Angoscia morale: cos'è e perché ne soffriamo

A volte la società o anche le stesse circostanze della vita ci costringono ad agire contro i nostri desideri o addirittura i nostri valori. La sofferenza che deriva da queste esperienze spesso non è presa abbastanza in considerazione.
Angoscia morale: cos'è e perché ne soffriamo

Ultimo aggiornamento: 26 aprile, 2021

Probabilmente tutti noi abbiamo provato la cosiddetta angoscia morale in un momento o nell"altro della nostra vita. Essa fa capolino quando facciamo qualcosa che va contro i nostri valori. È l"eterna contraddizione tra dovere e desiderio, tra quanto dettato dal cuore e quanto dalle circostanze. La vita scorre attraverso questi canali ambivalenti in cui le cose non sono sempre come vorremmo.

Potremmo fare mille esempi. La provano ogni giorno i professionisti della salute: medici, infermieri e operatori sanitari che lavorano in condizioni precarie e non possono assistere i pazienti come meritano. Ognuno di noi la prova quando, per esempio, non si ha altra scelta che mettere il proprio nonno o genitore con l"Alzheimer in una casa di cura perché non disponiamo di tutte le risorse necessarie.

Succede anche quando portiamo i nostri bambini all"asilo perché lavoriamo e non possiamo stare con loro. Giorno per giorno, sperimentiamo quella sofferenza in cui si scontrano la coscienza, le emozioni, i valori e la fastidiosa contraddizione.

Donna che prova angoscia morale.

Cos"è l"angoscia morale?

Il termine “distress morale" è apparso per la prima volta nel 1984 grazie al filosofo Andrew Jameton. Fu lui a descrivere un fenomeno sempre più comune nella nostra società. Come ha spiegato Jameton, l"umanità ha raggiunto un punto in cui le barriere istituzionali stanno sfidando i nostri principi morali fondamentali e le nostre responsabilità etiche.

Sperimentiamo questa realtà a causa del modo in cui è strutturato il mercato del lavoro, per esempio. Raramente ci è permesso conciliare la vita familiare con quella professionale, il che provoca angoscia morale. Ci piacerebbe passare più tempo con il partner e/o con i figli. Tuttavia, gli orari e le politiche insufficienti rappresentano un ostacolo considerevole.

La realtà è palese. Non ci sbagliamo dicendo che le attuali circostanze stiano accrescendo questa dimensione. Gli operatori sanitari devono fare i conti con il disagio morale provocato dal sovraffollamento delle strutture. Le aziende e i lavoratori devono affrontare spesso situazioni moralmente penose.

Si tratta, inoltre, di una realtà psicologica che risulta difficile da gestire per molte persone. Per esempio, quando un datore di lavoro è costretto a licenziare alcuni dipendenti perché la sua attività non è più redditizia, entra in questa dimensione di sofferenza personale ed etica devastante.

La sofferenza che proviamo quando non possiamo agire con integrità

Uno studio condotto dall"Università di Valencia mostrano che il disagio morale ha un notevole impatto in ambito infermieristico. Ci troviamo di fronte a una delle più grandi tragedie umane e sanitarie che l"umanità abbia vissuto e questo colpisce molteplici fasce della popolazione. Senza dubbio, il più colpito è il campo della salute.

Questo lavoro di ricerca evidenzia che l"impatto emotivo deriva da quelle situazioni in cui le persone non sono in grado di dire addio ai loro parenti. Le perdite senza addii sono una grande fonte di stress. La sofferenza che deriva dall"impossibilità di agire con l"integrità che vorrebbero richiede un pesante sacrificio ai professionisti della salute.

Angoscia morale, qualcosa a cui non siamo preparati

L"angoscia morale sorge quando rileviamo qualcosa che è sbagliato e non siamo in grado di agire come vorremmo. In effetti, bloccare questo comportamento e reprimere la nostra risposta etica di fronte a un evento particolare, va contro la nostra stessa natura.

Il cervello è programmato per rilevare minacce o situazioni rischiose e agire di conseguenza. Possiamo combattere (rispondere) o fuggire (scappare per sopravvivere). Tuttavia, quando identifichiamo qualcosa che non è giusto e siamo spinti a “non agire", lo stress e l"angoscia emotiva si attivano nel nostro corpo.

Non poter andare a visitare gli anziani nelle case di riposo in questo contesto di allarme sanitario, per esempio, fa male e contraddice i nostri principi morali.

Sappiamo che non farlo salvaguarda il loro benessere, ma anche così la mente non può fare a meno di provare una grande inquietudine morale. Il mancato contatto emotivo e sociale con i nostri familiari anziani è senza dubbio devastante per entrambi.

Persone tristi per lutto.

La soluzione consiste nel coltivare la resilienza morale

Cynda Hylton Rushton è un accademica specializzata in etica clinica, nonché professoressa di infermieristica e pediatria alla John Hopkins University. Ha introdotto un termine che vale la pena ricordare e tenere a mente: resilienza morale.

Lo scopo della resilienza morale è quello di alleviare e gestire la sofferenza causata dalle sfide etiche e morali che sperimentiamo quotidianamente. Per lavorare su questa dimensione, dobbiamo prendere in considerazione quanto segue:

  • Non possiamo controllare le circostanze, ma possiamo controllare le nostre emozioni.
  • Le emozioni che proviamo in situazioni che ci causano disagio morale non devono essere celate o trascurate. Dobbiamo accettarle, liberarle, gestirle e condividerle con gli altri per normalizzarle e avere così più controllo su di esse.
  • Cerchiamo di non punirci o giudicarci per azioni che possono non corrispondere ai nostri valori. La vita è incerta e non possiamo avere il controllo assoluto su ciò che ci circonda. A volte l"alternativa migliore non è la più giusta, ma è quella necessaria date le circostanze.
  • Il semplice fatto di soffrire ci ricorda che i nostri valori e principi sono ancora intatti dentro di noi.
  • È essenziale condividere il dolore che abbiamo sofferto con gli altri. Creare gruppi di sostegno e parlare con amici e familiari può aiutarci ad affrontare il disagio morale.

Infine, ma non meno importante, è necessario dare un senso alle sfide che affrontiamo. Persino in un mondo immerso nel caos, molte delle cose che facciamo hanno un significato. Forse oggi facciamo fatica a trovarlo, ma domani senza dubbio lo potremo capire meglio.

 



    • M.J. Johnstone, A. Hutchinson. ‘Moral distress’—time to abandon a flawed nursing construct?. Nurs Ethics., 22 (2015), pp. 5-14 http://dx.doi.org/10.1177/0969733013505312
    • Karakachian, Angela MSN, RN; Colbert, Alison PhD, PHCNS-BC Angustia moral, Enfermería: Octubre de 2017 – Volumen 47 – Número 10 – p 13-15 doi: 10.1097 / 01.ENFERMERA.0000525602.20742.4b