Aneurisma cerebrale: definizione, sintomi, trattamenti

28 Giugno 2019
10 persone su 10.000 possono soffrire di aneurisma cerebrale nella loro vita. Sebbene non presenti sintomi, esistono alcuni fattori di rischio che occorre prendere in considerazione

L’aneurisma cerebrale è una dilatazione di un’arteria nel cervello. La complessità di questa patologia vascolare è rappresentata dal fatto che di solito non presenta sintomi. A poco a poco, senza che la persona se ne accorga, quell’area si gonfia con il rischio di una possibile rottura dell’arteria. Le conseguenze, se non si interviene rapidamente, possono essere fatali.

La maggior parte di noi avrà sicuramente conosciuto qualcuno che ha sofferto di questa delicata patologia. Alcune persone, grazie a una diagnosi precoce, hanno avuto la possibilità di potersi sottoporre a un intervento rapido (la classica procedura di embolizzazione) e hanno potuto vivere una vita normale senza particolari conseguenze. Altri pazienti, invece, manifestano gli effetti della rottura dell’aneurisma.

Comunque sia, c’è un fatto che non bisogna trascurare. Sebbene sia una condizione che tende ad apparire più spesso tra i 40 e i 65 anni, può manifestarsi anche nei giovani e nei bambini. A volte, alcuni problemi genetici o delle malformazioni artero-venose portano alla comparsa di queste pericolose alterazioni nelle arterie cerebrali.

Gli aneurismi cerebrali possono svilupparsi in qualsiasi individuo indipendentemente dall’età. In genere, sono più comuni nelle persone sopra i 40 anni e riguardano soprattutto le donne.

Aneurisma cerebrale

Cosa è un aneurisma cerebrale?

Un aneurisma cerebrale è una dilatazione vascolare patologica che può comparire in un’arteria o in una vena del cervello. Il flusso sanguigno si accumula in una parte della vena causando una dilatazione che assume la forma di un palloncino.

Come ci spiega uno studio condotto dal dipartimento di chirurgia della facoltà di medicina dell’Università dell’Oklahoma, quasi l’85% degli aneurismi interessa la stessa area: la base del cervello. Esattamente nel Poligono (o Circolo) di Willis.

A seconda di forma, dimensioni e posizione, possiamo individuare tre tipi di aneurismi cerebrali:

  • Aneurisma sacciforme. Interessa le pareti di un’arteria. Non è congenito e si sviluppa durante l’arco della vita. È il più comune.
  • Aneurisma fusiforme. In questo caso ci troviamo di fronte a un aneurisma molto più complesso, sia da rilevare che da trattare. Invece di avere una forma bombata, tende a interessare gran parte dell’arteria celebrale creando una trombosi.
  • Aneurisma dissecante. Questa tipologia è meno comune e colpisce soprattutto la popolazione più giovane. Ha all’origine vari disturbi come problemi ereditari, infezioni, artriti, displasia fibromuscolare, aterosclerosi, ecc.

Quali sono i sintomi di un aneurisma cerebrale?

Come già detto, è piuttosto comune che un aneurisma cerebrale sia asintomatico. Quando ci sono dei segni evidenti, significa che si è verificata la rottura dell’arteria o del vaso sanguigno. In quel momento, bisogna agire con la massima rapidità e fare attenzione ai seguenti sintomi:

  • Mal di testa improvviso e molto intenso. Molte persone lo descrivono come il peggior mal di testa della loro vita, intenso e paralizzante che causa rigidità al collo, lacrimazione in un occhio e persino paralisi di uno dei due occhi.
  • Vomito e vertigini sono molto comuni.
  • Disturbi nell’esposizione alla luce.
  • Problemi di coordinazione e movimento.
  • Difficoltà a pensare lucidamente.
  • Disturbi del linguaggio (afasia).
  • Perdita di conoscenza.

Diagnosi dell’aneurisma

I medici ricorrono a diverse scale per valutare la gravità dell’aneurisma cerebrale. Le più comuni sono le scale di Glasgow (nel caso in cui la persona abbia perso conoscenza) e la scala di Hunt e Hess. In quest’ultimo caso si valuta:

  • Il grado di mal di testa e di rigidità del collo.
  • Sonnolenza e grado di confusione mentale.
  • Comparsa o meno di emiparesi (paralisi su un lato del corpo o del viso).
  • Comparsa del coma, condizione di massima gravità e prognosi peggiore.

Nel caso in cui ci sia una storia familiare pregressa, è consigliabile effettuare dei controlli e dei test diagnostici. I metodi più comuni per rilevare la presenza di un aneurisma cerebrale prima che si rompa sono i seguenti:

  • Tomografia computerizzata.
  • Angiografia cerebrale.

Dobbiamo prendere in considerazione anche un altro aspetto. Molte persone muoiono senza sapere di aver avuto un aneurisma cerebrale. Non tutte le alterazioni cerebrovascolari terminano con una rottura e anche se le probabilità non sono molto alte, resta comunque un rischio.

Trattamento

In caso di aneurisma cerebrale, vengono presi in considerazione diversi fattori. Il primo è se è avvenuta la rottura o meno dell’arteria o del vaso sanguigno.

Il secondo riguarda le dimensioni, la posizione, l’età del paziente e altre condizioni neurologiche associate. Tuttavia, la buona notizia è che se c’è una diagnosi precoce, i trattamenti sono efficaci e non è richiesto un intervento chirurgico molto complesso. Un trattamento endovascolare è sufficiente. Vediamo i più comuni.

Embolizzazione endovascolare

Questa tecnica consiste nell’introdurre un piccolo catetere attraverso l’inguine del paziente seguendo l’arteria cerebrale fino al cervello. Si fa uso di stent, dispositivi medici che controllano e canalizzano queste patologie.

Bypass cerebrale

L’applicazione di un bypass cerebrale richiede il ricovero del paziente per un periodo compreso tra i tre e i cinque giorni. In questo caso, l’intervento è un po’ più complesso rispetto all’embolizzazione. Richiede, infatti, l’esecuzione di una piccola craniotomia per applicare il bypass e regolare e ridurre il flusso anormale di sangue dell’arteria o della vena in questione.

Cervello

Procedura chirurgica

Infine, nei casi più gravi, i medici possono optare per un intervento che richiede un’incisione nel cranio. L’incisione è piccola e l’intervento è semplice. Si inseriscono dei dispositivi in titanio per canalizzare e trattare l’aneurisma.

Tutti questi trattamenti sono efficaci nel caso in cui l’aneurisma non si è rotto. Non sempre si ha questa fortuna e spesso non ne siamo consapevoli perché è una patologia asintomatica. Tuttavia, potete ricordare le informazioni che vi abbiamo fornito e, se il caso lo richiede, saprete come agire.

  • Pisklakov, S. V. (2013). Cerebral aneurysm. In Rapid Review Anesthesiology Oral Boards (pp. 130–135). Cambridge University Press. https://doi.org/10.1017/CBO9781139775380.030
  • Jacocks, MA (1999). Aneurismas cerebrales. Cirugía actual . Elsevier Inc. https://doi.org/10.1016/S0149-7944(99)00070-7