Bambini autistici e robot

16 aprile 2018 in Psicologia 269 Condivisi
Bambino autistico con robot

I robot migliorano di continuo, al punto che molti fanno parte delle nostre vite (robot da cucina, aspirapolvere, etc). In questa graduale incorporazione nella nostra routine, alcuni hanno acquisito sembianze umane. L’inarrestabile progresso di questi automi può spaventare. Tuttavia, le possibilità che ci offrono e che ci potranno offrire in futuro sono immense; fra queste, una di particolare rilievo è l’aiuto che offrono ai bambini autistici.

Molti bambini autistici soffrono di isolamento sociale e difficoltà a comunicare. Ciò ostacola le nostre possibilità di offrire loro aiuto. È come se ci ritrovassimo di fronte a un muro. Tuttavia, sembra che i robot abbiano più possibilità di successo.

Questi robot, al contrario delle persone, presentano modelli di comportamento semplici e facilmente scorporabili. Sono capaci di parlare seguendo discorsi semplici, realizzano movimenti con la testa e presentano espressioni facciali facilmente identificabili individualmente.
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I bambini autistici interagiscono con i robot

È curioso: molti bambini autistici non riescono a comunicare con chi li circonda, ma queste difficoltà spariscono con un robot. Stiamo parlando di robot emotivi piccoli, semplici, dotati di occhi e arti.

Questi robot hanno dato spazio a ciò che si potrebbe denominare “terapia con robot”. Un nuovo modo di affrontare le problematiche dei pazienti. Ma… come e perché i robot riescono in quello che risulta impossibile agli esseri umani?

Bambino con robot

Per cercare di trovare delle risposte, scopriamo la storia di Giovanni, un bambino di 6 anni al quale è stato diagnosticato l’autismo quattro anni fa. Ha smesso di parlare, di relazionarsi con le altre persone e si è chiuso sempre di più in se stesso. A causa di questo, ha sviluppato una forte aggressività .

La madre di Giovanni non sapeva più a chi rivolgersi. Avevano seguito le terapie consigliate, ma non servivano a niente. Sembrava che, invece di migliorare, la sua situazione peggiorasse. Quando sua madre sentì parlare della possibilità di fare terapia con i robot non ci pensò due volte. I risultati non si fecero aspettare.

Per qualche motivo, Giovanni iniziò a uscire dalla bolla nella quale si era immerso e che lo isolava dalle altre persone. Iniziò a interagire con il robot con il quale faceva terapia. Sua madre non riuscì a trattenere l’emozione. Suo figlio toccava il robot, rideva e ripeteva addirittura alcune parole emettesse dall’automa. Un successo incredibile.

L’Universidad Miguel Hernández di Elche e l’azienda AISOY Robotics continuano a lavorare congiuntamente sul progetto di una terapia con i robot che possa aiutare i bambini affetti da DSA (Disturbo dello Spettro Autistico).
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Bambini autistici e interazione con i robot

Potremmo pensare che se Giovanni è riuscito a interagire con il robot con il quale faceva terapia e non con le persone, lo fare solo in sua presenza. Questo fattore condizionerebbe comunque la sua vita quotidiana. Tuttavia, le cose non stanno così. Tutti i progressi ottenuti con il robot, aiutano i bambini autistici a relazionarsi con l’ambiente circostante.

Isolandosi, avendo smesso di parlare e di relazionarsi con gli altri, questi bambini non riescono a migliorare le loro abilità comunicative. Grazie alla terapia con i robot, però, il loro vocabolario migliora in modo progressivo e, come abbiamo visto, anche le loro emozioni si sono viste stimolate. Iniziano a ridere e a esprimere il proprio stato d’animo.

Robot che aiutano bambini autistici

Forse senza questa terapia Giovanni non sarebbe mai riuscito a uscire dal suo isolamento. Magari aveva bisogno di più tempo. L’unica cosa che sappiamo è che questa nuova terapia ha dato i risultati previsti aiutando molti bambini con capacità straordinarie a relazionarsi con l’ambiente circostante e a sviluppare le proprie abilità sociali.

Molti bambini autistici hanno un talento impressionante per la musica o la pittura, per esempio. In queste attività sprigionano tutta la loro creatività. È l’unica forma di interazione in grado di eseguire. Adesso possono avvicinarsi a un tipo di interazione più “umana”. robot consentono ai bambini affetti da autismo di trasferire i progressi raggiunti alla loro vita quotidiana.

Attualmente, non esiste ancora una cura per l’autismo. Tuttavia, si continuano a cercare nuovi modi per stimolare i bambini autistici affinché possano fare dei progressi e possano acquisire degli strumenti che permettano loro di interagire con l’ambiente circostante. I robot sembrano essere uno strumento eccellente.

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