Emmy Noether, rivoluzionaria della Fisica

07 marzo, 2020
Emmy Noether è considerata la matematica più importante di tutta la storia e, proprio per questo, è stata oggetto di ammirazione da parte di grandi scienziati della sua epoca, come Albert Einstein. Tuttavia, la Noether dovette far fronte a un sistema e a una società che non erano disposti a riconoscere i successi di una donna.

Emmy Noether è stata una delle tante donne geniali ad aver superato molti dei suoi contemporanei, pur senza ricevere dalla propria epoca i riconoscimenti che avrebbe meritato. Albert Einstein le espresse pubblicamente la sua ammirazione in svariate occasioni.

I famosi fisici Leon M. Lederman e Christopher T. Hill affermarono che il teorema da lei elaborato equiparava il livello del teorema di pitagora. Per molti dei suoi colleghi e secondo gli uomini di scienza, era una donna di estrema intelligenza. A detta di altri, invece, Emmy Noether era semplicemente una donna e questo non la rendeva idonea a rivestire ruoli importanti.

La matematica pura è, a suo modo, la poesia delle idee logiche.

-Albert Einstein su Emmy Noether-

Il lavoro di Emmy Noether ha notevolmente cambiato il panorama della fisica e della matematica. Oggi è conosciuta come la madre dell’algebra moderna, senza contare chi la eleva al ruolo di studiosa di matematica più importante della storia.

Ciononostante, praticamente per tutta la vita dovette lottare contro l’emarginazione e la segregazione, perché donna ed ebrea. Il mondo, forse, non era pronto a riconoscere i successi di una donna; la società maschilista e l’antisemitismo erano ancora molto radicati nella sua epoca.

Calcoli matematici

Emmy Noether e una famiglia di matematici

Non sorprende che Emmy Noether si sia appassionata alla matematica già in tenera età, dat0 che proveniva da una famiglia che da tre generazioni dava alla luce personaggi di spicco in questo ambito. Tuttavia, nessuno tra loro era arrivato così lontano.

Emmy Noether nacque a Erlangen (Baviera, in Germania), il 23 marzo 1882. Suo padre, Max Noether, era un matematico e professore. Aveva sofferto di poliomielite a 14 anni; era guarito parzialmente, ma ebbe sempre diversi problemi legati agli arti inferiori. Suo padre, inoltre, era un uomo che credeva fortemente nella parità per le donne.

La madre di Emmy era Ida Amalia Kaufmann, figlia di ricchi commercianti e, come suo marito, aveva una mentalità molto aperta per l’epoca. Emmy aveva tre fratelli, tutti più piccoli di lei. Si dice fosse miope e che soffrisse di un disturbo del linguaggio conosciuto come sigmatismo, un disturbo simile alla “s” zeppola. Le persone che la circondavano si resero conto della sua straordinaria intelligenza sin dalla tenera età.

L’esclusione dalla vita accademica

Emmy Noether ricevette un’ottima educazione e, giunto il momento, decise che la sua vocazione era studiare lingue moderne. Tuttavia, iniziò a lavorare come assistente per la disciplina impartita dal padre e constatò che la sua vera passione era un’altra: le scienze matematiche.

Il problema per la Noether era che all’epoca alle donne non era permesso l’accesso all’università.

La possibilità di ammettere le donne all’università era stata presa in considerazione, ma la discussione venne chiusa con un approccio radicale: sarebbe regnato il caos.

Per questo motivo, Emmy Noether dovette accontentarsi di assistere come uditrice a diverse lezioni, ma solo se gli insegnanti erano disposti a darle l’autorizzazione scritta. Nonostante queste restrizioni, nel 1903 superò l’esame di laurea.

La Noether continuò ad approfondire i suoi studi e nel 1908 le fu concesso di tenere delle lezioni presso l’Istituto Matematico dell’Università di Erlangen, ma non avrebbe percepito alcuno stipendio. Grazie all’aiuto del padre, poi, accettò e rimase lì fino al 1915.

Nel 1915 fu invitata dal celebre matematico David Hilbert a tenere delle lezioni presso l’Università di Gotinga. Uno dei professori protestò dicendo: “che penseranno i nostri soldati quando rientrati torneranno all’università per scoprire che si chiede loro di imparare da una donna?”, al che Hilbert rispose: “Non vedo perché il sesso di un candidato possa andare a sfavore della sua ammissione in quanto privatdozent. Dopotutto, siamo un’università, non uno stabilimento balneare”.

Così, nonostante la sua grande capacita e la passione per la matematica, la Noether sembrava trovare un numero infinito di ostacoli nel suo cammino, trappole che rispondevano unicamente a questioni maschiliste della società dell’epoca.

Non era facile essere una donna in un mondo di uomini, ma in campo scientifico la questione si faceva ancora più aggressiva. Ciononostante, la Noether continuò a lottare per la sua vera passione: la matematica.

lavagna e problemi matematici

La gloria e la fine

Passo dopo passo e anno dopo anno, Emmy Noether riuscì a portare avanti il suo lavoro fino a divenire, finalmente, una delle matematiche più importanti al mondo. Per diversi anni dovette lavorare senza percepire stipendio, fino al 1923 quando venne nominata assistente di Hilbert.

Con l’arrivo del nazismo al potere, la Noether venne destituita dal suo incarico e presto dovette rifugiarsi negli Stati Uniti. Qui trovò un ambiente molto più predisposto ad ascoltare le sue idee e a dare valore al suo lavoro. L’ambiente non era esente da misoginia, ma non allo stesso livello del suo paese natale.

Sebbene abbia ricevuto diversi riconoscimenti in vita, solo dopo la morte ottenne il merito che le spettava. Morì il 14 aprile del 1935, in Pennsylvania (Stati Uniti). Albert Einstein le inviò un commuovente messaggio di addio; l’asteroide 7001 e un cratere nella faccia nascosta della luna portano il suo nome.

Corrales, C. (2004). Matemáticas y matemáticas: vida y obra de Emmy Noether. Matemáticas y matemáticos, 43, 185.