Ci sono cose che do per perse, anche se so dove trovarle

· 28 ottobre 2015

Ci sono cose che ho lasciato indietro e, anche se so dove trovarle, so che a volte la vita è un viaggio senza ritorno. Tuttavia, non ho paura e non mi pento di nulla, perché so riconoscere le cose per cui vale la pena lottare e so quali battaglie sono inutili. Quelle per cui non merita uscirne feriti.

Quante cose avete dato per perse nella vostra vita? Non è sempre facile vederle, rendersi conto che gli sforzi che abbiamo investito e le cose a cui abbiamo rinunciato per certe persone o per determinati progetti sono come le scie di fumo che escono da una finestra aperta.

Lo scoprire che molte cose che abbiamo fatto non serviranno a nulla rappresenta il nostro costo emotivo. Le ambizioni, i sogni, le speranze. Sono queste emozioni positive a incoraggiarci ogni giorno, ma ci mettono anche una benda davanti agli occhi.

Fino a che non arriva la delusione, fino a che non capiamo che la bilancia della vita è mal tarata, che non ci rimane più nulla, che non abbiamo ricevuto niente e che il nostro sogno non era altro che un incubo.

Abbiamo agito male? Dovremmo forse pentirci per tutto ciò che abbiamo fatto? Giammai. Colui che non lotta per i propri sogni non è coraggioso, colui che non combatte per le proprie speranze non raggiungerà mai la luna. Siate orgogliosi del vostro coraggio, ma ricordatevi anche che, a volte, una ritirata è prudente e saggia.

Le battaglie inutili della nostra vita

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Diciamo subito una cosa importante: nessuno sa che una battaglia o un sogno sono inutili fino a che la realtà non ci viene addosso in tutta la sua crudezza. Fino a quel momento, la speranza nutre ogni nostro passo, pensiero, sforzo e impegno.

Non importa che si tratti di un lavoro, di un’amicizia o di una relazione di coppia. La vita è una lunga successione di momenti in cui metterci alla prova, di capitoli da goderci, per i quali lottare e dai quali imparare. Perché l’apprendimento è la chiave della vita, dovrebbe essere la base di ogni nostra giornata.

Forse avete commesso degli errori e, a questo punto, avete dato per perse molte cose. Dovete lamentarvi per questo motivo? Assolutamente no. Lamentarsi per un errore significa alimentare l’amarezza che nasce da una determinata scelta, fatta in un momento della vita.

Gli errori vanno accettati, capiti, processati e integrati nel cosiddetto “bagaglio di esperienze”. Se questi momenti vissuti vi portano brutti ricordi, non alimentateli ogni giorno, non date loro il benvenuto. I ricordi sgradevoli devono essere sostituiti dal “qui ed ora”, dalla felicità dell’oggi.

Nessuna battaglia è inutile, perché è vita vissuta, è esperienza acquisita. Ciononostante, non dimenticate che la cosa più importante è saper capire il prima possibile che quel particolare progetto non merita i vostri sforzi. Che quella relazione non merita le vostre rinunce, né la vostra sofferenza.

Quand’è il momento di dare qualcosa “per perso”?

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Può sembrare una domanda ovvia, in realtà non lo è; per questo motivo, ora approfondiremo questo aspetto. È molto probabile che ora molti di voi stiano fomentando speranze e progetti in un ambito non meritevole.

Riflettiamo sui seguenti punti:

1. Il potere delle false aspettative

Ci sono volte in cui commettiamo l’errore di colpevolizzare gli altri per aver alimentato in noi false illusioni, quando, in realtà, la responsabilità è nostra. C’è chi ripone tutte le speranze nell’ottenimento di un lavoro, quando in realtà non ha né la formazione né l’attitudine per farlo.

C’è anche chi concentra tutte le proprie emozioni e ansie su una persona che, invece, non ha mai dimostrato di provare dei sentimenti. Non dovete mai perdere di vista l’oggettività, l’equilibrio e le prospettive.

2. Il costo emotivo

La forza interiore che hanno gli esseri umani, chiamata emozione, è un motore tanto potente quanto pericoloso. A volte ci spinge a investire tutti i nostri sforzi, fino all’ultima goccia di sudore, per quella persona amata, per quel sogno nel cassetto.

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Non vediamo i limiti e apriamo il nostro cuore senza leggere il manuale di istruzioni, la cui prima regola dovrebbe essere “sii prudente, pensa a te stesso e proteggi la tua autostima”. Lo facciamo ben poche volte.

Dovete imparare ad essere più ricettivi, a dire a voi stessi che avete anche bisogno di RICEVERE. Quell’amicizia vi dà sostegno, complicità, rispetto, stima? Allora andate avanti.

Quella relazione vi dà felicità, alimenta le vostre speranze? Quella persona investe le stesse energie che avete investito voi? Ha rinunciato ad alcune cose, così come lo avete fatto voi? Se così non fosse, riflettete e prendete una decisione.

Date per perse tutte le cose e le persone che si nutrono di egoismo, che non vi apprezzano, che vi tolgono le forze e la speranza, invece di arricchirvi. Andate avanti e chiudete le porte; sapete dove si trovano quelle cose o persone, ma sapete anche quale posto desiderate occupare voi.

Immagini per gentile concessione di Daria Petrilli, Christian Shloe