Non sono un robot senza sentimenti

29 gennaio 2017 in Psicologia 396 Condivisi

Sono una persona come te. Non sono un robot senza sentimenti e quando ti prendi gioco di me, soffro. Forse non capisco la tua ironia e le tue battute, forse prendo ogni cosa che dici alla lettera, ma questo non mi rende meno umano. Ho dei sentimenti e, anche se non lo noti, perché io non so esprimerlo, le tue parole, a volte, mi fanno male.   

Non sono sordo e ascolto ciò che dici, anche se non diamo alle tue parole lo stesso significato. Non ho nessun disturbo mentale, anche se tu pensi il contrario. Puoi considerarmi strano, ma l’unica cosa che mi rende tale è il fatto di vedere il mondo da una prospettiva più razionale. Non sono straordinario, sono come te, ma guardo il mondo in modo diverso e per questo mi dicono che ho la Sindrome di Asperger.

Non giudicarmi senza metterti nei miei panni

È facile giudicare quando osserviamo solo l’azione, o la immaginiamo, senza però soffermarci sulle circostanze che l’hanno causata. Quando non ci mettiamo nei panni della persone che stiamo giudicando e non siamo empatici con loro. Quando ci divertiamo a scherzare su chi non ci capisce. Quando personaggi come Sheldon Cooper sono la caricatura di persone che vedono il mondo in maniera diversa.

Dicono che siamo noi a soffrire di un’alterazione neurobiologica dello sviluppo – non malattia – che influisce sull’empatia. Tuttavia, è curioso che siano coloro che non soffrono di tale problema a non metterla in pratica quando si rapportano con noi. Ci utilizzano come se fossimo Google, perché siamo in grado di immagazzinare molti dati, come se fossimo macchine, e non tengono conto del dolore che ci provocano quando ci spogliano della nostra umanità e giocano con i nostri sentimenti.

Ci giudicano senza pietà, automaticamente e senza conoscerci, solo perché ai loro occhi siamo come opere di strani artisti che non si incastrano alla perfezione negli esatti rompicapo dei loro mondi percepiti. Nessuno si preoccupa di mettersi nei nostri panni e di provare a vivere nelle nostre condizioni.

Sanno solo che la Sindrome di Asperger è inclusa nel “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”, come Disturbi dello Spettro Autistico, e per loro questo trailer è sufficiente, per cui non sentono il bisogno di guardare il film intero. Tuttavia, l’autismo e la sindrome di Asperger sono molto diversi.

Una persona che soffre della Sindrome di Aspergere ha un solo aspetto “fuori dal comune”, un elemento che lo differenzia, non che lo caratterizza- ovvero la mancanza di destrezza nel relazionarsi con gli altri. Questo è dovuto, in parte, ai problemi nell’uso del linguaggio, ovvero della pragmatica. Per quanto riguarda il resto delle caratteristiche o abilità, possono esserci similitudini o differenze come tra qualsiasi altra persona.

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Il mondo dei sentimenti e delle emozioni è complicato per tutti

Il mondo dei sentimenti e delle emozioni è complicato per tutti, per questo l’intelligenza emotiva è fondamentale per l’adattamento dell’essere umano. Tuttavia, quando parliamo di Sindrome di Asperger, questo è ancora più complicato. Per tale ragione, avere chiari i punti chiave riguardo le necessità e il modo di interagire con una persona che ne è affetta, tenendo conto dell’età di tale individuo, è molto importante:

Vivere con un bambino affetto dalla Sindrome di Asperger

I bambini che ne soffrono sono particolari fin dall’inizio. Hanno bisogno che con loro si utilizzi un linguaggio positivo, di essere lodati di continuo e in modo sincero, invece di concentrarsi sulle loro mancanze. Molto spesso risulta facile dire loro ciò che devono fare e omettere ciò che non devono fare. 

Insegnar loro ad ascoltare è fondamentale. Bisogna essere ragionevoli nelle richieste e la domanda dev’essere sempre relazionata alle capacità del bambino. Per questo motivo, utilizzare un modo chiaro, semplice e coinciso di esprimerci migliora molto la comunicazione.

È importante aiutarli ad identificare i sentimenti. Ai bambini che soffrono della Sindrome di Asperger risulta molto difficile riconoscere i sentimenti altrui ed esprimere i propri. È altrettanto positivo, dunque, mettere da parte le critiche e aiutarli ad avere un’immagine positiva di se stessi, poiché questo si ripercuoterà direttamente sulla loro autostima.

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La Sindrome di Asperger nell’età adolescenziale

Durante l’adolescenza sono più evidenti le “diversità” dei bambini che soffrono di questa sindrome. Possono essere indifferenti agli eventi sociali o non presentare alcuna necessità di indipendenza, mentre gli altri giovani si incamminano verso l’età adulta cercando il loro posto all’interno della società.

Un aspetto molto importante è la relazione che instaurano con un potenziale partner, sia nel caso di uomini che di donne, poiché sono incapaci di intendere le relazioni in modo passionale. Durante questo periodo, inoltre, l’educazione sessuale dev’essere un pilastro fondamentale, anche se comunque è un fattore che dovrebbe riguardare tutti gli adolescenti.

La Sindrome di Asperger nell’età adulta

Le persone che soffrono della Sindrome di Asperger possono condurre, e in effetti lo fanno, una vita normale. Se hanno lavorato sulle emozioni e sull’adattamento durante l’infanzia, non hanno problemi nel muoversi all’interno del mondo degli adulti. In ambito professionale soffrono di più se si trovano a svolgere un lavoro di attenzione al cliente e lavorano meglio per conto proprio, sviluppando progetti individuali, indipendentemente dalla complessità di questi.

Come vedi, ho la Sindrome di Asperger, ma non sono un robot privo di sentimenti. Prova a conoscermi e a capirmi. Mettiti nei miei panni e utilizza quell’abilità, l’empatia, che teoricamente tu possiedi: ne hai la possibilità. Non giudicarmi e non prenderti gioco di me. Sono sicuro che rimarrai sorpreso. 

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