Benzodiazepine: quali sono gli effetti?

· 19 ottobre 2018

Sono le 22:30 e ho appena preso una pillola di Alprazolam da 500. Non è una dose così forte, ma non sono abituato a questi medicinali, dunque  l’effetto è più intenso. L’Alprazolam appartiene alla classe delle benzodiazepine, prescrivibile nei casi di disturbi d’ansia e attacchi di panico.

Non c’è assolutamente nulla di strano in quello che ho appena ingerito, considerando che la società moderna fa un abuso di farmaci. Eppure voglio tenere traccia degli effetti che questo medicinale ha su di me a livello mentale, emotivo e comportamentale. Gli effetti della benzodiazepine sono diversi e variano da persona a persona.

Questi medicinali riducono lo stato di sovraeccitazione del cervello, infatti l’ho assunto perché in questi giorni mi sento un po’ agitato. Prenderò nota del mio stato psico-fisico quando mi renderò conto che l’effetto ha raggiunto il suo apice. Ho preso il farmaco mettendolo sotto la lingua e aspettando che si sciogliesse poco a poco, ma poi ho dovuto bere dell’acqua, perché il sapore è molto amaro.

Gli effetti delle benzodiazepine cambiano a seconda delle dosi, della predisposizione di ciascuno di noi e delle caratteristiche fisiche e psicologiche di chi le assume.

Effetti psicologici ed emotivi dati dalle benzodiazepine

Sono le 22:50. Gli effetti delle benzodiazepine iniziano a farsi sentire. Mi sento un po’ più calmo. Una calma che pian piano si tramuta in sonno. Adesso posso mettermi a letto e addormentarmi. Potrei anche uscire a fare una passeggiata, ma sentirei i riflessi rallentare e guidare mi sarebbe impossibile. Non potrei neanche andare al lavoro, perché sarebbe davvero strano. Ho la sensazione di ritrovarmi nel bel mezzo di un film. Osservo quello che succede intorno a me, ma ho la sensazione di trovarmi in un’altra dimensione.

Mi dà fastidio il rumore. Ho dovuto abbassare il volume della televisione e chiedere alla mia famiglia di parlare piano. In generale, sono diventato più sensibile agli stimoli esterni. Nonostante mi senta più rilassato, sono diventato ipersensibile ai suoni alti, alla luce intensa e così via.

I miei processi mentali sono rallentati. Non potrei impegnarmi in compiti complessi né sostenere conversazioni che richiedono un alto livello di attenzione. Eppure, posso ancora muovermi con una certa scioltezza.

Uomo che assume un medicinale

Effetti delle benzodiazepine a livello comportamentale

Mi alzo per andare in bagno e cammino lentamente. Mi lavo le mani lentamente. Osservo attentamente ogni movimento. Torno in salotto e mi siedo sul divano. Tengo lo sguardo fisso tra lo schermo e un punto qualunque davanti a me. I miei movimenti sono rallentanti.

Ho un po’ di fame. Quando mi parlano, devo sforzarmi per prestare attenzione. Premo i pulsanti della tastiera del mio pc a una velocità normale, ma commetto più errori. In generale, la mia coordinazione psicomotoria è rallentata notevolmente e non potrei fare nessun movimento senza uno sforzo fisico o mentale. Come detto poc’anzi, non potrei guidare. Non potrei nemmeno studiare o leggere qualcosa di complesso.

Come agiscono le benzodiazepine?

Secondo diversi studi condotti sull’argomento fino a oggi, quello che sto sperimentando è un rallentamento nella trasmissione degli impulsi nervosi con conseguente riduzione dello stato di sovraeccitazione del cervello. Tutto questo sta provocando un effetto depressivo sul sistema nervoso. Avendo anche effetti ipnotici, la benzodiazepina induce il sonno e riduce la possibilità di svegliarmi nel cuore della notte.

Secondo queste ricerche, la benzodiazepina che ho appena assunto sta potenziando gli effetti del neurotrasmettitore GABA (acido gamma-amminobutirrico), inibendo i neuroni con cui entra in contatto per ridurne la velocità di trasmissione, provocando uno stato di calma.

Questa volta ho assunto il farmaco in modo tempestivo, ma in quanto alla durata del trattamento, si tratta di un farmaco ben tollerato e sicuro che va assunto per brevi periodi di tempo (dalle due alle quattro settimane) nel caso venga prescritto come ipnotico o da due a tre mesi nel caso sia stato prescritto come ansiolitico, ma assumerlo per periodi di tempo prolungati può essere controproducente.

Uomo che guarda attraverso una finestra

Conclusioni

Le mie ansie continuano a esserci. Non sono scomparse. Il farmaco ha ridotto l’attività del mio cervello, ma i problemi non sono andati via e quando gli effetti spariranno dovrò nuovamente confrontarmi con i miei demoni. Continuo a pensare a tutto quello che mi fa paura, a quello che mi toglie il sonno. Con la sonnolenza non reagisco in modo davvero intenso, ma i conflitti non sono spariti.

Affidare la soluzione dei conflitti interiori solo nelle mani della medicina significa risolverli a metà. Gli effetti della benzodiazepine possono aiutarci in un primo momento a placare lo stato di sovraeccitazione e ci aiutano anche a vivere una quotidianità più serena o a ridurre lo stato di ansia quando questa raggiunge picchi elevati; ma finché non risolveremo i nostri conflitti mentali, non troveremo la pace interiore che cerchiamo.