Colpa persecutoria e depressiva

Il senso di colpa è un nodo emotivo non sempre facile da sciogliere. Una cattiva gestione dello stesso può creare ulteriori nodi complicando ulteriormente la situazione.
Colpa persecutoria e depressiva

Ultimo aggiornamento: 02 agosto, 2022

Il senso di colpa è un sentimento complesso che si esprime in molti modi diversi. Due di queste manifestazioni sono la colpa persecutoria e depressiva; entrambe provocano disagio.

In ambito psicoanalitica, i concetti di colpa persecutoria e depressiva sono stati analizzati per la prima volta da Melanie Klein dal punto di vista dell’angoscia. In seguito, sono stati approfonditi dal Dr. León Grinberg.

Entrambi gli autori riconoscono la complessità che può circondare il senso di colpa. Si tratta, di fatto, di un sentimento che coinvolge spesso aspetti inconsci molto profondi.

È comune, inoltre, che non venga riconosciuto consapevolmente, ma piuttosto si manifesti attraverso gesti autopunitivi o percezione di scarso valore personale.

“Il crimine non sarebbe la causa della colpa, bensì il risultato”.

-L. Grinberg-

Donna che si sente in colpa per il dolore.

Il concetto di colpa

Dal punto di vista della psicoanalisi, la colpa viene affrontata come stato affettivo e come sentimento. Come stato affettivo, si manifesta quando si compie un atto o si ha una fantasia che genera autorimprovero o rimorso. Questo sarebbe il caso classico.

È considerato un sentimento quando non c’è rimorso, ma piuttosto la colpa diventa una percezione di sé come un essere indegno. Ciò si traduce in comportamenti che portano più volte al fallimento o alla sofferenza senza che il soggetto sia consapevole di sentirsi in colpa.

Chi si sente in colpa sviluppa anche un bisogno di punizione che finisce per materializzarsi negli eventi che portano a esso. La persona tende a essere estremamente serio con se stessa rimproverandosi azioni, parole o pensieri.

Colpa depressiva

La colpa depressiva si basa sull’idea di aver ferito una persona amata, poiché inconsciamente si nutrono sentimenti distruttivi nei confronti della stessa. Melanie Klein sottolinea che questo tipo di colpa affonda le radici nel rapporto primitivo tra madre e figlio.

Il bambino ama sua madre, ma vuole anche privarla di tutto ciò che lei può offrirgli. Il conflitto può essere risolto in modo appropriato o può essere perpetuato nel tempo. Nel secondo caso si avrà un desiderio continuo di rimediare a quel danno immaginario che è stato compiuto.

Nella colpa depressiva coesistono la paura di perdere la persona amata e sentimenti distruttivi. Per inibire questi ultimi, si attuano comportamenti più amorevoli o simbolicamente sacrificali. È un modo per compensare il danno immaginario.

Il senso di colpa depressivo si manifesta chiaramente nei processi di lutto. La perdita della persona amata rende particolarmente indulgenti oppure ossequiosi. È un modo per trattenerla e chiedere scusa per aver immaginato che sparisse.

L'uomo si sente in colpa vicino alla finestra.

Colpa persecutoria

La colpa persecutoria implica un processo più complesso. In quella depressiva si teme e, in una certa misura, si desidera la distruzione dell’oggetto amato.

Tuttavia, quella sensazione può diventare ancora più complessa e far percepire l’oggetto in questione come minaccioso. Quindi, non solo vi è il rischio di perdere la persona, ma è anche possibile che questa perseguiti e attacchi.

La persona diventa così cattiva e i sentimenti distruttivi che coesistevano con l’amore acquisiscono forza e cancellano o inibiscono l’affetto. Trasformatasi in persecutore, i sentimenti distruttivi nei suoi confronti iniziano a essere percepiti come pienamente giustificabili.

Uno dei meccanismi di difesa più frequenti nella colpa persecutoria è la proiezione, ovvero attribuire all’altro i sentimenti distruttivi provati. In questo modo il “ti odio” diventa “mi odi”. Grinberg sottolinea che il caso estremo è il comportamento incontrollato che porta all’omicidio o al suicidio a causa di un aumento della distruttività.

In un bambino, l’amore della madre è in grado di assorbire i sentimenti distruttivi e superare il senso di colpa. Se ciò non accade, la colpa depressiva evolve in colpa persecutoria, dunque la probabilità di un grave disturbo, come la psicosi o la perversione.

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  • Grinberg, L. (1963). Sobre dos tipos de culpa: su relación con los aspectos normales y patológicos del duelo. Revista de psicoanálisis, 20(4), 321-332.