Asma e cervello: uno stretto legame

Quale è la relazione tra asma e cervello? Oggi sappiamo che gli stati d'ansia e depressione aumentano i sintomi di questa malattia. Allo stesso modo, l'asma attiva le stesse aree cerebrali di alcune emozioni.
Asma e cervello: uno stretto legame

Ultimo aggiornamento: 25 maggio, 2020

Si è discusso molto sulla relazione tra asma e cervello. Il motivo di ciò risiede nel fatto che è molto facile notarla nella vita di tutti i giorni. L’aspetto più evidente è il legame tra uno stato di nervosismo e un attacco d’asma. Tuttavia, le conclusioni della scienza sull’argomento non sono definitive.

La domanda che ci si pone è la seguente: “Esiste una vera relazione tra asma e cervello o siamo in presenza di un mito privo di fondamento?”. Fino a pochi decenni fa si pensava che l’influenza delle emozioni sull’asma non fosse reale. Tuttavia, con i progressi in ambito scientifico, questa relazione è oggi innegabile.

La scienza definisce l’asma come una sindrome complessa caratterizzata principalmente da un’infiammazione e ostruzione delle vie aeree. È la malattia cronica più diffusa durante l’infanzia.

Si stima che almeno il 60% dei casi riguardi i bambini. Tra i fattori scatenanti oggi si includono anche quelli di natura psicologica. La relazione tra asma e cervello è dunque innegabile.

“La respirazione è quella fragile nave che ci conduce dalla nascita alla morte.”
~ -F. Leboyer- ~

Donna che prende un inalatore per asma

Studi sulla relazione tra asma e cervello

Il Dottor Zofel Marx e i suoi colleghi hanno condotto uno studio su pazienti asmatici per determinare se le emozioni influenzino tale malattia. La sua ricerca consisteva nel mettere a confronto le emozioni dei soggetti sani con quelle dei pazienti asmatici per stabilire se ci fossero delle differenze.

Le conclusioni dello studio stabilirono che i pazienti asmatici presentavano atteggiamenti più ostili, una maggiore sensazione di impotenza ed erano più tristi rispetto ai pazienti sani. I due gruppi furono esposti a vari stimoli e fu osservata la loro reazione agli stessi. Le difficoltà emotive osservate tra i soggetti asmatici, tuttavia, potevano essere gli effetti dell’asma e non la causa.

Nonostante questo dubbio, i risultati sono stati confermati anche da altri studi. È stato dimostrato che il 50% delle persone asmatiche presenta sintomi depressivi. Allo stesso modo, chi presenta sintomi o manifestazioni d’ansia ha con maggiore frequenza attacchi d’asma. Si è notato anche che la somministrazione di antidepressivi causava la riduzione dei sintomi asmatici.

Le scoperte delle neuroscienze

Uno studio condotto presso L’Università del Wisconsin-Madison ha stabilito che esiste un chiaro legame tra asma e cervello. La ricerca ha permesso di comprendere che i processi asmatici sono correlati a due aree del cervello strettamente legate alle emozioni: la corteccia cingolata anteriore e l’insula.

Il professore Richard Davidson, direttore della ricerca, ha dimostrato le sue conclusioni tramite risonanza magnetica. Lo studio è stato eseguito su un gruppo di sei volontari che soffrivano d’asma. A questo gruppo vennero somministrate diverse sostanze che aggravavano la malattia.

Osservando il funzionamento del cervello dei volontari, si è scoperto che gli stimoli attivavano la corteccia cingolata anteriore e l’insula. Come sappiamo, queste aree del cervello sono fortemente legate alle emozioni. Tale ricerca è stata pubblicata, tuttavia si ritiene necessario un approfondimento per via del numero ristretto di partecipanti.

Cervello di colore blu

Asma e cervello, un legame da approfondire

La scienza è già riuscita a stabilire un legame tra asma e cervello. Ciò che non è ancora chiaro è l’entità di questo vincolo e i meccanismi esatti che lo regolano. È certo, però, che i fattori psicologici sono determinati affinché si presenti la malattia. Uno stato di depressione o forte ansia aggrava le condizioni dell’asma.

Il Dott. Antonio Cano Vindel, dell’Università Complutense di Madrid, sottolinea che l’ansia influenza l’asma in due modi. Il primo, generando episodi di respirazione affannosa o di iperventilazione che si verificano durante vari eventi emotivi come il pianto, la paura, lo stress, ecc. Ogni forte evento emotivo causa l’aumento della broncocostrizione.

Il secondo, perché i pazienti con asma tendono a presentare alti livelli di depressione, tristezza e rabbia causati dai limiti imposti dalla malattia. Si è dimostrato che se questi stati psicologici vengono trattati correttamente, la prognosi migliora in modo significativo.

È dunque indubbia una relazione tra asma e cervello. Né in questo caso né in quello di altre malattie, possiamo separare l’organismo dai processi psicologici. La vecchia massima mens sana in corpore sano (mente sana in un corpo sano), e viceversa, viene confermata!

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  • Hoyos, M. L., Ochoa, D. A. R., & Londoño, C. R. (2008). Revisión crítica del concepto” psicosomático” a la luz del dualismo mente-cuerpo. Pensamiento psicológico, 4(10), 137-147.