Solitudine cronica: più che sentirsi soli

· 4 settembre 2018

Sentirsi isolati è doloroso, soprattutto quando l’isolamento non è cercato o voluto. Siamo animali sociali, abbiamo bisogno del contatto con gli altri per stare bene. Nella società attuale, tuttavia, sono sempre di più le persone che assicurano di sentirsi poco integrate e una delle forme più estreme di questa emozione è la sindrome della solitudine cronica.

Questa condizione è stata studiata e illustrata da un gruppo di ricercatori internazionale, tra cui gli psicologi dell’università di Gand (Belgio) e della Duke University (Stati Uniti). Gli adolescenti di oggi si sentono e sono sempre più isolati, ma l’aspetto più preoccupante è che la sensazione di solitudine è accompagnata da altri elementi negativi.

Vediamo esattamente che cos’è la sindrome della solitudine cronica e perché è sempre più diffusa. Alla fine di questo articolo troverete alcuni consigli da mettere subito in pratica se vi riconoscete in questi sintomi.

Che cos’è la sindrome della solitudine cronica?

La sensazione di essere isolati è, in larga misura, soggettiva. Alla fine, viviamo costantemente circondati da persone. La solitudine, dunque, non dipende dalla vera mancanza di persone nella nostra vita, bensì è più legata alla convinzione che nessuno ci presti attenzione o voglia trascorrere del tempo con noi.

Ragazza seduta sul davanzale della finestra

La sindrome della solitudine cronica è la versione estrema di questa convinzione e chi ne soffre pensa di essere totalmente disconnesso dal resto del mondo. Si sente incompreso e crede che gli altri non desiderino passare del tempo con lui/lei. Questo atteggiamento è causa di altri problemi.

Oltre a sentirsi isolate, le persone che soffrono di questa sindrome si isolano a loro volta. Pensando di non essere accettate dagli altri, scelgono volontariamente di non farsi coinvolgere in eventi sociali. Si tratta, quindi, di un “cane che si morde la coda”: quanto più evitano la compagnia degli altri, più si sentono soli e più diminuisce in loro la voglia di cercare il contatto sociale.

La sindrome della solitudine cronica, tuttavia, presenta anche un’altra complicazione. Chi ne soffre non solo si sente isolato, ma pensa che questa situazione si verifichi per colpa sua. È convinto di avere in sé qualcosa di sbagliato, tale da respingere le altre persone.

Perché si produce questa sindrome?

Secondo gli esperti, la principale causa di questo problema non andrebbe ricercata nelle relazioni sociali, ma nel modo di percepire se stessi. I meccanismi della mente possono portare a vedersi come meno capaci o desiderabili degli altri.

Questo, naturalmente, è strettamente correlato all’autostima e al modo in cui ognuno si vede. Una volta comparse le prime convinzioni negative, cominciamo a filtrare le informazioni utili a rinforzarle.

Quindi, ad esempio, una comune situazione in cui una persona evita di dialogare viene percepita da chi soffre di solitudine cronica come la dimostrazione di non meritare la compagnia di nessuno. Un segnale positivo, invece, viene rifiutato o mal interpretato in modo da rafforzare queste idee irrazionali: se qualcuno ti invita a una festa, lo fa solo per compassione o pena. 

Questo modo di pensare è definito bias di conferma ed è il fattore che alimenta la sindrome della solitudine cronica. Ma c’è un modo per combatterlo? Come possiamo uscire da questo pozzo che noi stessi abbiamo scavato?

Ragazzo seduto di spalle alla finestra

Come risolvere questo problema?

Ecco alcune strategie che aiutano a eliminare o ridurre i sintomi della solitudine cronica.

  • Questa sindrome, in generale, è legata a una mancanza di amor proprio. Ricordate sempre che nessuno è perfetto.
  • Detto questo, se c’è qualcosa in voi che desiderate cambiare, mettetevi al lavoro. Per rafforzare l’autostima non c’è niente di meglio che lavorare sodo per raggiungere un obiettivo motivante. Una volta raggiunto, sarete orgogliosi e vedrete che sarà molto più facile affrontare gli altri.
  • Sforzatevi di fare più vita sociale. Se vi isolate, comincerete a sentirvi ancora più soli e meno capaci. Aumentate la vostra “tolleranza”al rischio in ambito sociale, osate di più. Se all’inizio può essere difficile, diventerà via via sempre più facile.
  • Migliorate le vostre abilità sociali. Potrebbe sembrare strano, ma relazionarsi con gli altri in modo efficace è un’abilità che si può acquisire. Sono molte le informazioni al riguardo, cercate quelle più utili al vostro caso.

La sindrome della solitudine cronica può diventare un problema grave se ci abbandoniamo a noi stessi, ma esiste il modo per liberarsi da questa gabbia. Non sempre è facile riuscirvi, ma il premio è un drastico miglioramento della qualità della vita.