Cercando il bene altrui troveremo il nostro

· 20 giugno 2017

L’effetto boomerang, altrimenti detto “effetto azione-reazione”, ci dice che ogni causa ha il suo effetto e che ogni effetto ha la sua causa. I pensieri, i sentimenti, le azioni positivi, dunque, si ripercuotono favorevolmente su di noi, mentre quelli negativi ci danneggiano. Quando puntiamo a fare del bene ai nostri simili, che sia attraverso un pensiero, un sentimento o un’azione, automaticamente apriamo le porte al benessere verso noi stessi.

Per questo, è così importante fare attenzione al nostro modo di pensare, di sentire e di agire. Dovete pensare che quello che fate darà luogo alle conseguenze che dovrete affrontare. Dare un bicchiere d’acqua in cambio di un altro bicchiere d’acqua non fa altro che rispettare il principio di reciprocità, ma la vera grandezza consiste nel restituire atti dal valore maggiore.

Tutto quello che facciamo agli altri lo facciamo in qualche modo anche a noi stessi. Il trucco sta nell’alimentare le buone azioni, e non nel restituire semplicemente quello che abbiamo ricevuto poco prima. La maggior parte delle persone che si distingue dagli altri lo fa perché compie del bene nonostante le circostanze, perché si muove grazie alla propria energia ispiratrice, e non perché vuole ottenere qualcosa in cambio.

“Ricerca il bene di più persone possibili e troverai spesso volti che ti infonderanno gioia”.

(Alessandro Manzoni)

Punite chi vi invidia facendogli del bene

Dicono che i grandi cambiamenti nascano da dentro e che, anche se a volte il mondo sembra un posto ostile, esistono piccoli gesti che possiamo compiere per riconciliarci con esso. Sicuramente avrete già sentito la frase “fate del bene senza badare a chi”, che vi consiglia di fare le cose mossi dai vostri valori interiori, senza pensare a chi spetteranno, poi, i benefici.

Questa massima ci insegna che non c’è bisogno di approvazione o di paragoni per fare la cosa giusta. In quest’ottica, il bene è quasi sempre unito ad una maniera disinteressata di agire, ed è proprio così che troveremo la nostra ricompensa.

Augurare il male agli altri si ripercuote negativamente su di noi, provocandoci malessere e risentimento. Nessuno può essere davvero felice desiderando la disgrazia altrui. In generale, è chi sta male che spera che gli altri si sentano peggio.

“Basta un attimo per essere un eroe, ma ci vuole una vita per essere una brava persona”.

(Paul Brulat)

Il concetto di bene e di male

La branca della filosofia che studia le azioni umane, classificandole come buone o cattive, è l’etica. L’etica mira al raggiungimento del bene, ma non tutti i filosofi hanno la stessa idea riguardo a questo fine. Secondo l’etica, il bene è ciò che è auspicabile, che si oppone al male, che è, invece, da evitare.

Il relativismo culturale consente che esistano diverse concezioni del bene, idea a proposito della quale l’etnocentrismo è meno permissivo. Ciononostante, ci sono azioni che sono intrinsecamente buone o cattive, perché chiunque le considera moralmente accettabili o ripugnanti. Aiutare gli altri è l’espressione massima di bontà e attaccare gli altri per il puro gusto di fare del male può essere considerata l’espressione massima di cattiveria.

La discussione su cosa sia il male e cosa il bene dimostra che l’etica è un campo di litigi, ma allo stesso tempo dimostra anche che non stiamo parlando di qualcosa di assolutamente relativo. Rivela che certi comportamenti sono migliori di altri, migliori in assoluto, non migliori per qualcuno o rispetto a determinate norme culturali.

Non lasciatevi confondere da una manciata di assassini o terroristi: il bene ha la meglio, ma non si nota perché è silenzioso. Ricordate le parole di Facundo Cabral: “una bomba fa più rumore di una carezza, ma per ogni bomba che distrugge ci sono milioni di carezze che alimentano la vita”.

“Vedrai che i mali degli uomini sono il frutto delle loro scelte, e che questi cercano lontano la fonte del bene, quando ce l’hanno dentro il cuore”.

(Pitagora)