Cambio Fata Madrina per una scopa

· 3 luglio 2015

Rinnego di essere una principessa. Rinnego i miei abiti, i miei boccoli d’oro e i miei gioielli.

Odio il mio castello incantato, la mia solitudine piena di ombre.

Rinnego la mia prigione di cristallo. La mia torre, la mia reclusione e la mia attesa di essere salvata.

Rinnego la mia fragilità e la mia bellezza.

Rinuncio ai privilegi, alla mia posizione sociale e al mio castello.

Non voglio una Fata Madrina che mi cucia eleganti abiti per andare al ballo. E non voglio nemmeno carrozze incantate o maggiordomi.

Cambio Fata Madrina per una scopa.

Datemi una scopa, preferisco essere una strega.

Voglio vedere ranocchi e lucertole.

Non voglio scoiattoli, conigli o cerbiatti attorno a me. Voglio giocare con i draghi.

Rinnego il mio candore e la mia innocenza. Cambio il mio regno per avere astuzia e sagacia.

Preferisco la notte piuttosto che il giorno, la oscurità piuttosto che la luce. Solo avvolta dalle tenebre posso davvero trovare me stessa.

Voglio salvarmi da sola, senza aspettare che altri lo facciano. Voglio essere sicura di me e della mia essenza.

Dove devo firmare?

Non voglio passare i miei giorni scrutando l’orizzonte, in attesa di vedere il mio principe azzurro al galoppo sul suo cavallo per salvarmi. Chi è questo individuo? E perché devo vivere per sempre felice e contenta con lui?

Voglio montare sulla mia scopa, andare a cercarlo e passare la notte al lume di candela con lui.

Voglio uscire dalla torre. Volare tra la luna e le sue stelle.

Perché mentre le principesse dormono, le streghe volano.

Voglio avere tante streghe e abitanti del villaggio attorno a me, voglio imparare da loro. Voglio che mi insegnino delle tecniche per vincere la battaglia contro i re e le principesse.

Voglio volare in libertà per tutta la notte. Ritornare all’alba e dormire fino a tardi. E dimenticarmi del pisello nascosto sotto quattordici materassi.

Non voglio che nessuno mi aspetti. Non voglio regine frustrate per la crisi dei quarant’anni. Non voglio matrigne cattive e invidiose che richiedano il mio cuore in un cofanetto. Non voglio re che combinino il mio matrimonio per espandere il loro regno.

Che nessuno mi vesta, pettini o mi faccia il bagno.

Non voglio cantare con i passerotti, voglio volare con loro.

Preferisco sentire, respirare, vivere, amare, soffrire. Solo soffrendo si può raggiungere la vera essenza di sé stessi. Desidero toccare il fondo, rinnegare me stessa e rinascere dalle mie ceneri.

Le principesse non si esprimono e non scelgono. Non si sbagliano mai. Le principesse non soffrono. Accettano il loro destino con rassegnazione, pazientemente, perché sono convinte che vivranno per sempre felici e contente. Se non altro, questo è quanto hanno promesso loro. Ma non discutono, non ribattono, non sospettano nulla.

Io non voglio essere una principessa.

Io voglio scegliere il mio principe azzurro. E se possibile, è meglio che non sia né principe né azzurro.

Voglio un uomo che non mi incanti, ma mi faccia sentire magica tutti i giorni.

Che non abbia un castello in cui sentirmi sicura. Preferisco che abbia due occhi che mi facciano girare la testa. Voglio sentire le vertigini al suo fianco. Che non mi prometta ricchezze, bensì di lottare insieme.

Cambio bel principe azzurro per una canaglia.

Che mi ami per essere una strega e non una principessa.

Che sia un ricercato anche lui, così dovremo nasconderci ogni giorno in un luogo distinto. Che mi faccia innamorare con il suo carattere e non con il suo sorriso.

Cambio matrimonio e amore eterno per libertà e follia.

Non voglio una favola con il lieto fine, voglio scrivere la mia storia giorno per giorno.

Preferisco vivere il rischio o morire nel tentativo. Essere grata per essere viva. Godere di ogni giornata come se fosse l’ultima. Perché domani potrebbero sentenziarmi e condannarmi al rogo.

Perché le streghe vengono bruciate sul rogo, ma alle principesse viene sottratta la vita.

Per questo, rinuncio alla mia Fata Madrina e, in cambio, richiedo una scopa.