Blood Diamond, sopravvivere in un mondo ostile

19 novembre, 2020
Quale ruolo abbiamo nella società dei consumi? Siamo consapevoli del prezzo dietro gli oggetti più lussuosi? Cosa sappiamo delle realtà vissute negli altri Paesi? La pellicola "Blood diamond" ci invita a porci queste domande.

Come si ottengono i gioielli più preziosi? Cosa stiamo acquistando davvero? Sono alcune domande che ci poniamo dopo aver visto Blood Diamond – Diamanti di sangue (Edward Zwick, 2006). Un film ricco di emozioni, violenza, avventura e con una componente critica che non passa inosservata.

Il film si basa su una storia vera. La guerra civile in Sierra Leone e il commercio di diamanti fanno da sfondo alla storia raccontata nella pellicola. Blood Diamond – Diamanti di sangue non ci parla solo della guerra, ma la usa come sfondo per raccontarci la storia dei due personaggi principali provenienti da mondi diversi, ma che diventeranno alleati.

Danny Archer e Solomon Vandy uniranno le loro strade per recuperare un diamante che potrebbe cambiare le loro vite, sebbene in modi diversi. La vita di Solomon è distrutta dall’arrivo della guerra: i ribelli del Fronte Rivoluzionario Unito (RUF) arrivano nel suo villaggio uccidendo le persone e separando le famiglie, compresa la sua.

Solomon viene reclutato dal RFU per cercare i diamanti che il Fronte Rivoluzionario usa per finanziare la guerra e l’acquisto delle armi. La famiglia di Solomon riesce a fuggire, ma suo figlio viene catturato e diventerà un bambino soldato.

Dall’altra parte, troviamo Danny Archer (interpretato da Leonardo DiCaprio), un uomo bianco che si occupa del commercio di diamanti. Le loro strade si incrociano in prigione: Archer viene a sapere che Vandy ha trovato un grande diamante rosa, quindi cerca di farlo uscire dalla prigione per andare a recuperare il diamante.

Il film, molto cruento, mostra scene estremamente violente e tragiche. La pellicola riesce a trasmettere il dolore e l’impotenza di fronte a una condizione di vita dura e difficile, che l’Occidente preferisce ignorare.

È interessante vederlo in lingua originale per non perdere le sfumature delle magnifiche interpretazioni dei suoi protagonisti: Djimon Hounsou nella parte di Solomon Vandy e il già citato Leonardo DiCaprio in quella di Archer.

Quest’ultimo cambia in modo eccezionale il suo accento, elemento perduto con il doppiaggio. Entrambi i personaggi rappresentano i due volti della sopravvivenza in un mondo caratterizzato dalla corruzione, l’ingiustizia, la schiavitù e la violenza.

Blood Diamond – Diamanti di sangue, tre volti e una stessa realtà

I due protagonisti principali sono affiancati da una giornalista americana, Maddy Bowen. Maddy è una giovane donna idealista che rappresenta alla perfezione buona parte della società occidentale. A volte siamo portati a pensare di poter cambiare il mondo e che con il nostro piccolo granello di sabbia contribuiamo a ottenere qualche cambiamento nella società.

Sebbene questa posizione non sia del tutto errata , la verità è che quando ci immergiamo nel mare più torbido dell’umanità, questo atteggiamento positivo svanisce. In Occidente, tendiamo a dimenticare che il mondo non è quel posto idilliaco che ci hanno dipinto.

Non sempre si ottiene ciò che si vuole. Sicuramente, anche l’Occidente non è esente dalla corruzione e dalla violenza, ma nel resto del mondo ci sono problemi di cui non siamo a conoscenza e di cui, purtroppo, siamo la causa. In un certo senso, i mezzi di comunicazione incoraggiano questa visione. Basta guardare i telegiornali e vedere il trattamento riservato alla stessa tragedia a seconda del luogo del mondo in cui accade.

Probabilmente, se l’evento tragico si verificasse in Europa, ci commuoverebbe e gli verrebbe riservato ampio spazio nelle notizie di cronaca. Se dovesse accadere nell’altra parte del mondo, invece, non se ne parlerebbe per più di cinque minuti e in modo molto superficiale.

Siamo davvero consapevoli di ciò che accade oltre i nostri confini? Questa è una delle domande che ci poniamo quando ci rapportiamo con il personaggio di Maddy Bowen.

Protagonisti di Blood Diamond che camminano in un prato.

Maddy rappresenta la giovane donna occidentale che crede di poter cambiare il mondo, è il riflesso degli ideali e del potere occidentale. Questi ideali, tuttavia, sono di scarsa utilità in un ambiente dove la sopravvivenza è l’unica cosa che conta.

Sopravvivere in qualunque modo, fuggire e lottare in un mondo ostile è qualcosa che Vandy e Archer conoscono bene e che si scontra con le idee di Maddy. La donna è convinta di poter sensibilizzare l’opinione pubblica con un buon reportage o almeno di indurla a prendere in considerazione la drammatica situazione vissuta dalla Sierra Leone.

Il problema è che a volte le buone intenzioni non bastano. Possiamo criticare l’atteggiamento di Archer, il fatto che si arricchisca grazie alle sofferenze altrui, eppure è il suo modo di sopravvivere, e desidera solo scappare da quel continente.

Vandy, dal canto suo, rappresenta i valori della famiglia. L’amore per la sua famiglia lo spingerà a disobbedire e a nascondere il prezioso diamante rischiando la propria vita. Avrebbe potuto rinunciare al diamante e continuare a essere uno schiavo “abbassando la testa”, invece decide di rischiare e fa di tutto per potersi ricongiungere con la sua famiglia.

Nonostante i valori incarnati da questi personaggi e le loro condotte discutibili – in modo particolare di Archer – ci accorgiamo subito che i nemici sono il potere, la corruzione e, in un certo senso, noi occidentali in quanto consumatori.

Qual è il prezzo del consumo?

Blood Diamond – Diamanti di sangue va oltre la suddivisione dei personaggi in buoni o cattivi. Il film vuole proporci una riflessione sul mondo in cui viviamo, sulle disuguaglianze e sulla società dei consumi di cui facciamo parte. Sono i paesi occidentali che comprano i gioielli provenienti da quei paesi in cui lo sfruttamento è una regola. E con quei soldi finanziano l’RFU che trasforma i bambini in soldati, come succede a Dia (il figlio di Vandy).

I tre personaggi principali della pellicola rappresentano questo cerchio di interessi: Maddy viene dall’Occidente, dalla società dei consumi che comprando i diamanti finanzia le armi; Archer è l’intermediario tra questi due mondi, che si occupa della vendita dei diamanti; Salomon è uno schiavo che deve trovare i diamanti che verranno venduti e acquistati da qualche ricco occidentale.

Vediamo come agiscono i personaggi in base alla loro realtà e al contesto dal quale provengono. Ognuno di loro affronta le situazioni dal proprio punto di vista e nel modo che ritiene più opportuno. Quando le loro strade si incrociano, intraprenderanno un percorso di avventura e di sopravvivenza in cui vivranno situazioni drammatiche.

Un percorso controcorrente, una lotta tra Davide e Golia in cui il prezioso diamante farà da filo conduttore della storia e, sebbene sembri contraddittorio, li condurrà alla libertà.

Djimon Hounsou e Leonardo DiCaprio in una scena del film Blood Diamond.

Blood Diamond – Diamanti di sangue suscita numerosi dubbi sul nostro ruolo di consumatori e sulle nostre responsabilità. Siamo davvero consapevoli di cosa si cela dietro gli oggetti che compriamo? Siamo sicuri che i gioielli che acquistiamo non siano macchiati di sangue?

Il problema non riguarda solo gli oggetti preziosi come i diamanti, ma anche manufatti semplici e di uso quotidiano come i vestiti, il cibo, i telefoni, ecc.

È giusto pagare un prezzo esorbitante per un oggetto? Siamo vittime del periodo storico o del luogo in cui nasciamo? Abbiamo il potere di cambiare le cose? Blood Diamond – Diamanti di sangue ci invita a porci numerose domande.

Mette davanti agli occhi una realtà dura e violenta e personaggi perfettamente costruiti con vite e sogni diversi, ma con un unico obiettivo: sopravvivere in un mondo ostile.

“Secondo te chi compra i diamanti che troviamo? Ragazze americane che vogliono un matrimonio da sogno e un diamante come quelli che vedono nelle pubblicità delle loro riviste politicamente corrette.”

Blood Diamond – Diamanti di sangue