Conoscendo l’enigmatico déjà vù

22 aprile 2015 in Psicologia 286 Condivisi

“Mi sembra di aver già vissuto questo momento”…  Questa è una delle frasi che utilizziamo più spesso per riferirci a quelle situazioni che, per qualche motivo, abbiamo già sperimentato in passato. Può succederci in qualsiasi posto e mentre svolgiamo qualsiasi attività: passeggiare, chiacchierare in un bar, mentre guardiamo un film oppure mentre siamo in macchina e solitamente si intensifica sempre di più, prima di scomparire completamente.

Se vi identificate con queste affermazioni oppure se avete mai pronunciato la frase che apre questo articolo, significa che avete sperimentato il fenomeno del déjà vù.

L’attualità del fenomeno

Il termine déjà vù viene dal francese e significa già visto. In generale, capita al 65% delle persone, soprattutto ai giovani tra i 15 e i 25 anni. Si sa poco riguardo a questo misterioso fenomeno, poiché si tratta di una sensazione fugace, repentina e che si presenta d’improvviso, per questo è tanto difficile da studiare.

Oggigiorno, questo fenomeno continua ad essere un enigma e una sfida costante in tutti i campi della scienza che si relazionano con lo studio della mente, del corpo e della salute umana.

I dati sui quali si è sicuri

Le certezze che si hanno in relazione a questo fenomeno sono poche:

– Il denominatore comune è che tutti siamo coscienti di ciò che succede durante il déjà vù e questo implica che non è necessario contare sula partecipazione di tutto il cervello affinché si produca.

– Ricerche scientifiche hanno dimostrato che i déjà vù nascono dall’alterazione del lobulo temporale, per cui una corretta stimolazione della corteccia renale può far sì che si produca questo fenomeno.

– Come riportato da uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Neurophysiology, l’azione sincronizzata della corteccia renale dell’ippocampo (implicato nella produzione dei ricordi) e dell’amigdala cerebrale (implicata nell’aspetto delle emozioni) ha come conseguenza la formazione del déjà vù. Questo è stato scoperto grazie ad uno studio realizzato su pazienti epilettici, sui quali venne provato il fenomeno tramite stimoli elettrici.

Teorie sul funzionamento del déjà vù

Esistono diverse teorie per spiegare questo fenomeno, la maggior parte delle quali provengono dal campo delle neuroscienze.

Alcuni specialisti sostengono che un déjà vù si verifica quando il nostro cervello cerca di dar vita a concetti integrali della realtà, ma tramite accessi limitati. La memoria funziona prendendo frammenti di informazioni sensoriali con lo scopo di riportare al presente un ricordo specifico. In questo caso, il dejà vù non è altro che un insieme di accessi sensoriali con i ricordi che si riportano al presente. 

D’altro canto, una teoria molto popolare narra che il déjà vù è causa di un malfunzionamento sporadico tra la memoria a lungo termine e la memoria a breve termine, poiché si infiltrerebbero informazione nei meccanismi di immagazzinamento e trasferimento. Questo significa che, quando si verifica un’esperienza nuova (immagazzinata nella nostra memoria a breve termine), potremmo ricorrere inconsciamente ad un ricordo lontano, che si combina con l’esperienza presente.

Esiste un’altra teoria simile, che afferma che il déja vù è un errore nel tempo. Questo significa che l’informazione sensoriale del presente cerca di far riemergere un’esperienza immagazzinata nella memoria a lungo termine. Tutto questo ha come conseguenza un ritardo nel processare l’informazione del presente e un’interconnessione con il passato sensoriale.

Per concludere, anche se la causa e i meccanismi esatti di questo strano fenomeno ancora oggi continuano ad essere un mistero, non preoccupatevi se vi succede. Al contrario, potete godervi il momento e apprezzare quella strana sensazione che non smette mai di sorprenderci.

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