Provare ostilità: il preludio della fine

18 settembre, 2020
In una situazione di apparente pace, un amico, un familiare o il partner ci dichiara guerra. Cosa possiamo fare in questi casi?

Provare ostilità consiste nell’adottare un atteggiamento di disprezzo verso una o più persone, guidato dall’intenzione consapevole di ferire. Tale intenzione può essere messa in pratica in diversi modi, più o meno espliciti. Sotto forma di pettegolezzi e calunnie e persino di aggressioni verbali o fisiche.

Subire l’ostilità di un’altra persona è un’esperienza emotiva alquanto spiacevole, perché non nasce da una situazione di contrasto, un conflitto o una gara. È invece un sentimento rivolto a una persona un tempo cara, come un partner, un amico o un fratello, una dimensione affettiva prima intesa come “un terreno di pace”.

Donna che litiga con il marito.


Provare ostilità: cosa vuol dire

Il modo migliore per capire l’ostilità è provarla, raramente si dimentica. Sentirsi oggetto di attacchi dai quali è difficile difendersi perché sferrati in modo indiretto e poco franco, causa un forte disagio. Soprattutto, quando le ferite sono causate da una persona per noi importante.

L’ostilità può essere vissuta come:

  • Un attacco o un’offesa incessante e velata nei confronti dei nostri atteggiamenti od opinioni
  • L’uso delle nostre parole come un’arma contro di noi. Avere la sensazione di essere attirati in una trappola escogitata per farci “rivelare” cose che non avremmo mai voluto dire.
  • Critiche verso aspetti della nostra vita che poco o nulla hanno a che fare con la situazione presente. Per esempio, quando qualcuno fa riferimento a dettagli o esperienze della nostra vita, davanti ad altre persone e in nostra presenza, senza avere il consenso.
  • Pressioni dirette o indirette per farci cambiare idea, senza avviare alcun dibattito o dialogo al riguardo.
  • Valutazioni gratuite dei nostri bisogni o del nostro umore. Un po’ come essere “psicanalizzati” senza nemmeno averlo chiesto.
  • Paragoni continui con la nostra vita per farci intendere che i nostri problemi “non sono niente di che”, così come i nostri successi.
  • Farci notare quanto stanno bene con alcune persone, sottolineando in modo velato tutte le caratteristiche che mancano a noi.
  • Essere accusati di non ascoltare o di essere “inaccessibili”.

Questi sono alcuni esempi di come può essere vissuta l’ostilità. Le forme del comportamento ostile sono davvero tante. E, naturalmente, ogni atteggiamento ha intensità e manifestazioni altrettanto diverse.

Cosa porta una persona a essere ostile?

In molti casi all’origine dell’ostilità vi è la carenza di abilità sociali. C’è rabbia o risentimento, ma la persona non è in grado di avviare e mantenere un dialogo aperto e onesto sull’accaduto. Si esprime, pertanto, con l’energia della rabbia o dell’irritazione ostile.

Tale atteggiamento non è affatto onesto, dato che, piuttosto che costruire, distrugge; e, piuttosto che tendere la mano, la nasconde.

Provare ostilità nella coppia.

Provare ostilità: una forma di comunicazione dannosa e inefficace

In genere è difficile essere empatici con una persona che si comporta in modo ostile. A volte, però, non si tratta di dover essere empatici, quanto di stimolarla a riflettere e consigliarle un aiuto psicologico.

L’intervento di terzi può spingere a incanalare la rabbia in modi diversi dai comportamenti ostili e dal risentimento. Vediamo alcune cause dell’ostilità, sia manifesta che celata:

  • Molte persone che adottano un comportamento ostile hanno vissuto traumi da abbandono o abuso nella prima infanzia. Non vogliono prendere coscienza del dolore che ciò provoca in loro oppure non sanno cosa fare al riguardo.
  • Le ferite psicologiche possono avere origine nell’impulsività, nella rabbia o nel sarcasmo. In molti casi, le persone ostili ignorano le conseguenze a lungo termine della loro mancanza di rispetto.
  • Le persone dai comportamenti ostili non possiedono le competenze per una comunicazione efficace. Sono state coinvolte in ripetuti conflitti nei quali la soluzione era “vincere” o, in alternativa, sentirsi profondamente umiliati.
  • Confondono la schiettezza con l’offesa. Non sanno bene quando né perché fare determinati commenti può essere fuori luogo; inoltre non capiscono quando il loro comportamento genera tensioni.
  • Spesso non si accorgono di venire meno ai loro bisogni sociali, il che abbassa ulteriormente la loro autostima.
  • Non si aspettano che la persona oggetto dei loro tormenti le affronti. Quando ciò accade, non danno molto spazio all’autocritica né alla riflessione, bensì esacerbano l’ostilità.

Tutti questi fattori causano avversione reciproca, mancanza di rispetto e di fiducia che allontanano la risoluzione dei problemi, il perdono e l’autentica collaborazione.

Per concludere

Se provare ostilità è un’abitudine nelle vostre vite, fermatevi un attimo e cercate di scegliere un approccio più cordiale. L’aiuto di un professionista in questo può rivelarsi prezioso.