Cervello in fiamme, legame tra infiammazione e depressione

28 Gennaio 2019
La teoria del cervello in fiamme difende l'ipotesi per cui l'origine della depressione grave risiederebbe in processi infiammatori con cui il sistema immunitario tenterebbe a rispondere a stimoli che percepisce come minacce

Con cervello in fiamme ci riferiamo a una teoria che mette in relazione la depressione con il processo infiammatorio. Secondo diversi studi, un gran numero di persone a cui è stato diagnosticato un disturbo depressivo grave presentano livelli più elevati di citochine proinfiammatorie, le quali sembrano compromettere la funzione cerebrale e lo stato d’animo.

Nel 2006 i ricercatori Charles, Capuron e Miller hanno pubblicato sulla rivista Cell i risultati del loro studio sul legame tra depressione e infiammazione. L’ipotesi del cervello in fiamme è nota ormai da decenni. È, di fatto, direttamente collegata con la cosiddetta teoria del malessere della depressione.

Da tempo, il dottor Bruce Charlton, dell’Università di Buckigham, cerca di definire e dimostrare questa ipotesi attraverso ricerche e analisi, come quelle pubblicate nel 2000. Presenta casi clinici di pazienti con una diagnosi di depressione che avrebbe una causa scatenante di natura chiaramente biologica.

C’è chi sostiene che questa condizione possa essere legata allo stile di vita, all’alimentazione o anche all’inquinamento ambientale. Tuttavia, altre voci del mondo della scienza la relazionano al modo in cui l’organismo reagisce a stressor ambientali o a preoccupazioni.

Si produrrebbe, quindi, una risposta fisiologica con cui affrontare la presunta minaccia. Ecco spiegata la reazione infiammatoria del sistema immunitario che a volte agisce come il nostro peggior nemico, indebolendoci e affaticandoci.

Secondo la teoria del cervello in fiamme, in presenza di uno stressor, il nostro corpo rilascia cortisolo. A sua volta, quest’ormone favorisce la comparsa nel sangue di citochine, amine vasoattive, ossido nitrico, glucocorticoidi.

Cervello in fiamme

Su cosa si basa la teoria del cervello in fiamme?

L’ipotesi che mette in relazione la depressione con l’infiammazione ha assunto nel tempo diversi nomi. Da una parte, la teoria del malessere della depressione; dall’altra, quella del cervello in fiamme. Entrambe le idee condividono alcuni punti che, come ben sappiamo, si basano su un’ampia bibliografia scientifica.

Il motivo per cui si è iniziato a pensare a un legame tra la depressione grave e la risposta immunitaria è legato all’elevato numero di persone che non rispondevano al trattamento psicologico e all’approccio farmacologico. Dove si sbagliava? A partire dal 2000, la parola “infiammazione” cominciò a essere una variabile ricorrente tra neurologi e psichiatri.

Vediamo, quindi, su quali premesse è stata formulata la teoria del cervello in fiamme.

Meccanismi che spiegano il legame tra infiammazione e depressione

Quando il nostro organismo identifica la presenza di un virus, genera una risposta infiammatoria per debellare questo nemico interno. Scatena, quindi, un processo infiammatorio.

La teoria del cervello in fiamme ipotizza che in caso di pressioni, stressor, paure e ansia, il nostro organismo impieghi una strategia simile.

Ragazza depressa

Quando il nostro corpo si vede obbligato a combattere questo agente patogeno interno, si serve dei globuli bianchi e delle citochine, potenti proteine in grado di coordinare la risposta del sistema immunitario.

Come abbiamo anticipato all’inizio dell’articolo, si è visto che un gran numero di persone affette da depressione grave presentavano un livello di citochine proinfiammatorie più alto del normale.

Uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del New Jersey (Janssen Research & Development) ha analizzato 14.275 pazienti con diagnosi di depressione grave. Nel 60% dei casi è stato riscontrato un livello elevato di PCR (proteina C reattiva), un marcatore del sangue che rivela la presenza di un processo infiammatorio.

Le citochine possono rimanere nel flusso sanguigno per mesi, il che può causare una neuroinfiammazione. Sorgono quindi altri problemi come dolore fisico o indebolimento.

Come si può combattere la depressione causata dall’infiammazione?

Prima di tutto, conviene chiarire un aspetto importante: non tutti i casi di depressione sono uguali e non tutte le forme di depressione sono causate da un processo infiammatorio. Solo nel caso in cui la terapia psicologica e il trattamento farmacologico non riscontrino dei miglioramenti, si può valutare la possibilità della teoria del cervello in fiamme.

Gli scienziati e le industrie farmaceutiche si trovano a dover affrontare la sfida di elaborare nuovi farmaci per questo genere di condizione. Nel frattempo, le seguenti strategie hanno avuto un riscontro positivo nel trattamento della depressione causata da infiammazione:

  • Esercizi per ridurre lo stress
  • Tecniche di respirazione e rilassamento
  • Attività fisica
  • Dieta antinfiammatoria (ridurre il consumo di zuccheri, sale, farine bianche, cibo industriale, grassi saturi, oltre a evitare abitudini nocive quali alcol e fumo)
  • Integratori nutrizionali a base di acidi grassi Omega 3 e vitamina D
Alimenti ricchi di Omega 3

Molti esperti sono convinti che il fattore scatenante di questa condizione depressiva sia quasi sempre lo stress cronico. Se fossimo in grado di gestire e affrontare con migliori risorse questo stato psicologico così invalidante, eviteremmo i processi infiammatori e l’alterazione del sistema immunitario di cui abbiamo parlato. È dunque importante chiedere l’aiuto di professionisti specializzati.

  • Raison, C. L., Capuron, L., & Miller, A. H. (2006, January). Cytokines sing the blues: Inflammation and the pathogenesis of depression. Trends in Immunology. https://doi.org/10.1016/j.it.2005.11.006
  • Slavich, G. M., & Irwin, M. R. (2014). From stress to inflammation and major depressive disorder: A social signal transduction theory of depression. Psychological Bulletin140(3), 774–815. https://doi.org/10.1037/a0035302