C’è una storia dietro ogni persona

· 30 luglio 2015

“C’è una storia dietro ogni persona.
Un motivo per cui è così come la vedi.
Prima di giudicarla, pensaci”.

C’è una storia dietro ogni persona, ci sono pensieri dietro le sue espressioni, emozioni dietro ciò che prova e un’anima sotto la sua pelle.

Ognuno di noi, nel corso della vita, attraversa momenti diversi, vive esperienze, conosce persone che inevitabilmente lasciano una traccia dentro di noi. Persino le persone o le circostanze che ci sembravano essere passate inavvertite, possono ritornare più avanti nelle nostre vite.

Tutto ciò che ci accade forgia la nostra esperienza e la nostra percezione, in modi diversi. Alcune esperienze in modo più intenso, altre in modo lieve; a volte in modo cosciente, altre senza che ce ne rendiamo conto… Ma tutte ci danno luci, ombre e una miriade di tonalità intermedie.

Per questo, quando ci capita di osservare qualcuno che ha un comportamento per noi strano o inspiegabile, che senso ha voler per forza dare la nostra interpretazione di come stanno le cose?

Noi possiamo solo giudicare dal nostro punto di vista, fondato sulle nostre esperienze. Ma che cosa sappiamo di quella persona? Che cosa sappiamo delle sue emozioni?

Se già è complicato avventurarci nelle profondità di noi stessi e cercare di conoscerci, come possiamo pretendere di sapere quali sono le intenzioni o i motivi degli altri o in che modo quella persona sta vivendo una situazione?

Passiamo metà della nostra vita cercando di scoprire queste ragioni, e l’altra metà impegnati a giudicare i comportamenti altrui, come se non fosse già abbastanza difficile farci carico di noi stessi.

Ogni persona ha la sua storia e una sua sensibilità verso certi aspetti, piuttosto che altri. Il fatto che per noi sia semplice affrontare una certa situazione o esprimere certe cose, non significa che lo sia anche per gli altri.

“La scarpa che sta bene ad una persona sta stretta a un’altra:
non c’è una ricetta di vita che vada bene per tutti.”
(Carl Gustav Jung)

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“Se io fossi in Maria, cercherei di riposare di più…”, “Non riesco a capire perché Fabio non abbia ancora lasciato la sua ragazza, io non la sopporterei…”, “Non ce la farei mai a fare la tua vita, perché non cambi qualcosa?”.

Quando vi trovate a dare opinioni di questo tipo, non avete mai pensato che magari quella persona ha avuto una madre che per anni le ha rinfacciato di non saper fare nulla e che per questo adesso vuole fare tutto alla perfezione e non si concede una tregua? Che potrebbe aver sempre avuto partner che la criticavano, e quindi adesso non riesce più a mostrarsi apertamente per quella che è? Che può aver desiderato così tanto l’affetto dei suoi genitori sempre assenti da essersi trasformata in una persona sempre alla ricerca di amore e affetto oppure che, al contrario, per colpa di questo trauma si rifiuta di riceverlo?

Ogni storia ha più di una versione, e ogni domanda più di una risposta.

È normale che, se noi fossimo al posto di quelle persone, agiremmo diversamente. Il punto è proprio questo: non siamo loro, e non abbiamo vissuto la loro vita. Pensateci, in fondo non conosciamo mai del tutto nemmeno noi stessi: non vi è mai capitato di essere convinti che reagirete in un certo modo di fronte a una certa situazione, per poi comportarvi in modo diverso quando vi ci trovate?

Dobbiamo riuscire a guardare oltre la superficie e a tenere in conto che ogni persona ha la sua storia; un insieme di esperienze, sentimenti, emozioni, incontri, variabili biologiche e personali e a cui bisogna sommare anche il potere della situazione e del contesto.

Giudicare alla cieca, per il semplice gusto di farlo, non serve a molto.

Non siamo nessuno per farlo, e nemmeno attraverso una buona conversazione possiamo pretendere di aver capito tutto di una persona. A volte perché è difficile trovare le parole giuste, altre perché già solo quando raccontiamo un’esperienza a parole, la stiamo limitando.

Al contrario, ascoltare l’altro e tenere in considerazione che è diventato quello che è grazie alle storie, le esperienze e i sentimenti che ha vissuto, ci aiuterà a capirlo meglio. E anche se non sempre possiamo farlo, non fa niente: forse la nostra storia personale fa sì che in quel momento per noi sia impossibile.

Ricordate soltanto che dietro ogni pelle c’è una persona, un’anima forte, ma anche sensibile che ha le sue ferite e cicatrici, che ha la sua storia.