Cecità mentale e il racconto La pietra magica

· 30 settembre 2018

La pietra magica è un antico racconto sulla cecità mentale, ma sempre attuale per tutte le generazioni. Narrano gli anziani che in un lontano paese abitato da uomini saggi e da alchimisti, ve ne era uno impegnato nella ricerca della pietra filosofale. Come si sa, questo minerale è in grado di trasformare qualsiasi materiale in oro.

Quello che l’alchimista desiderava, più che arricchirsi, era vincere una sfida in cui nessuno aveva avuto ancora la meglio. Per questo dedicava notti e giorni a indagare sui misteri della natura, trascorrendo così vari anni della sua vita. Secondo questo racconto sulla cecità mentale, passarono ben 13 anni prima che l’alchimista ottenne quello che tanto desiderava.

Inizialmente rimase affascinato dalla sua scoperta. Aveva finalmente tra le mani la pietra filosofale ed era riuscito in un’impresa in cui molti avevano fallito. Poiché il suo obiettivo era ormai stato raggiunto, perse interesse al riguardo. Tanto che, durante un viaggio, lanciò la pietra senza pensarci due volte, facendola finire sul ciglio della strada. Chiunque avrebbe potuto trovarla, a lui non interessava.

“Le tue qualità sono maggiori di quanto tu creda; ma per sapere se sono d’oro le monete, devi farle ruotare, farle circolare. Usa il tuo tesoro.”

-Gregorio Marañón-

La prima tappa nella storia sulla cecità mentale

Secondo quanto narra l’antico racconto sulla cecità mentale, la notizia giunse alle orecchie di alcuni abitanti del paese. Lì la voce cominciò a circolare fino ad arrivare in un altro villaggio, più distante, fino alle orecchie di un uomo che si lamentava profondamente della sua povertà e della sua solitudine. Quando seppe che l’alchimista aveva lasciato la pietra filosofale in mezzo a una strada qualsiasi, non riuscì a chiudere occhio.

Passava le notti immaginando cosa ne sarebbe stato della sua vita se avesse trovato il famoso prodigio. Non avrebbe più dovuto preoccuparsi e sicuramente anche la sua solitudine sarebbe cessata. Tutti sanno che gli uomini ricchi sono pieni di amici e apprezzati da chiunque.

L’uomo giunse alla conclusione che era la grande opportunità della sua vita. Era disposto a cercare e trovare la pietra filosofale, a ogni costo. Motivato da questo desiderio, raccolse i suoi pochi averi e attese l’alba per intraprendere il suo lungo viaggio. Impiegò quasi due mesi per arrivare nel paese degli uomini saggi, e una volta giunto, iniziò la sua ricerca.

Alchimista

Un’ardua attraversata

L’uomo diede inizio alla sua ricerca nelle zone a nord del paese. Passava le giornate camminando finché la stanchezza non lo vinceva. Raccoglieva tutte le pietre che vedeva lungo il cammino, le strofinava contro la fibbia della sua cintura, che era di acciaio, e aspettava qualche secondo. Se non succedeva nulla, proseguiva.

La traversata si rivelò difficile. Talvolta incappava in cumuli formati da moltissime pietre che doveva provare, una dopo l’altra. C’erano giorni in cui riusciva a camminare appena qualche chilometro. Ma la storia sulla cecità mentale narra della grande perseveranza di quest’uomo, assolutamente deciso a raggiungere il suo obiettivo. Non si sarebbe dato per vinto.

I giorni passarono, uno dopo l’altro, poi le settimane e infine i mesi. Senza neanche accorgersene, l’uomo passò 8 anni alla ricerca della pietra filosofale. Sembrava ormai una macchina: lo sguardo fisso a terra, cercava pietre e le provava una a una contro la fibbia della cintura.

Ciottoli

Gli effetti della cecità mentale

Un giorno come l’altro, mentre camminava come sempre, provò d’improvviso una grande stanchezza. Decise allora di sedersi all’ombra di un bellissimo salice piangente. D’improvviso, il suo sguardo cadde sulla fibbia dei suoi pantaloni e i suoi occhi si illuminarono: si era trasformata in oro. Non riusciva a crederci. Iniziò a saltare dalla felicità, ballando come un pazzo e urlando “Ci sono riuscito! Ci sono riuscito!”.

In quel momento si accorse di non essersi reso conto del momento esatto in cui la sua fibbia era diventata d’oro. Poteva essere accaduto di recente oppure no. Non sapeva neppure se la pietra filosofale avesse effetto immediato o meno. Qual era stata la pietra che aveva generato quell’effetto sul metallo? Rimase impietrito. Si guardò alle spalle e notò un milione di pietre che aveva già provato. Quale fra tutte era la pietra miracolosa?

Pietra filosofale

Fu allora che capì d’improvviso che era da parecchio tempo che non badava più a quello che faceva. Svolgeva la sua routine meccanicamente, affaticato e senza grande speranza. Per questo non si era accorto di quando era avvenuto il miracolo. Era sul cammino giusto eppure si era perso.

Il racconto sulla cecità mentale si conclude dicendo che arduo e ingrato è il cammino che ci porta a cercare la fortuna nelle cose esterne, così come arduo e ingrato è il cammino che si percorre senza badare al sentiero.