Carlo Rovelli: il nuovo Stephen Hawking

L'aspetto più interessante di Carlo Rovelli è il suo modo di affrontare le grandi questioni con lo stupore e la curiosità di un bambino. Proprio questo lo ha reso uno degli scienziati più letti al giorno d'oggi.
Carlo Rovelli: il nuovo Stephen Hawking

Ultimo aggiornamento: 05 luglio, 2021

Carlo Rovelli e Stephen Hawking sono in perfetta sintonia. Entrambi hanno studiato fisica, entrambi sono diventati comunicatori scientifici e rappresentano due delle menti contemporanee più lucide e ispiratrici.

Uno dei tratti distintivi di Carlo Rovelli è il ponte che ha costruito tra la conoscenza della fisica e la poetica letteraria. I suoi libri sono uno spazio in cui si mescolano scienza e lirica. In più, ha brandito alcune tesi provocatorie e affascinanti della sua area: la fisica quantistica.

Da qualche tempo, la fisica è diventata un campo pieno di sorprese e immagini fantastiche. Carlo Rovelli stupisce con le sue scoperte sul funzionamento della materia e dell’universo.

Come Stephen Hawking, Rovelli ha dedicato molto del suo studio a un fenomeno che rimane enigmatico: il tempo.

“Credo che la fisica stia per uscire dalla prigione dei pensieri ricevuti e per imbarcarsi nella ricerca di nuovi modi di pensare il mondo; sta per liberare un po’ il lago nebbioso dei sogni inconsistenti, che riflettono la realtà come il lago riflette le montagne”.

-Carlo Rovelli-

Vortice del tempo.

Chi è Carlo Rovelli?

Carlo Rovelli è riuscito a far innamorare della fisica migliaia o forse milioni di persone. I suoi libri Sette brevi lezioni di fisica e L’ordine del tempo sono così ben scritti e così piacevoli che molti di noi si chiedono perché questi argomenti non siano mai stati raccontati così.

Rovelli è nato a Verona (Italia) e ha vissuto in Italia, negli Stati Uniti e in Francia. È uno dei fondatori della teoria della gravità quantistica a loop. Le sue opere sono state tradotte in più di 30 lingue e viene tuttora letto con uguale passione da scienziati e poeti.

Si occupa inoltre di storia e filosofia di scienza. È un pensatore critico che è stato imprigionato due volte in gioventù: una volta per le sue opinioni sovversive e una volta per aver rifiutato il servizio militare in Italia. In una delle sue numerose interviste, disse che il suo grande sogno era stato quello di diventare un vagabondo.

Il tempo: una sostanza misteriosa

Carlo Rovelli ha riflettuto profondamente sul tempo. Di solito inizia le sue mostre parlando della più popolare e diffusa concezione occidentale del tempo: la linearità.

Per spiegarlo, usa una corda a cui attacca delle perline: una perlina è oggi, un’altra un mese fa, un’altra un anno fa, e così via.

Poi, fa lo stesso con un’altra corda, ma questa volta guardando in avanti: una perlina è domani, un’altra tra un mese, un’altra quando moriremo, un’altra dopo che saremo morti, e così via. Era così che Newton concepiva il tempo: come una linea continua con la quale si scorreva contemporaneamente.

Poi è arrivato Einstein e le cose sono cambiate. Per rappresentare graficamente il suo contributo, ciò che Rovelli fa è appendere un panno alle corde: ecco cos’è il tempo. Non è una linea, né una corda, ma una superficie che, inoltre, non è piatta, ma curva e con dei buchi. Non esiste il tempo, ma lo spazio-tempo.

Laddove la curva è più bassa, il tempo passa più lentamente. Invece, nelle zone di rigonfiamento, cioè “sopra”, il tempo passa più velocemente. Nei buchi, il tempo passa molto velocemente, ma ai loro bordi non passa.

Nel mondo dell’infinitamente piccolo, il tempo avviene “a passi da gigante”. Rovelli si chiede quindi spesso: “Che cos’è il tempo?” E si risponde da solo: “Non lo sappiamo”.

Fisico e pensatore

Carlo Rovelli è il fondatore della “teoria della gravità quantistica a loop”. Si tratta di un campo che mira a realizzare una sintesi tra la teoria della relatività e la meccanica quantistica, le due grandi rivelazioni della fisica durante il secolo scorso.

Un’altra delle sfaccettature di Rovelli è il suo approccio alla filosofia della scienza. In questo campo ha avuto anche l’opportunità di riferirsi al pensiero religioso, qualcosa che sembra essere sulla sponda opposta della scienza.

A questo proposito, fa notare che non c’è una vera contraddizione tra fare scienza e credere che Dio abbia fatto l’universo. Principalmente proprio perché l’universo è ancora un mistero e la scienza è lontana dal decifrarlo.

Tuttavia, la vera contraddizione sta nella posizione della religione e della scienza di fronte alla verità. I credenti pretendono di avere verità assolute sulla realtà. La scienza, invece, è un’eterna domanda e, quindi, parte dall’idea di una profonda ignoranza.

Potrebbe interessarti ...
Stephen Hawking e il suo messaggio contro la depressione
La Mente è MeravigliosaLeggi in La Mente è Meravigliosa
Stephen Hawking e il suo messaggio contro la depressione

Il 7 gennaio 2016, Stephen Hawking ha tenuto una conferenza all'accademia scientifica Royal Society i cui contenuti sono stati diffusi tramite inte...