Le avversità aiutano a superare i limiti

· 15 maggio 2017

I limiti più difficili da rompere e da superare sono quelli della nostra mente. Anthony Robbins, uno dei life coach e formatori motivazionali più famosi al giorno d’oggi e che più hanno contribuito al cambiamento personale negli ultimi 30 anni, suggerisce che il successo dipende per l’80% dalla psicologia e per il restante 20% dalla strategia.

Se i limiti della strategia o del metodo solitamente vengono studiati ed analizzati, i limiti mentali passano quasi inosservati nel profilo di una persona. I limiti mentali in quanto tali non esistono in realtà, siamo noi a crearli.

Più limiti mentali abbiamo, peggiore sarà l’immagine di noi stessi. I nostri limiti distorcono l’autostima e questo influisce sui risultati che otteniamo. Agiamo in base a come concepiamo noi stessi.

Provate a pensare a cosa succederebbe se foste i più bravi, i più veloci, i più lenti, i più popolari, i più semplici, i più efficienti, i più odiati, gli imitatori, i più antichi, i nuovi. Se esiste un limite, dovete provarlo.

L’avversità è un’alleata?

In caso di avversità, abbiamo due opzioni: cercare di schivarla o affrontarla. Siamo convinti che una vita senza difficoltà sia una vita sterile. Ognuno di noi è il risultato di ciò che ha imparato nelle situazioni complicate.

Le situazioni difficili sono lo scenario che ci fa uscire dalla zona di comfort verso circostanze nuove, più interessanti. La zona oltre quella di comfort ci permette di espanderci, rivela tratti della nostra personalità e risorse che non conoscevamo fino a quel momento, ci fa trasformare muri in passaggi.

Quando l’avversità chiama, ricordiamoci le parole del padre della Psicologia, Sigmund Freud: “Sono stato un uomo fortunato, nella vita niente mi è stato facile”.

Nessuno è più infelice di colui al quale non è mai accaduto qualche male, perché non ha mai avuto la possibilità di mettersi alla prova.
Seneca

Vivere limitando i limiti

L’unico modo per eliminare i nostri limiti mentali è mettendoli in discussione oppure sfidandoli. Per prima cosa, prima di metterci alla prova, dobbiamo considerare se quello che abbiamo pensato e creduto per un certo periodo di tempo sia vero. In altre parole, dobbiamo cercare nella realtà, e non nei nostri limiti, vere dimostrazioni che provino che ciò che pensiamo sia corretto.

Una volta messi in discussione i nostri limiti, dobbiamo cercare di capire se li abbiamo mai sfidati, quando, come e cosa ci ha spinto a farlo. Se non l’abbiamo fatto prima, dovremmo chiederci il perché e anche cosa ci serve per farlo ora.

Per riuscire a sfidare i nostri limiti, è necessario chiederci cosa succederebbe se ci decidessimo a spezzarli. È una domanda semplice, accompagnata dall’immagine di noi che sfidiamo i nostri limiti, che può aiutarci a mettere da parte la paura verso l’ignoto. E, soprattutto, chiediamoci cosa accadrebbe se non facessimo nulla. In realtà, conosciamo già la risposta a questa domanda; se non facciamo nulla, probabilmente non cambia nulla.

È importante cominciare ad acquisire consapevolezza di ciò che possiamo cambiare nella nostra mente. Il semplice fatto di aggiunge “ancora” nella frase “non posso farcela” è un piccolo cambiamento che genera un effetto molto positivo a livello inconscio. Questa parola aggiunta apre la possibilità di raggiungere quello che non abbiamo ottenuto finora. Ricordate, sfidare i propri limiti è il primo passo per vincerli.

Ci sono tante cose brutte, tante. In realtà, una persona che vuole diventare indipendente deve prendersi cura di qualcosa. Ed è così che si impara a conoscere i propri limiti. È il principio di tutto.
Banana Yoshimoto