Controllare il disturbo ossessivo compulsivo?

12 novembre, 2020
Possiamo controllare il disturbo ossessivo compulsivo? Quali sono le linee guida? Ne parliamo in questo articolo.

Controllare il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è possibile, anche se la persona malata e chi le sta accanto pensano di trovarsi in un tunnel senza uscita. Ciononostante, esistono efficaci trattamenti per gestirlo.

Il disturbo ossessivo compulsivo è un disturbo mentale prodotto da un’idea fissa, costante che assale la mente. Nel linguaggio colloquiale si parla più di manie che di ossessioni, utilizzando quest’ultimo termine per definire una fissazione inquietante.

Controllare il disturbo ossessivo compulsivo è possibile

Le due grandi paure dell’essere umano sono la morte e pazzia. Entrambe implicano un punto di non ritorno. Indicano, inoltre, la perdita di autocontrollo. La paura della pazzia è ciò che porta molti malati a negare le loro ossessioni, o almeno la gravità dei sintomi.

La verità è che non tutti i sintomi ossessivi presentano la stessa gravità. La sintomatologia ossessiva può essere paragonata alle matrioske che tutti conosciamo. Queste bambole sono racchiuse una dentro l’altra fino a trovare la più piccola. Il disturbo ossessivo compulsivo è il livello più grave e si manifesta con ossessioni invalidanti.

Persona che si lava le mani.

Molte persone che soffrono di disturbo ossessivo compulsivo provano imbarazzo e disagio, motivo per cui non cercano aiuto. È altrettanto vero che non è raro chiedere aiuta, ma restare delusi dai risultati ottenuti.

Molti medici hanno assistito i loro pazienti con le migliori intenzioni, ma non erano formati per fornire strategie e strumenti validi per la cura. Il rapporto con il sistema sanitario genera spesso sofferenza, sensi di colpa, sconforto e sfiducia. Il paziente, pertanto, perde la speranza e la fiducia nelle sue capacità di controllare il disturbo ossessivo compulsivo.

La verità è che non esiste ancora una cura efficacie. Gli psicologi, tuttavia, possono offrire utili strumenti per controllare il disturbo ossessivo compulsivo. Il trattamento più utilizzato, di fatto, si basa sulla terapia cognitivo-comportamentale.

La terapia per controllare il disturbo ossessivo compulsivo

Le terapie che fanno parte della corrente cognitivo-comportamentale prevedono elementi che favoriscono il recupero delle persone affette da disturbo ossessivo compulsivo. Una ricerca condotta dal Dr. Lewis ha mostrato che la terapia cognitivo comportamentale produce cambiamenti positivi nell’attività cerebrale (Yaryura-Tobias e Neziroglu, 1997).

La terapia cognitivo-comportamentale fornisce gli strumenti necessari affinché una persona possa gestire le proprie ossessioni senza dover cedere alle compulsioni (comportamenti che alimentano le ossessioni). La pratica continua e l’uso delle tecniche e delle abilità apprese durante la terapia permettono al paziente di gestire meglio i sintomi del disturbo.

Il successo del trattamento comportamentale dipende dalla motivazione del paziente e dalla pratica quotidiana. I farmaci e la terapia vanno di pari passo per migliorare gli effetti del trattamento. Il farmaco riequilibra i livelli di serotonina predisponendo il paziente alla terapia.

Su cosa si basa la terapia cognitivo-comportamentale per il trattamento del DOC?

La tecnica principale per controllare il disturbo-ossessivo compulsivo è l’esposizione con prevenzione della risposta (ERP). Lo scopo dell’esposizione è calmare l’ansia e il disagio associati alle ossessioni attraverso un processo chiamato assuefazione. Si tratta di un processo naturale che blocca il comportamento compulsivo.

In molti casi questa tecnica si esegue ricorrendo all’esposizione a lungo termine per calmare l’ansia provata nella vita reale e nelle situazioni (le compulsioni) che producono azioni rituali. Per esempio, si può chiedere alla persona di toccare un oggetto che teme, senza poi farle lavare le mani per calmare l’ansia (caso di ossessione da contaminazione).

Grazie alla ripetizione di questa pratica, il paziente si rende conto che le conseguenze disastrose non avvengono. Si rende anche conto che c’è un punto in cui l’ansia che prova inizia ad affievolirsi naturalmente. Ciò accade perché il corpo disattiva naturalmente i meccanismi di allerta, ovvero processo di assuefazione.

Teoricamente, l’ERP dovrebbe essere eseguita per fasi, passaggi graduali che conducono allo scopo finale di abituarsi completamente all’oggetto o alla situazione temuta. Ciò si ottiene praticando una gerarchia dell’esposizione che parte dall’ansia minima fino ad arrivare a quella maggiore.

Uomo durante una seduta dallo psicologo.

Prevenzione delle azioni rituali e cambiamenti cognitivi

Prevenire azioni rituali ha lo scopo di diminuire la loro frequenza. Si insegna alla persona a trovare delle alternative alla compulsione quando si trova ad affrontare i pensieri che la tormentano.

La componente cognitiva della terapia cognitivo-comportamentale implica la modifica di pensieri e convinzioni errate. Bisogna tuttavia sottolineare che questa terapia è utile se combinata all’esposizione e alla prevenzione delle azioni rituali. Da sola, non offre risultati sufficienti.

Conclusioni

Esistono diversi strumenti e approcci che possono aiutarci a controllare il disturbo ossessivo compulsivo. La maggior parte degli interventi hanno come tecniche fondamentali l’esposizione, la prevenzione delle risposte e la modifica delle convinzioni o dei pensieri distorti.