Collateral beauty: perdita di un familiare

27 maggio 2018 in Film 0 Condivisi
Collateral beauty: affrontando la perdita di una persona cara

Collateral Beauty è un film del 2016 diretto da David Frankel. Il film ha generato molte aspettative e ha un cast molto interessante che include nomi quali Edward Norton, Kate Winslet, Hellen Mirren, Will Smith e Keira Knightley. Tuttavia, nonostante le aspettative e l’abilità interpretativa dei suoi attori, le critiche sono state soprattutto negative.

Da un punto di vista cinematografico, il film rientra nel genere drammatico, presenta un’overdose di dialoghi e frasi che ricercano la lacrima facile, pur restando in superficieCollateral Beauty ci presenta un argomento interessante, ma cade in un sentimentalismo eccessivamente forzato che non è credibile, troppo hollywoodiano. Nemmeno l’ambiente natalizio di New York è d’aiuto e lo trasforma in un film televisivo natalizio per famiglie.

La proposta è chiaramente influenzata dal Canto di Natale di Dickens: ci viene presentato un uomo di successo che, dopo la tragica morte della figlia di soli 6 anni, cade in depressione. I suoi colleghi e amici cercano di aiutarlo e assumono tre attori perché appaiano nella sua vita come manifestazioni di tre concetti astratti: Amore, Morte e Tempo. Un’allegoria della vita, un’esposizione delle principali paure che ci avvicina a un problema molto comune nella società: la depressione.

Tralasciando il fatto che l’intera vicenda è edulcorata, assieme alla prevedibilità della trama e alla mancanza di naturalezza evidente fin dall’inizio, Collateral Beauty rende una situazione tragica una sorta di favola o racconto. In questo articolo non ci concentreremo sul cinema, ma sulla proposta del film, sugli insegnamenti che possiamo trarre e sulla sua relazione con la psicologia.

La perdita in Collateral Beauty

Il film inizia con il discorso motivazionale del personaggio interpretato da Will Smith, Howard Inlet, un uomo d’affari di grande successo nel campo della pubblicità. Nel suo discorso afferma che tutti gli esseri umani sono uniti da tre elementi: amore, tempo e morte; “desideriamo l’amore, vogliamo avere più tempo e temiamo la morte”. Subito dopo, assistiamo a un presente molto diverso, in cui Howard ha perso la figlia di sei anni e, di conseguenza, la gioia per il suo lavoro, per i suoi amici e in generale di vivere. Howard non parla più, non mostra interesse per nulla ed è sempre sul punto di piangere.

Questa morte, oltre a gettarlo in una depressione che gli impedisce di vivere, lo ha fatto separare dalla moglie, come succede nella maggior parte dei matrimoni dopo la perdita di un figlio. Le ragioni che portano una coppia a separarsi dopo la morte di un figlio possono essere molto diverse, ma la verità è che è molto comune che sorgano molteplici conflitti: che uno dei membri della coppia la prenda “meglio” dell’altro, che si incolpino a vicenda, che uno di loro non riesca a superare l’accaduta, etc.

Howard in Collateral beauty

Il lutto è un processo duro e difficile per tutti, soprattutto dopo il decesso di un figlio. Alcune persone passano attraverso le varie fasi per raggiungere l’accettazione. Tuttavia, per altri può trasformarsi in una stagnazione, nell’impossibilità di superare l’accaduto che spesso causa un disturbo. Howard soffre di una profonda depressione legata a uno stato di negazione che gli impedisce di parlare dell’argomento e di relazionarsi con gli altri.

I suoi amici e colleghi sono preoccupati per la sua situazione emotiva. Non è facile accettare che una persona che amiamo e abbiamo sempre visto così piena di vita, improvvisamente crolli e non sia in grado di andare avanti. Decidono così di aiutarlo. Assumono un detective che scopre che Howard sta scrivendo lettere ad Amore, Morte e Tempo, i concetti di cui aveva parlato positivamente all’inizio del film.

In seguito, decidono di assumere tre attori che gli si presentino come l’incarnazione di questi concetti. In questo modo, verrà dimostrato che Howard non gode della salute mentale adeguata per lavorare e degli stesso si renderà conto della situazione in cui è stato coinvolto.

Anche il contesto natalizio in cui è ambientato il film è importante, perché è un periodo in cui le emozioni sono a fior di pelle, un periodo di riflessione, di fantasmi del passato, come nell’opera di Dickens, e di ricordo di chi non è più con noi.

Tre persone nel film Collateral beauty

Le allegorie e il significato della morte

Anche gli amici di Howard stanno vivendo il loro particolare lutto e la loro lotta personale, vedono che è in pericolo il loro lavoro, l’unica cosa che resta loro. Whit ha appena divorziato e sua figlia lo odia, in qualche modo ha anche lui perso qualcosa di importante nella sua vita; Claire ha dedicato tutta la sua vita al suo lavoro ed è preoccupata di essere ormai troppo vecchia, che il suo tempo sia passato; Simon scopre di avere una malattia terminale, ma è appena diventato padre e non vuole raccontare la verità alla sua famiglia.

Gli attori che interpretano i personaggi allegorici (amore, tempo e morte) si connetteranno profondamente con ciascuno di questi personaggi. La Morte si connetterà con Simon e lo aiuterà ad accettare il suo destino; L’amore lo farà con Whit, che proverà a tornare da sua figlia e il Tempo con Claire. Queste tre storie si mescoleranno alla vicenda di Howard e al suo percorso di accettazione, che si completerà con una terapia di gruppo insieme a persone nella sua stessa situazione.

Donna con Howard

La morte è il destino a cui sono condannati tutti gli esseri viventi, non importa chi si è nella vita, non importa quanto sia ha, perché alla fine moriremo tutti. Un quadro che illustra molto bene questa idea è Finis gloriae mundi di Juan de Valdés Leal, un’opera in cui il pittore cattura vari corpi in decomposizione, dove la lussuosa bara del vescovo contrasta con le bare molto povere sullo sfondo, mentre una mano divina tiene una bilancia in allusione al giudizio delle anime.

Collateral Beauty ci presenta un uomo di grande successo che deve accettare la morte della figlia. Così la storia ci ricorda che la morte è uguale per tutti. Come curiosità, lo stesso Will Smith ha scoperto durante le riprese del film che al padre restava poco tempo da vivere. Ancora una volta, la morte si personifica davanti a ognuno di noi.

Per il protagonista di Collateral Beauty è impossibile concepire che sua figlia sia morta prima di lui, senza aver vissuto abbastanza a lungo. Ma mentre il film prosegue, il tempo è solo una percezione e anche se possiamo misurarlo, lo usiamo con libertà. D’altra parte, l’amore è quella forza presente in tutto ciò che ci circonda, anche nel dolore; questa è la bellezza collaterale che il film ci invita a cercare e vedere.

“La distanza dalla morte è ovunque breve: non è che la morte si mostri in ogni luogo vicina: essa è realmente in ogni luogo vicina.”
Seneca

Guarda anche