Come aiutare un adolescente?

· 15 febbraio 2018

Dando un’occhiata al passato ci diciamo: e se lo avessi saputo prima? Tuttavia, questo articolo non parla di quello che avremmo potuto fare da adolescenti alla luce di quello che sappiamo adesso, perché alcuni insegnamenti vengono interiorizzati con il tempo e, in molti casi, sbagliando. Questo articolo parla di come aiutare un adolescente.

Parla di tutto quello che ci sarebbe piaciuto sapere quando eravamo adolescenti, che racconteremo ai nostri figli quando sarà il momento, anche se fa male, anche se è difficile.   

Non c’è dubbio che l’adolescenza sia una fase complicata per tutti i cambiamenti che implica, sia per i giovani sia per le loro famiglie. Tuttavia, siamo sinceri, dietro un adolescente insopportabile, di solito non ci sono dei genitori anch’essi piuttosto confusi?

In molti casi alcuni degli aspetti che non tolleriamo dei nostri figli adolescenti sono gli stessi che i nostri figli adolescenti non sopportano di noi. E in questa dinamica di insoffribile convivenza, mentre alcuni si dimenticano di spiegare idee importanti, altri, semplicemente, non ne tengono conto. È questa la ricetta di un’adolescenza ad alto rischio, ecco perché vi presentiamo alcune strategie per aiutare un adolescente.

Come aiutare un adolescente

Adolescente in un tunnell

Non possiamo camminare al suo posto, ma possiamo parlargli del cammino

Nonostante le difficoltà, il nostro ruolo di genitori ci addossa responsabilità che non possiamo declinare, o almeno che non possiamo declinare senza che nostro figlio ne paghi le conseguenze. In questo senso, se vi sono problemi di comunicazione, anche se noi non ne siamo la principale fonte, dobbiamo fare il primo passo per risolverli. Il primo, il secondo e magari anche il terzo.

Un movimento che può nascere solo dall’accettazione del problema. Un riconoscimento che forse fa paura, fa persino venire le vertigini, perché una volta accettato, non c’è nessun manuale per l’uso. Tuttavia, ricordate che non è mai tardi per aiutare un adolescente, per provare ad apportare dei cambiamenti, per dare l’esempio, per ricordare che l’amore per i nostri figli è al di sopra di tutto, persino dell’amor proprio.  

Quanto più sa nostro figlio adolescente sulle sfide che dovrà affrontare durante questa tappa della vita, tanto più appagante sarà per lui, lo aiuterà ad affrontare il suo futuro e, soprattutto, avrà minori possibilità di commettere errori che gli possono costare molto caro. Sperimentare è sano in qualsiasi fase, ma senza dimenticare che ogni azione ha delle conseguenze.

Non dobbiamo camminare al posto dei nostri figli, né condurli per mano. L’obbligo deve cedere a poco a poco il passo al consiglio, al dialogo e allo scambio di punti di vista in cui riconoscerli come validi interlocutori. Aiutare un adolescente è senz’altro un processo graduale, che termina con conseguenze catastrofiche quando viene realizzato molto in fretta o quando resta paralizzato a causa della nostra paura nei confronti di quello che potrebbe accadere, che nostro figlio non sappia misurare bene gli ostacoli e cada.

In molti casi tenderà a fare come Cappuccetto Rosso, farà o proverà a fare quello che gli piace, perché il “è così, perché lo dico io” serve solo a incrementare la sua voglia di ribellione. Da questo momento, per molte delle decisioni che prenderà non ci chiederà più la nostra opinione o, se lo farà, non la considererà come un dogma; per questo motivo è così importante insegnargli a decidere e trasmettergli sicurezza.

Conoscenze che cambiano il panorama di un adolescente

Gli adolescenti hanno accesso a numerose informazioni. Nonostante ciò, non si può rinunciare al dialogo su argomenti fondamentali, non tanto per dire loro quello che sanno già, ma per valorizzare il loro punto di vista e individuare dubbi e malintesi.  

Tuttavia, sono molti gli apprendimenti e le riflessioni per aiutare un adolescente e che possono fare la differenza. Insegnamenti che possono risparmiare grande sofferenza e minimizzare la sensazione di incomprensione e solitudine che abbiamo provato tutti, in maggiore o minore misura, quando abbiamo vissuto questa fase.  

Come funziona il cervello degli adolescenti

Si tratta di un argomento molto ampio e complesso e, come tale, non è un argomento di conversazione molto allettante. Tuttavia, per gli adolescenti può essere molto utile comprendere che il loro modo di ragionare può tirargli un tiro mancino.

In questo senso, è importante parlare loro dell’iper-razionalità, ovvero l’equilibrio tra il rischio percepito e le conseguenze. Secondo i neuroscienziati, il cervello degli adolescenti ha, per via della mancata esperienza e lo sviluppo incompleto della corteccia prefrontale, problemi a calcolare i rischi di una determinata condotta.

Quando un adolescente comprende come il suo sviluppo cerebrale altera la sua capacità di prendere decisioni, è più probabile che prenda decisioni prudenti. Insegnare ai giovani come funziona il loro cervello, li può aiutare a essere più intelligenti, incitandoli a valutare dalla loro personale coscienza e volontà i pericoli presenti nella fase che stanno attraversando.

Cervello degli adolescenti

L’importanza di essere se stessi

Per un adolescente, essere se stesso (o avere la sensazione di esserlo) è fondamentale. In questo senso, i giovani vogliono essere amati e accettati, aspirano a essere visti e riconosciuti. Desiderano, ma hanno anche paura. Il problema è che molti pensano che per potersi realizzare come persone indipendenti e autonome, devono obbligatoriamente affrontare tutto quello che riguardi le aspirazioni che gli altri, soprattutto i loro genitori, nutrono nei loro confronti.

D’altro canto, molti giovani sono terrorizzati dall’idea di essere rifiutati se rivelano la loro autentica identità. Agiscono, dunque, nel modo che credono combacerà meglio con il loro ambiente circostante, che ritengono che verrà apprezzato di più. Questo paradosso è molto difficile per loro: vogliono isolarsi da ogni fonte di influenza per conquistare la loro autonomia e, al contempo, per soddisfare il loro bisogno di accettazione, molte volte si sottomettono ai desideri dei loro simili.

Il primo passo per aiutare un adolescente ad avere il coraggio di mostrarsi così com’è, di difendere i suoi valori e le sue idee è lasciare che sia se stesso in famiglia. Non conosceremo davvero i nostri figli se non lasciamo che si esprimano, che scelgano per se stessi, da quello che vogliono indossare o come vogliono decorare la loro stanza a quello che desiderano ascoltare, vedere, leggere o studiare.

Aiutare un adolescente a gestire l’ira e la tristezza

Per iniziare, bisogna ricordare che l’ira e la tristezza sono emozioni e, come tali, sono perfettamente accettabili. Non è negativo essere triste, e non lo è nemmeno essere arrabbiato. Ci sono molti motivi per controllare l’espressione emotiva e nessuno per reprimere o incapsulare le emozioni.

Il problema è che molti adolescenti, e adulti, non sanno gestire in modo adeguato le emozioni con valenza negativa, come la rabbia o la tristezza. Ma non è una scusa. I genitori possono valutare in che misura sono capaci i figli di gestire queste emozioni vedendo come si comportano.

La brutta notizia è che loro imparano da noi e ripetono tutte le condotte negative che detestiamo negli altri, ma che rivediamo con difficoltà in noi stessi. La cosa positiva è che sono visibili sin dall’infanzia e, dunque, possiamo ricorrere alle misure necessarie.

Un’altra buona notizia è che non è mai troppo tardi per un cambiamento. Con il nostro esempio, infatti, offriremo un modello solido dal quale ricevere tre insegnamenti. Il primo: come gestire bene queste emozioni; il secondo: che li vogliamo talmente tanto bene da essere capaci di sforzarci e cambiare; il terzo: che non è mai troppo tardi per intraprendere il cammino corretto.

Accettare la propria gamma di emozioni

Molti adolescenti, quando scoprono i problemi e il dolore provocati dalle loro emozioni, cercano di annullarle. Alcuni lo fanno consegnandosi a una vita sregolata, goffa e anodina. Altri cercano rifugio nel consumo di tabacco, alcol e/o droghe.

Il sesso è un’altra forma di evasione per molti. Lo fanno tramite relazioni passeggere prive di sentimento e impegno, nelle quali conta solo “consumare”. Altri preferiscono isolarsi per non soffrire e doversi esporre.

I giovani devono imparare a riconoscere, accettare ed esprimere tutta la gamma delle loro emozioni. In questa fase si presentano sensazioni ed emozioni nuove che spaventano per la loro intensità e origine. Se riusciamo a fare sì che si fidino ancora di noi, possiamo aiutarli in questi momenti così delicati.

Madre che consola figlia adolescente

Il futuro è importante, ma il presente lo è ancora di più

I giovani vengono interrogati (e in molti casi pressati) sul futuro. La pressione è tale che molti di loro la affrontano interpretando male quell’idea così romantica del “carpe diem”. Molti altri lo fanno offrendo in sacrificio la loro gioventù per raggiungere mete prefissate dai loro genitori, concentrandosi su questo futuro che i grandi non smettono di nominare e che sembra giustificare tutto.

Va bene pensare al futuro, ma non è tutto lavoro e studio, non tutto quello che è importante è racchiuso nei libri, per quanto siano ricchi e meravigliosi. Aiutare un adolescente vuol dire anche insegnargli, dall’alto della nostra esperienza, a calibrare con poco errore lo sforzo, in molti casi sotto forma di sacrificio, richiesto da determinate mete. In questo modo, sarà più difficile che il futuro resti disintegrato nel presente o il presente nel futuro.

Durante l’adolescenza bisogna fare spazio per tutto: studi, amici, sport, attività di sviluppo personale… l’adolescente deve “essere presente” nella sua vita quotidiana. Questo gli consentirà di conoscersi e prendere decisioni personali, consone alla sua personalità, alle sue aspirazioni e ai suoi valori. Questa, queste e questi che a poco a poco deve sviluppare.  

L’adolescenza non è una malattia, è un’opportunità

La maggior parte dei genitori teme l’adolescenza dei propri figli come se fosse una malattia che colpisce irrimediabilmente. Tuttavia, lungi dall’essere un male da dover sopportare, l’adolescenza è una opportunità, per i giovani e per i loro genitori.

È un’opportunità per scoprirsi in una nuova fase, per dare forma a nuove sfide e riformularle finché non rientrino in una storia vitale che apporti benessere. Una fase con sfide che non deve essere per forza dolorosa, triste o tragica. Anzi, può essere una fase meravigliosa e affinché lo sia, i genitori hanno molto da dire, offrire e apportare, anche se in determinati casi e terreni non sono sempre i benvenuti. Aiutare un adolescente è possibile.

Che l’adolescenza sia un’opportunità, dipende, in gran parte, dai genitori, dalla comunicazione all’interno della famiglia, dai valori ricevuti in casa sin dall’infanzia.