Autotrascendenza e andare oltre il proprio Io

17 Marzo 2019
Una persona non può realizzarsi e sentirsi "completa" fin quando non sarà in grado di auto-trascendere, di capire qual è il suo posto nell'ordine naturale delle cose.

Il concetto di autotrascendenza è intimamente legato alla spiritualità e ha acquisito una certa popolarità negli ultimi anni. Anche se viene considerata come una caratteristica complessa della nostra personalità, condizionata dai valori personali, di certo alla base sussiste un’idea generale.

Sostanzialmente, autotrascendenza significa trascendere il proprio Io, ovvero andare oltre la propria identità, capire di essere solo una piccola parte di un mondo più grande e agire di conseguenza. Un fenomeno complesso che è in sintonia con la visione di se stessi come parte dell’universo.

È questa libertà spirituale che nessuno può portarci via a dare un senso e uno scopo alla nostra vita.

Viktor Frankl

Autotrascendenza e spiritualità

Autotrascendenza e spiritualità sono due concetti intimamente connessi. Una delle qualità inerenti all’autotrascendenza è l’espansione della coscienza oltre l’Io, verso qualcosa di più elevato, complesso e infinito, che in genere è di natura spirituale o divina.

Alcune persone raggiungono questa dimensione attraverso la fede in Dio; altre attraverso il riconoscimento di una forma di spiritualità o idea sull’anima. In un modo o nell’altro, queste credenze o convinzioni aiutano gli individui a trovare il significato che li aiuterà a trascendere.

Persona cammina verso la luce

Secondo lo psichiatra Viktor Frankl, la trascendenza è radicata nella nostra spiritualità; a sua volta, la spiritualità è la parte dell’umanità che ci distingue da tutte le altre specie. Una persona non può realizzarsi e sentirsi “completa” fin quando non sarà in grado di auto-trascendere, di capire qual è il suo posto nell’ordine naturale delle cose.

C’è da dire che al giorno d’oggi molti ricercatori non condividono l’idea che la spiritualità sia necessaria per raggiungere l’autotrascendenza. Per altri, invece, la spiritualità è un aspetto significativo della trascendenza del proprio Io.

Abraham Maslow e l’autotrascendenza

Per molti anni, la realizzazione di sé ha dominato la famosa gerarchia dei bisogni di Maslow. Nei suoi primi lavori Maslow riteneva che l’autorealizzazione fosse il culmine dello sviluppo umano, essendo il bisogno umano più importante.

La realizzazione di sé è un obiettivo elevato dello sviluppo che non va messo da parte. Tuttavia, il vero obiettivo, il livello “successivo” dello sviluppo dovrebbe essere l’autotrascendenza: un obiettivo che si concentra su altri obiettivi e non sul proprio interesse.

Secondo lo psicologo, “la trascendenza fa riferimento a livelli più elevati e inclusivi o olistici della coscienza umana, per cui ci si comporta e ci si relaziona come scopi e non come mezzi ad altre specie, alla natura e al cosmo, per se stessi, per gli altri, per gli esseri umani in generale”.

In questo senso, l’autotrascendenza dona all’individuo ciò che Maslow definisce “esperienze culmine”, per cui si va oltre le preoccupazioni personali per osservare cosa succede da una prospettiva più ampia ed elevata. Si tratta di esperienze che spesso generano forti emozioni positive, come l’allegria o la pace, e un senso di consapevolezza ben sviluppato.

È importante ricordare che il concetto di autotrascendenza associato alla piramide dei bisogni umani non sempre viene nominato quando si cita la teoria di Maslow. Tuttavia, la comunità scientifica lo sta iniziando a tenere in considerazione.

La teoria dell’autotrascendenza di Reed

Pamela Reed definisce l’autotrascendenza come l’espansione dei limiti autoconcettuali in maniera pluridimensionale. Secondo questa teoria, le persone possono essere considerate come sistemi aperti e l’unico ostacolo tra loro e l’autotrascendenza è il limite che si auto-impongono.

Ovviamente, gli esseri umani hanno bisogno di alcuni limiti concettuali, ma l’espansione di questi limiti verso l’esterno genera uno stato di maggiore connessione con l’ambiente, oltre a fomentare una sensazione di totalità che altrimenti non si potrebbe ottenere.

La teoria di Reed vede l’autotrascendenza come una tappa dello sviluppo naturale che le persone devono raggiungere per sentirsi soddisfatte e per avere uno scopo. Il modo principale in cui questa influenza la fine della vita è attraverso la spiritualità.

Donna in riva al mare che guarda il sole

Autotrascendenza e personalità: Cloninger

L’autotrascendenza è un tratto della personalità associato all’esperienza di idee spirituali. In quanto tale, è una delle dimensioni valutate nell’inventario dei profili di personalità di Cloninger.

Nel modello della personalità di sette dimensioni di Cloninger, sono presenti quattro dimensioni del temperamento con una forte base biologica e tre dimensioni del carattere appreso che si pensa si basino su concetti. L’autotrascendenza è un tratto del carattere legato all’esperienza degli aspetti spirituali dell’Io. Secondo Cloninger, può essere descritta come accettazione, identificazione o unione spirituale con la natura e la sua origine.

Come raggiungere l’autotrascendenza

Raggiungere l’autotrascendenza non è facile, in quanto si tratta dello stadio più alto dello sviluppo umano, ben oltre l’autorealizzazione di cui parla Maslow. Tuttavia, ci sono alcuni fattori da considerare per svilupparla. In questo senso, traendo ispirazione dal buddismo, Stephanie Flood propone cinque modi creativi per ottenerla:

  • Esplorare tecniche base di meditazione (anche se siete già esperti di meditazione).
  • Arricchirsi con la conoscenza e la saggezza per costruire un forte senso di consapevolezza.
  • Non aver paura del viaggio, spirituale o fisico, per trovare un’idea.
  • Trovare le proprie tecniche spirituali per avvicinarsi allo scopo superiore e all’Io ideale.
  • Aumentare le vibrazioni, vivendo in un ambiente positivo e propizio alla trascendenza.

D’altra parte, non possiamo ignorare i valori che secondo Viktor Frankl servono a sperimentarla nella vita quotidiana. Questi valori, che possono essere implementati da persone di diverse culture, sono i seguenti:

  • Valore creativo: restituire qualcosa al mondo. Significa dedicarsi deliberatamente al lavoro produttivo in maniera creativa. Significa mettere il proprio talento unico e le proprie idee in qualsiasi lavoro si faccia per produrre un valore o un bene alla società o fare la differenza nel mondo.
  • Valore esperienziale: ricevere qualcosa dal mondo con gratitudine. Il valore esperienziale implica apprezzare i rapporti affettivi e la bellezza che ci circonda.
  • Valore attitudinale: adottare una posizione nei confronti del destino. Il valore attitudinale implica il potere di sfida dello spirito umano di affrontare le avversità con coraggio o forza morale. L’atteggiamento stoico di mantenere la dignità e l’integrità di fronte al pericolo e le difficoltà è l’ultima linea di difesa per trovare un senso di libertà e significato.

Lo psicologo cinese Paul Wong spiega che quando usciamo dal nostro interesse personale per servire qualcosa più grande di noi in realtà stiamo praticando l’autotrascendenza. Diventiamo la migliore versione di noi stessi solo quando siamo disinteressati e orientati a prenderci cura degli altri.

Indipendentemente dalle nostre credenze religiose, l’autotrascendenza rappresenta una forma di vita spirituale che soddisfa i nostri bisogni spirituali più profondi di connettività e trascendenza.