è: su cosa si basa l’amore se c’è anche odio?

Amore e odio tra due persone.

Amore e odio convivono

L’amore può provenire dal ricordo dei primi momenti idilliaci. “Prima era tutto molto bello. Di certo tornerà come un tempo”, tendono a pensare molte persone. D’altra parte, a tenere in piedi molti rapporti di amore-odio non è l’amore, bensì la dipendenza. L’amore iniziale lascia spazio alla dipendenza emotiva, all’attaccamento verso l’altra persona.

Questa dipendenza rende difficile il più delle volte mettere fine al rapporto di coppia. Sarebbe più corretto chiamarlo rapporti di dipendenza-odio.

Oltretutto, si tende ad attribuire la causa della propria infelicità al partner: “sei cambiato/a, non mi rendi più felice”. Una simile dinamica alimenta il sentimento di odio, perché identifichiamo nel partner la causa della nostra scarsa felicità.

Amore non è guardarci l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.

-Antoine de Saint-Exupéry-

Non è sempre così evidente

Alla situazione precedentemente descritta se ne affianca un’altra. Alcune coppie, di fatto, non si mancano di rispetto, eppure esiste un’avversione latente. Quello che in un primo momento era idilliaco e aiutava a crescere, nel tempo si è trasformato in una sorta di avversione senza sapere molto bene perché.

Quando iniziamo una relazione tendiamo a idealizzare l’altra persona. Con il passare del tempo, però, iniziamo a scorgere anche i suoi difetti, quegli aspetti che ci piacciono meno. A poco a poco iniziano a darci fastidio alcuni suoi atteggiamenti, seppur innocui.

Molte persone si domandano: “se il mio partner non mi ha fatto nulla di male, perché non lo sopporto? Perché mi dà fastidio tutto di lui o di lei? Non lo capisco”. Queste situazioni richiedono un’analisi più approfondita.

Da una parte, ci si aggrappa all’iniziale idealizzazione del partner; un ricordo che pensiamo che un giorno potrà tornare dimenticando che cambiamo tutti con il passare del tempo. D’altra parte, ci accorgiamo di non essere in sintonia con il partner

Il rapporto inizia fugacemente e si tende a trascurare tutto; l’innamoramento dà spazio all’amore, le due persone iniziano a conoscersi, finché si accorgono di non essere compatibili. Eppure, laddove all’inizio c’era amore, si è presentata la dipendenza.

Proprio questa dipendenza rende difficile mettere fine a una relazione: “né con te, né senza di te”. Nessuno dei due è soddisfatto del rapporto, ma si è incapaci di mettere un punto.

Donna bendata.

I rapporti di amore e odio sono più comuni di quanto sembra

Ci viene insegnato che dall’amore all’odio il passo è breve. Eppure abbiamo tocca a noi decidere di non odiare. Nel primo caso, ovvero quando i due membri della coppia iniziano a mancarsi di rispetto, la scelta più sincera è rivolgersi a un professionista o mettere fine alla relazione: l’amore è passato in secondo piano e restano solo cattive maniere e dipendenza.

Nel secondo caso, invece di odiare il partner perché non ci rende felici, la cosa più sana da fare è riconoscere che non è obbligato a soddisfare le nostre aspettative. In questo modo possiamo provare ad accettarlo così come è oppure prendere una decisione sul futuro della coppia.

Prima di iniziare un rapporto di coppia, l’ideale sarebbe non esagerare in quanto ad aspettative; ciò eviterà spiacevoli delusioni. D’altra parte, se impariamo a godere della solitudine sarà per noi più difficile sviluppare dipendenza verso il partner.

Imparando a stare da soli con noi stessi, a mano a mano che la relazione va avanti sarà più facile accettare l’altro così come è, con pregi e difetti e si eviterà di cadere nel circolo vizioso dei rapporti di amore-odio. Quando impariamo a stare bene con noi stessi e a non illuderci sull’altra persona, allora siamo più liberi di apprezzarla e accettarla.

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