Cattell: modello di personalità (16 PF)

10 dicembre 2017 in Psicologia 1 Condivisi
Scatolone con giocattoli

Il modello di Cattell è senz’altro uno dei più famosi e il suo tentativo di descrivere la personalità è giunto fino a noi tramite il suo famoso test, il 16 PF. Al giorno d’oggi, ovviamente, non si utilizza la versione originale di Cattell, tuttavia, si mantiene in gran parte lo spirito iniziale del test.

Cattell, inoltre, propose due tipi di intelligenza: l’intelligenza fluida e l’intelligenza cristallizzata. La prima è più vicina all’attuale concetto di intelligenza. Ad esempio, la useremmo per risolvere problemi di logica nei quali importa poco l’esperienza della persona, a differenza della sua perizia a lavorare sulla sfida in sé. La seconda, invece, raccoglierebbe l’esperienza della persona e servirebbe per rispondere a domande e problemi relazionati soprattutto con la memoria.

Poiché è molto interessante approfondire il tema dell’intelligenza e lo sviluppo proposto dallo stesso Cattell, in questo articolo ci concentreremo sul suo modello di personalità e sul test per applicarlo, il 16 PF.

Persona con valigia con i tratti di personalità del modello di Cattell

Cattell e il 16 PF

Lo studio della personalità è stato tra i più polemici in ambito psicologico. Questa proprietà dell’Io, condizionata dall’ambiente e dalla genetica, ha generato un’infinità di modelli che hanno lottato per disputarsi l’egemonia.

Si è discusso sull’origine della personalità (genetica-ambiente), ma vi è anche un dibattito aperto su fino a che punto la personalità può mutare o influisce sul comportamento di una persona. Un altro dibattito interessante sulla personalità riguarda la sua divisione, segmentazione e dinamica.

In questo senso, possiamo considerare Cattell un sintetizzatore dei lavori realizzati da autori inglesi e americani nel campo delle attitudini mentali e personali di base. Per lo studio scientifico dell’intelligenza e della personalità, utilizzò una metodologia molto potente per l’epoca. Il suo obiettivo era isolare diversi fattori primari.

Per i suoi studi impiegò tre fronti come tecniche di raccolta dati:

  • Q (questionari).
  • L (informazioni sulla vita della persona).
  • T (test oggettivi).

Metodologicamente il suo lavoro è caratterizzato da un serio e rigoroso tentativo di analizzare e costruire un modello solido, stabile e affidabile a partire dalle tre fonti elencate. È possibile comprendere lo sviluppo del suo modello anche attraverso le seguenti fasi: 

  • Prima fase: si basò su 171 tratti personali. Identificò questa ingente quantità di tratti a partire dalla lista, ben più lunga, stilata alcuni anni prima da Allport e Odbert. In questa peculiare lista, vennero inclusi tutti i termini relazionati con la personalità che i due studiosi trovarono nei due principali dizionari inglesi dell’epoca.
  • Seconda fase: si concentrò sulle informazioni ottenute dalle interviste per cercare di dare un contenuto teorico ai tratti individuati nella prima fase.
  • Terza fase: utilizzò le informazioni dei questionari (Q) e dei test obiettivi (T). In seguito all’analisi di contenuto e matematica, giunse alla conclusione che esistono 16 tratti personali, dimensioni nelle quali possiamo essere classificati tutti in qualche modo. Matematicamente sono il prodotto logico di un’analisi fattoriale di prim’ordine. Vengono presentati in forma bipolare:
    1. Espressività emotiva (alta-bassa).
    2. Intelligenza (alta-bassa).
    3. Stabilità (forza dell’Io-debolezza dell’Io).
    4. Dominanza (dominanza-sottomissione).
    5. Impulsività (upwelling e downwelling).
    6. Conformismo di gruppo (superego forte-superego debole).
    7. Audacia (audacia-timidezza)
    8. Sensibilità (sensibilità-durezza).
    9. Diffidenza (fiducia-diffidenza).
    10. Immaginazione (pragmatismo-immaginazione).
    11. Astuzia (acutezza-ingenutità).
    12. Colpevolezza (coscienza-imperturbabilità).
    13. Ribellione (radicalismo-conservatorismo).
    14. Auto-sufficienza (autosufficienza-dipendenza).
    15. Autocontrollo (autoestima-indifferenza).
    16. Tensione (tensione-tranquillità).

Fattori di secondo ordine nel 16 PF

I tratti personali qui enumerati non sono indipendenti (ortogonali), bensì presentano correlazioni positive e negative generando ulteriori tratti di base (fattori di secondo ordine):

  • QS1. Introversione Vs Estroversione.
  • QS2. Poca ansia Vs Molta ansia.
  • QS3. Suscettività Vs Durezza.
  • QS4. Dipendenza Vs indipendenza.

Sulla base di questi tratti personali di primo e secondo ordine, Cattell formulò uno dei test più famosi e tramandati dalla storia. Cattell, inoltre, classifica questi tratti personali in due dimensioni:

  • Origine: ereditaria Vs ambientale.
  • Contenuto: temperamento, motivazione e interesse.

Questo autore e ricercatore difendeva già ai suoi tempi un’idea tutt’ora accettata dalla maggior parte degli specialisti in studio della personalità. Questa idea afferma che la composizione della personalità di un individuo è il prodotto della sua genetica e dell’ambiente nel quale l’ha sviluppata.

Infine, bisogna sottolineare che per controllare possibili anomalie nelle risposte, il 16 PF si avvale di quattro scale: stile di risposta (affidabilità e validità), manipolazione dell’immagine (per controllare la desiderabilità sociale), acquiescenza (per controllare la tendenza a dare una stessa risposta indipendentemente dalla domanda), indice di frequenza o indice di caso (per individuare i quesiti a cui si è risposto a caso e annullarli: si basa sulla coerenza delle risposte dentro ogni fattore).

Uomo con testa di mongolfiera

Meriti di Cattell

Possiamo dividere i meriti di Cattell in due grandi rami, uniti quasi in modo intimo. Da un lato vi è l’intenzione di misurare con precisione o dare forma matematica a un modello, in questo caso della personalità. Un’impresa senz’altro difficile, poiché parliamo di un costrutto che può essere misurato solo in modo diretto.

In queste misure, inoltre, è quasi sempre presente una variabile inquinante: nella maggior parte dei test psicometrici (con una validità e affidabilità accettabili, come nel caso del 16 PF) è il soggetto che emette un giudizio per rispondere alle domande. Il problema è che l’auto-percezione spesso ha ben poco a che vedere con la realtà.

Per spiegarlo meglio, mi sovviene un esempio che, oltre a essere ironico, è chiaro e umano. Si tratta di un ricordo: camminavo per strada quando ho sentito due signore chiamarsi testarde, a vicenda, in modo ripetuto e incessante senza che nessuna delle due riconoscesse questo tratto nella sua persona. Paradossale, vero? Be’, questo è lo stesso paradosso che si presenta quando rispondiamo a molti testi di personalità.

Il secondo grande merito di Cattell riguarda l’articolazione del suo modello. La storia, anche se a volte si sbaglia, è spesso un buon filtro affinché l’umanità si lasci alle spalle gli eventi inutili e le idee assurde che costituiscono un percorso senza uscita. Non è successo al modello di Cattell e a dimostrazione di ciò oggi abbiamo voluto dedicargli questo articolo per rendergli un piccolo omaggio.

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