“Avevo un cane nero. Il suo nome era Depressione”: il cortometraggio che ci aiuta a capire questa malattia

17 settembre 2016 in Psicologia 312 Condivisi

Avevo un cane nero. Il suo nome era Depressione è un cortometraggio educativo, realizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha lo scopo di aiutarci a comprendere ciò che implica davvero la depressione per coloro che ne soffrono.

È sempre importante sottolineare che la depressione non è una scelta e che, quindi, dovremmo lavorare per evitare le etichette e i pregiudizi che la accompagnano. Proprio a questo scopo è stato creato il video che vi mostreremo in questo articolo.

La depressione e l’ansia non sono sinonimi di debolezza. Non sono nemmeno la conseguenza di una scelta personale, non possiamo decidere se vogliamo o non vogliamo che ci accompagnino nella nostra vita.
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schiena di donna

Un cortometraggio che ha fatto il giro del mondo

Avevo un cane nero. Il suo nome era Depressione è un cortometraggio che, negli ultimi due anni, da quando è stato pubblicato in rete, ha fatto il giro del mondo. Da allora, gli psicologi e altri specialisti della salute mentale hanno iniziato a usare questo video per illustrare e rappresentare la depressione.

Nonostante ciò, prima di vedere il video, dobbiamo specificare che la metafora del cane nero che rappresenta la depressione si rifà ad una famosa frase che Winston Churchill usò per descrivere la sua malinconia. Questo influente politico britannico che combatté il nazismo, manifestò spesso e con fierezza che, molto spesso, si ritrovava ad essere prigioniero della depressione, una bestia che lo accompagnò durante tutta la sua vita e che si impossessò di lui negli ultimi anni prima della morte.

Un cane i cui lugubri ululati tormentano la mente di chi li ascolta, sottoponendo la propria vita all’angoscia, alla pesantezza e all’apatia. Vediamo insieme il video:

Quando la chiarezza diventa dolore e buio

La depressione non è una scelta, né un segno di debolezza. Non c’è nessuno che può scegliere di accettare o no questa sentenza. Non funziona così e non abbiamo un interruttore in grado di accendere la nostra capacità di stare bene o male.

Per questo motivo, può succedere a chiunque. Un giorno, all’improvviso, niente ha più senso per noi. Non c’è nulla che ci spinga ad andare avanti, che ci motivi o per cui valga la pena alzarsi dal letto. Il cane nero inizia a diventare sempre più grande, facendoci sentire profondamente tristi e irritabili.

La sua presenza ci stanca e ci sfinisce, l’angoscia ci invade e le circostanze ci sconfiggono, nutrendo il nostro cane nero senza forze e senza voglia. A volte siamo più consapevoli della presenza di questo animale, ma c’è anche la possibilità che, ogni tanto, ci dia un attimo per respirare. Tuttavia, non significa che sia sparito.

cane nero su una persona nel letto

L’instabilità è la sua specialità, il che favorisce l’isolamento sociale ed emotivo. Quando siamo accompagnati dal cane nero, finiamo per avere la sensazione di non meritare la compagnia delle persone che ci circondano o di non essere in grado di dare loro ciò di cui hanno bisogno.

È normale iniziare a vedere il cane nero quando bisogna affrontare una perdita emotiva, un cambiamento molto importante nella propria vita oppure, semplicemente, appare un giorno qualsiasi come conseguenza della “goccia che ha fatto traboccare il vaso”.
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Ci sono momenti in cui il cane nero è più pesante e altri in cui è più agitato, ma avere la certezza che sarà sempre al nostro fianco è asfissiante. Per questo motivo, è importante consultare uno specialista della salute mentale, uno psicologo o uno psichiatra, perché possono aiutarci a dare una coerenza emotiva alla nostra esistenza e alla presenza di questo cane nero.

Esistono tanti cani neri quante persone nel mondo, il che significa che nessuno è fuori pericolo. Per questo motivo, se non abbiamo mai conosciuto direttamente la depressione, è necessario fare molta attenzione quando giudichiamo o facciamo commenti critici a proposito delle persone che ne soffrono.

avevo un cane nero

Non bisogna mai dimenticare che tutte le insinuazioni sono FALSE e PERICOLOSE:

“Se stai così è per colpa tua”; “Forza, alzati e fai qualcosa nella vita”; “Sei un debole”; “Sei troppo grande per questo comportamento infantile”; “Non piangere, non è poi così grave”; “Sei un codardo”; “Affronta la vita una volta per tutte e smettila con le stupidaggini”…
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Se continuiamo a coltivare gli stereotipi, coltiviamo anche l’idea che abbiamo scelto di soffrire. Non serve a niente riempire la nostra mente con un dialogo interno che rovina e disprezza le nostre emozioni e i nostri problemi. Il cane nero esiste e avvolge nel buio migliaia di persone in tutto il mondo. Dobbiamo capirlo e offrire aiuto, anche semplicemente diffondendo utili informazioni sui mezzi di comunicazione come questo.

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