L'intervento sociale nelle fasi del lutto

La psicoterapia può essere applicata in quasi tutte le aree della nostra vita: oggi parliamo dell'intervento sociale nel processo di lutto.
L'intervento sociale nelle fasi del lutto

Ultimo aggiornamento: 04 ottobre, 2021

Molti di noi hanno sperimentato la perdita una persona cara. Sebbene nel corso degli anni sia il concetto sia gli atteggiamenti assunti nei confronti della morte siano cambiati in maniera significativa, affrontare la morte di una persona cara è sempre difficile, soprattutto quando è inaspettata o traumatica. In questo articolo presentiamo l’intervento sociale nelle fasi del lutto.

A volte abbiamo bisogno di supporto per superare questa situazione. Perché, per quanto si possa essere più o meno pronti ad affrontare la morte, ci sono momenti in cui si rischia di rimanere bloccati. In questi casi sarà fondamentale l’intervento sociale nelle fasi del lutto da parte di professionisti qualificati.

In seguito alla perdita di qualcuno che amano, le persone provano un grande dolore (Moreno, 2002). Il dolore è un processo, una manifestazione normale di fronte alla morte.

Le reazioni possono essere di natura fisica, emotiva e sociale e possono variare da una temporanea sensazione di tristezza alla completa desolazione che, nei casi più gravi, può durare diversi anni, ma anche per tutta la vita. (Raphael, citato in Echeburúa e Corral, 2001).

Donna triste e depressa.

Fasi del lutto

Il lutto è diverso e unico per ogni persona, ma è anche dinamico perché attraversa diverse fasi. Secondo la psicologa Kübler Ross (1969), le fasi del lutto sono:

  1. Rifiuto.
  2. Rabbia.
  3. Negoziazione.
  4. Depressione.
  5. Accettazione.

Queste fasi sono le più comuni, ma ci sono dei momenti in cui i sintomi del processo di lutto assumono le caratteristiche del lutto patologico.

Questo si distingue dal lutto considerato “normale” per l’intensità e la durata della reazione emotiva. Secondo Echeburúa e Corral (2001), il lutto diventa patologico quando:

  • L’intensità dei sintomi è maggiore.
  • La reazione dura più di un anno dalla perdita.
  • Appaiono dei sintomi inappropriati rispetto al dolore normale: allucinazioni, deliri, isolamento sociale, disturbi del sonno e dell’appetito, ecc.

“Il dolore ci sfida ad amare ancora una volta.”

-Terry Tempest Williams-

L’intervento sociale nelle fasi del lutto

Quando si parla di intervento sociale nelle fasi del lutto, innanzitutto bisogna conoscere i tipi di lutto, le loro cause e conseguenze.

Sebbene le esperienze di vita possano aiutarci a comprendere la situazione vissuta di fronte alla perdita di una persona cara, questa non dovrebbe mai essere una garanzia per una buona pratica.

Durante l’intervento, pertanto, vale la pena di tenere conto di due aspetti: consulenza del lutto e terapia del lutto.

La consulenza come intervento sociale nelle fasi del lutto

Gli obiettivi da raggiungere con questo livello di intervento sono i seguenti (Worden, citato in González, 2011):

  • Fornire le informazioni adeguate sul processo di lutto.
  • Portare a termine le faccende del defunto rimaste incompiute.
  • Aumentare la realtà della perdita, cercando di evitare o superare la negazione.
  • Aiutare a gestire le emozioni espresse e latenti; facilitare l’espressione emotiva.
  • Superare gli ostacoli che rendono difficile il reinserimento sociale dopo la perdita.
  • Collaborare nella ripresa di una vita normale.

Questo tipo di intervento dovrebbe concentrarsi anche sull’aiutare il familiare a rendere reale la perdita, a identificare ed esprimere i propri sentimenti, ad imparare a vivere senza il defunto e ad integrare la perdita all’interno della propria storia personale.

Bisogna dare il tempo di accettare la perdita, fornendo al familiare le adeguate strategie di coping senza dimenticare il supporto e il monitoraggio continuo che consentono di individuare eventuali comportamenti patologici.

Donna triste alla finestra e lo intervento sociale.

La terapia del dolore

Questo modello più specializzato richiede una maggiore conoscenza. La terapia del dolore cerca di favorire l’elaborazione del lutto al fine di evitare possibili complicazioni.

Secondo Worden (citato in González, 2011), questo tipo di terapia si fonda sull’individuazione e sulla risoluzione dei conflitti di separazione che rendono impossibile lo svolgimento dei compiti quotidiani per le persone il cui dolore non compare, è ritardato, eccessivo o prolungato.

Per questo motivo, l’intervento sociale nelle fasi del lutto da questa prospettiva è più appropriato nei seguenti casi:

  • Lutto complicato con manifestazione di dolore prolungato.
  • Il lutto si manifesta attraverso un sintomo somatico o un mascheramento.
  • La perdita si manifesta con una reazione esagerata.

Conclusioni

Sebbene la morte sia inevitabile, a volte è molto difficile accettare il dolore e imparare a gestire la sofferenza che ci provoca.

È difficile vedere il lato positivo delle cose quando succede qualcosa del genere, eppure tutto ciò che ci accade nella vita ci insegna delle lezioni molto importanti.

Come dice Bermejo (2005), il lutto da un lato rivendica la nostra verità più grande e più bella: il valore dell’amore. Dall’altro, ci mette davanti ad una realtà più tragica: la solitudine.

La morte di una persona cara inevitabilmente ci mette faccia a faccia con il mistero della vita e ci ricorda che non siamo eterni. Ci impone il silenzio, un silenzio vuoto; e il  vuoto ci spinge inevitabilmente alla riflessione.

Insomma, superare il dolore significa avere equilibrio, è sapersi adattare alle circostanze della vita. È resilienza ed è riflessione. Non si tratta di dimenticare, piuttosto di imparare a convivere con l’assenza.

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