Complesso di Erostrato: l'arte dell'apparenza

Spesso più si vuole apparire, più si è insicuri. Proprio tale dinamica spiega il complesso di Erostrato, fenomeno sempre più diffuso, in cui il classico vanto nasconde in realtà una personalità dotata di scarsa autostima, che cerca di apparire diversamente.
Complesso di Erostrato: l'arte dell'apparenza

Ultimo aggiornamento: 16 febbraio, 2021

Siamo tutti testimoni del complesso di Erostrato. Lo vediamo in quelle persone che fanno dell’arte dell’apparenza il proprio stile di vita. C’è chi parla di “posare”, chi di esibizionismo sociale. Questi individui sono cacciatori di Mi piace sui social network, personalità che fanno dell’apparenza una sofisticata maschera dietro cui nascondere il proprio complesso di inferiorità.

Alcuni pensano che in questa nuova tappa della cultura tecnologica siamo diventati un po’ tutti più vanitosi. A molti di noi, perché no, piace mettere in mostra alcuni aspetti della nostra vita sulla bacheca di Facebook o sulle stories di Instagram. Non c’è niente di male a farlo di tanto in tanto, assolutamente no. Ma avere bisogno tutti giorni di ricevere Mi piace e quell’approvazione continua deriva sicuramente da realtà patologiche più gravi di quello che potrebbe sembrare.

Ebbene, il complesso di Erostrato non si limita al solo universo cibernetico. Possiamo riconoscerlo nella posa assunta da quella conoscente che monopolizza la comunicazione tra i membri di un gruppo, ma anche in quel collega “fantasma” che fa di tutto per apparire vincente e in tantissime persone (e personaggi) che caratterizzano il panorama sociale, invadendolo con il loro culto dell’Io.

Chi vive di apparenze non solo finisce per condurre un’esistenza vuota e infelice, al di là dell’aspetto aneddotico, c’è un dettaglio che non possiamo trascurare: l’erostratismo può indurre molte persone a mettere in atto condotte nocive e logoranti allo scopo di acquisire notorietà.

Se la fama arriva solo dopo la morte, non ho fretta di conseguirla.

-Marco Aurelio-

Raffigurazione del complesso di Erostrato.

Il complesso di Erostrato: l’uomo che distrusse una delle sette meraviglie per diventare famoso

Gli storici raccontano che la notte del 21 luglio del 365 a.C. avvenne un evento infausto che sarebbe passato alla storia. Il protagonista di questo atto fu Erostrato, un giovane pastore di Efeso. Sin da bambino egli aveva manifestato la convinzione ossessiva di essere stato scelto dagli dei per compiere un’impresa straordinaria che gli avrebbe dato  la fama.

Aspirava a diventare sacerdote di Artemide, ma non avendo un padre legittimo, gli era stata negata questa possibilità. Acciecato dalla sete di fama, ebbe un’idea, un piano che mise in atto la notte del 21 luglio. Si recò al tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo e, dopo aver baciato la statua della dea, vi diede fuoco.

A seguito di quel disastro, Artaserse, re di Persia, ordinò che venisse torturato per sapere cosa lo avesse spinto a commettere una tale offesa. Erostrato allora dichiarò le sue motivazioni: passare alla storia come l’uomo che aveva dato alle fiamme il bellissimo tempio di Artemide.

Dopo aver udito le sue parole, il monarca lo condanno all’ostracismo e vietò -pena la morte- che venisse registrato il suo nome e associato alla distruzione del tempio. Tale condanna, tuttavia, non servì a nulla.

Lo storico greco Teopompo recensì l’incendio e registrò il nome di Erostrato, tanto che oggi siamo a conoscenza di questi fatti. La psicologia, inoltre, scelse proprio questa figura per definire per le persone capaci di fare quasi qualunque cosa per emergere, per acquisire fama e popolarità.

Uomo serio.

Ricerca della popolarità, bassa autostima e atti criminali

Alfred Adler, noto terapeuta austriaco dei primi del XX secolo, condusse uno studio molto interessante, dando una spiegazione della possibile causa di un sentimento latente di inferiorità. Molti di questi profili adottano uno stesso schema che, in qualche modo, era già presente nello stesso Erostrato di Efeso.

Tendono a tracciare un piano di vita colmo di ideali che difficilmente riescono a realizzare. Oltre a ciò, manifestano uno sconfinato desiderio di spiccare, proiettando persino un atteggiamento sprezzante nei confronti di tutti coloro che li circondano. In molti casi, desiderare disperatamente di essere al centro dell’attenzione senza però riuscirci li porta a nutrire una crescente ostilità.

In alcuni casi ciò può essere molto pericoloso, poiché l’individuo può spingersi oltre e commettere un crimine. Lo stesso Erostrato ne commise uno il 21 luglio 265 a.C., bruciando il tempo di Artemide. David Chapman fece altrettanto l’8 dicembre del 1980, quando uccise John Lennon, e John Hinckley attentò alla vita di Ronald Reagan il 30 marzo 1981.

Donna vanitosa.

Il rifiuto interiore che induce alla violenza

Tutti questi personaggi hanno manifestato comportamenti chiaramente patologici nel tentativo di diventare famosi. Non hanno esitato, dunque, ad attentare alla vita di figure-simbolo e guadagnarsi così un posto nella storia. Di fatto, ci sono riusciti.

Non possiamo dunque banalizzare o assumere come aneddotici i comportamenti di chi vive solo per apparire, di chi ha il bisogno costante di essere al centro dell’attenzione e idealizzare così il suo Io, sminuendo gli altri.

Ogni forma di apparenza è il riflesso di una serie di carenze. Si tratta di personalità frustrate, che rifiutano se stesse e che cercano di aggrapparsi a un’immagine inventata, che fanno fatica a consolidare davanti a un pubblico.

Poiché non sempre ci riescono, optano per azioni estreme, come affondare professionalmente gli altri, mettere in giro pettegolezzi infondati e non avere scrupoli in quel sottile confine tra ciò che è etico e morale e ciò che non lo è.

Il complesso di Erostrato non solo limita le nostre possibilità di essere felici, ma molto spesso può indurre l’essere umano a mostrare il suo lato più oscuro. Teniamolo a mente.

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