André Green e la pratica della psicoanalisi

Uno dei grandi contributi di André Green fu quello di aver superato, con giudizio e intelligenza, la scissione che si produsse tra i modelli psicoanalitici di Melanie Klein, Jacques Lacan e Heinz Hartman.
André Green e la pratica della psicoanalisi

Ultimo aggiornamento: 02 marzo, 2021

André Green è stato uno dei rappresentanti più importanti della psicoanalisi contemporanea. Ai suoi tempi, fu lo psicoanalista francese più tradotto e maggiormente riconosciuto sul piano internazionale. A differenza di altri colleghi, Green ricevette un importante riconoscimento in America Latina.

Il nome di André Green iniziò a guadagnarsi fama intorno agli anni ’60, per consolidarsi al termine degli anni ’80. Si definì come freudiano alla base, anche se durante il suo percorso fu largamente influenzato da autori come Lacan, Winnicott e Bion.

Quest’importante autore fu al centro delle polemiche post-freudiane. Come si sa, la psicoanalisi ha vissuto diversi momenti di crisi a seguito della morte di Freud. André Green fu in grado di mantenere una posizione di apertura e pluralismo di fronte al dibattito. Fu per questo nominato presidente della Società Psicoanalitica di Parigi (1986-89).

“L’analisi consiste in un ritorno su di sé attraverso la deviazione dell’altro simile.”

-André Green-

Psicoanalisi secondo André Green.
André Green

Gli inizi di André Green

André Green nacque al Cairo (Egitto) nel 1927 da padre portoghese e madre spagnola, entrambi ebrei sefarditi, benché non troppo devoti. Studiò presso il Liceo Francese e a 18 anni, grazie alle lezioni di filosofia a scuola, entrò in contatto con la psicoanalisi.

A quei tempi conobbe Lydia Harari, che gli dava lezioni private e si occupò di spiegargli i concetti di base delle teorie di Freud. Con lei lesse Introduzione alla psicoanalisi, opera che gli servì come base per il suo esame finale di maturità.

Nonostante Green volesse studiare filosofia, la sua famiglia lo richiamò al pragmatismo, spingendolo verso la carriera di medicina. Pur senza grande entusiasmo, aderì al corso preparatorio nella sua città natale e a 19 anni, nel 1946, emigrò in Francia per completare i suoi studi. Al momento della partenza, André Green ribadì più volte che non sarebbe più tornato.

Alti e bassi nella sua formazione

André Green non provava una passione per la medicina, anzi, arrivò a detestarla. Vedeva i suoi studi come un male necessario, e respingeva in particolar modo la mentalità chiusa e radicale dell’ambiente medico dell’epoca. Durante il terzo anno iniziò un tirocinio in psichiatria infantile.

Cominciò anche a frequentare i corsi di psichiatria impartiti dal Dr. Julián de Ajuriaguerra presso l’Hospital Sainte-Anne. Era molto interessato ai fenomeni psichici, e nel 1953 ottenere un posto nella facoltà di psichiatria. Lì finì sotto l’ala di Henry Ey, bibliotecario ma al tempo stesso figura più rilevante di tutto l’ospedale.

Nel 1956 iniziò la sua prima analisi con Maurice Bouvet. Allora già aveva conosciuto Jacques Lacan, diventandone uno dei colleghi più vicini. André Green partecipò attivamente a quello che Lacan definì il “ritorno di Freud”, tra il 1960 e il 1967, anche se Green non si trovò mai pienamente d’accordo.

Jacques Lacan in bianco e nero.
Jacques Lacan

Il suo percorso personale

La prima analisi di André Green ebbe termine con la morte del suo psicoanalista. Questo lo portò ad una nuova analisi con Jean Mallet, che lo aiutò a superare il lutto. Più avanti praticò quella che chiamò “analisi dettagliata” con Catherine Parat. L’esperienza fu per lui talmente d’ispirazione che lo spinse a scrivere il saggio La Madre Morta, tornando in Egitto dopo 40 anni d’assenza.

Dal 1961 André Green divenne amico e seguace di Winnicott e Bion. Quest’ampia cerchia di influenze lo spinse a segnare come obiettivo personale lo sviluppo di una psicoanalisi adatta ai nuovi tempi. Se all’epoca di Freud predominava la nevrosi, adesso quasi tutti i pazienti soffrivano di disturbi limite.

André Green prese parte al duro dibattito avvenuto in seno alla psicoanalisi. All’epoca vigevano tre grandi correnti, tutti movimenti post-freudiani, che alimentavano una polemica costante. Si trattava del modello di Melanie Klein, quello di Jacques Lacan e quello di Heinz Hartman. Green fu in grado di creare una sintesi che li integrasse tutti.

Il pensiero di Green si articola principalmente nella sua opera Idee per una psicoanalisi contemporaneadel 2002. A lui si attribuiscono anche importanti riconoscimenti in ambito prettamente clinico. L’Università di Buenos Aires lo ha nominato professore onorario per il suo contributo alla psicoanalisi. André Green è morto a Parigi il 22 gennaio 2012.

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  • Green, A. (2005). Ideas directrices para un psicoanálisis contemporáneo: desconocimiento y reconocimiento del inconsciente. Buenos Aires: Amorrortu.