Autoconvalida: il lato positivo dell'orgoglio

L'orgoglio ha una cattiva reputazione, poiché lo associamo al narcisismo e all'essere spacconi. Tuttavia, questa dimensione presenta un lato positivo, quello che permette di prendere coscienza dei propri pregi e del proprio valore così da rafforzare l'autostima.
Autoconvalida: il lato positivo dell'orgoglio

Ultimo aggiornamento: 08 agosto, 2022

Il lato positivo dell’orgoglio è legato all’apprezzamento del proprio valore e al suo uso a proprio vantaggio, ovvero l’autoconvalida. Siamo tutti orgogliosi di qualcosa o qualcuno: il partner, i figli, gli amici.

Sebbene vi siano persone che travisano questa dimensione e scivolano nel freddo egoismo, non è bene rimuoverlo completamente dal nostro registro psicologico.

È positivo, di fatto, sfruttare la sicurezza che offre per aumentare gli obiettivi, la motivazione e anche una sana autostima. Non c’è niente di sbagliato nell’apprezzare i propri risultati, quindi migliorare l’autoconvalida. È anche consigliabile insegnare ai bambini a sentirsi bene quando dimostrano le loro abilità.

L’importante è non cadere nella trappola dell’arroganza e del disprezzo per gli altri. Se quel bambino è orgoglioso delle sue doti intellettuali al punto da disprezzare e ridicolizzare i suoi coetanei, ha già superato il limite dell’etico e del lecito. Se invece lo educhiamo sulla base del rispetto e dell’umiltà, i benefici sono indubbi.

Per decenni abbiamo interpretato l’orgoglio da una prospettiva buddista. Secondo il suddetto approccio, questa dimensione è concepita come una malattia, come un’entità dannosa che rivela il peggio dell’essere umano. In realtà, si tratta di un costrutto psicologico con due lati che dobbiamo conoscere.

Apprezzarsi, valorizzarsi e sentirsi orgogliosi dei propri risultati è un esercizio di benessere.

Amici che parlano in ufficio del lato positivo dell'orgoglio.
Essere orgogliosi di qualcosa, indipendentemente da ciò che pensano gli altri, ha grandi vantaggi.

Il lato positivo dell’orgoglio: l’autoconvalida

Di cosa siete orgogliosi? Sicuramente di molte cose e persone, o almeno ci auguriamo che sia così.  Perché in questa società, spesso critica e che sminuisce, è molto difficile sviluppare una percezione positiva di sé.

C’è chi combatte costantemente con la sindrome dell’impostore. Molti trascorrono metà della loro vita cercando di scoprire in cosa sono bravi.

E gran parte della popolazione, soprattutto quella più giovane, presenta una scarsa autostima e perfino odio verso il proprio corpo. Abbiamo difficoltà ad amare noi stessi e persino a celebrare chi siamo, perché spesso ci viene ricordato che mostrare orgoglio equivale a mostrare narcisismo. In realtà nulla è tanto necessario quanto avere una percezione positiva e sana di se stessi.

Siamo stati scarsamente istruiti in questo ambito. Perché il lato positivo dell’orgoglio è una dimensione fondamentale del benessere psicologico.

Lo sostiene la psicologa Jessica Tracy, dell’Università della California, Davis, per esempio. I suoi studi supportano l’idea che l’ orgoglio sia un’emozione umana fondamentale con uno scopo sociale. Questo perché porta a vedersi come meritevoli di rispetto, apprezzamento e considerazione.

L’orgoglio è un’emozione che si esprime con un sorriso “felice”, una testa che si inclina all’indietro, un petto che si gonfia e mani che mostrano relax.

Differenze tra il lato positivo e il lato negativo dell’orgoglio

Sappiamo già che la scienza psicologica ha definito l’orgoglio un’emozione. Ora, dobbiamo capire che questo può essere a valenza positiva o negativa.

In altre parole, c’è chi lo intende ed esprime in modo genuino e salutare. Altri, invece, si spingono fino all’estremo più vanaglorioso e chiaramente narcisistico. Vediamo ora come distinguere queste due facce:

  • Il sano orgoglio ha a che fare con la fiducia in se stessi, con quell’atteggiamento motivante che ci ricorda che “possiamo farcela”.
  • L’orgoglio è legato all’autostima positiva quando ci rendiamo conto che i nostri sforzi portano a dei risultati. La persona narcisista, invece, presume che tutto va bene per loro perché fa parte della sua natura, è innato.
  • La persona che fa uso del lato positivo dell’orgoglio rispetta gli altri, si valorizza, ma non si percepisce migliore di nessun altro. Non si vanta, non prende in giro e non ha bisogno di cadere nel gioco del confronto sociale in nessun momento.
  • La dottoressa Jessica Tracy ha spiegato nel suo libro Take Pride (2016) che il sano orgoglio è autentico. In altre parole, la persona orgogliosa ha una visione precisa e oggettiva (non gonfiata) delle sue virtù e dei suoi limiti.

L’orgoglio è un’emozione che non deve essere portata all’estremo. A volte, quando qualcosa sta andando molto bene, può accecarci e farci perdere il nostro miglior giudizio finendo per danneggiare gli altri.

Uomo e donna che parlano all'aperto del lato positivo dell'orgoglio.
Sentirsi orgogliosi del proprio valore permette di acquisire fiducia, dunque di relazionarsi meglio.

Autoconvalida con umiltà e assertività

A volte ci sono persone particolarmente brave in un settore e gli altri la ostacolano. Per esempio, un giovane può essere un grande artista, ma la famiglia sminuisce il suo dono perché si aspetta che si dedichi a studi giuridici o economici. A causa di ciò, finirà per dubitare delle sue doti artistiche e accetterà di intraprendere un percorso di studio che non la soddisfano.

L’orgoglio è quella bussola che ci ricorda che siamo degni di ciò che vogliamo. Ci guida a prendere decisioni migliori e a essere assertivi quando difendiamo ciò che riteniamo giusto o buono per noi, a prescindere dall’opinione altrui. La persona dell’esempio ha bisogno di una dose più alta di orgoglio per proseguire la carriera artistica che lo rende felice.

Allo stesso modo, e non meno importante, dobbiamo ricordare che l’autoconvalida ha un alleato, l’umiltà. Perché una cosa non è in contrasto con l’altra. Del resto, chi comprende il bisogno di apprezzamento e di valutazione positiva di sé non esita a offrirlo agli altri.

Meritiamo tutti di ottenere ciò che desideriamo, di sentirci orgogliosi di chi siamo e di quello che abbiamo raggiunto. Perché non dovrebbe essere così?

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  • Tracy, Jessica & Robins, Richard. (2007). The psychological structure of pride: A tale of two facets. Journal of personality and social psychology. 92. 506-25. 10.1037/0022-3514.92.3.506.