Terapia cognitivo comportamentale

07 giugno, 2020
La terapia cognitivo comportamentale si basa sulla relazione tra pensiero, emozione e comportamento per affrontare i diversi disturbi mentali. In questo articolo ne approfondiamo i principi fondamentali, mettendo in evidenza i punti che la differenziano dalle altre correnti.
 

Nel corso degli anni, la psicologia ha adottato svariati approcci per comprendere e affrontare il funzionamento umano. Ciascuno di essi con i propri approcci teorici e applicazioni pratiche. Da più di tre decenni, la terapia cognitivo comportamentale si è confermata come l’orientamento psicoterapico con più prove della sua efficacia.

La terapia cognitivo comportamentale si applica, con ottimi risultati, alle problematiche più diverse. Si tratta, infatti, di un’opzione estremamente efficiente e flessibile. Garantisce cambiamenti significativi in ​​tempi limitati e la pluralità di tecniche che racchiude le conferisce la flessibilità necessaria ad adattarsi ai problemi specifici e all’individuo.

Paziente con terapeuta

Origini della terapia cognitivo comportamentale

Nel corso degli anni sono state diverse le correnti psicologiche che hanno prevalso in un dato momento per poi cedere il passo ad altri approcci.

Due di questi (comportamentismo e cognitivismo) sono all’origine della terapia di cui ci occupiamo oggi. In primo luogo, pertanto, è necessario capire in cosa consistono.

Comportamentismo

Il comportamentismo concentra il suo interesse sul comportamento visibile. Il suo oggetto di studio è costituito unicamente dai comportamenti che l’individuo produce e che possono essere osservati e misurati.

 

Secondo tale corrente, i comportamenti sono risposte a determinati stimoli e aumentano o diminuiscono la loro frequenza in base alle conseguenze. Possiamo dunque modificare il comportamento di una persona variando le relazioni tra stimolo, risposta e conseguenza.

Ad esempio: il soggetto con la fobia dei cani ha associato i cani alla paura, pertanto scappa in loro presenza. Se riusciamo a interrompere tale associazione, i cani cesseranno di essere uno stimolo avverso e il soggetto smetterà di scappare. D’altro canto, se vogliamo che un bambino mangi più verdure, dovremmo premiarlo ogni volta che lo fa.

Cognitivismo

Questo approccio psicologico si concentra sullo studio delle cognizioni, ovvero dei pensieri o processi mentali. È interessato a comprendere il meccanismo realizzato dall’essere umano dopo aver ricevuto delle informazioni: come le elabora e come le interpreta.

Il fondamento del cognitivismo è che non percepiamo la realtà così com’è, ma per come siamo. Ognuno di noi, con i propri processi interiori, dà un significato diverso alla realtà che percepisce.

Ad esempio: chiamate un amico e non vi risponde. Potereste pensare che non abbia sentito la chiamata o che non vi vuole parlare perché non ne ha piacere. La realtà è la stessa, ma il processo interiore è decisamente diverso.

Psicologo in seduta
 

Terapia cognitivo comportamentale

La terapia cognitivo comportamentale si presenta come una combinazione delle due correnti precedenti, mettendo in relazione pensieri e comportamenti. Essa afferma che esiste una relazione intrinseca tra pensiero, emozione e comportamento e che i cambiamenti in una qualsiasi di queste tre componenti si ripercuoteranno sulle altre.

In tal senso, impiega tecniche molto diverse tra loro, volte a modificare uno dei tre elementi, sapendo che in tal modo interesserà l’essere umano nella sua interezza.

Ad esempio:

  • La ristrutturazione cognitiva è una tecnica che consiste nell’aiutare il soggetto a modificare le proprie convinzioni o pensieri. A tale scopo, lo si invita a valutare la veridicità dei suoi pensieri e a cercare alternative più adattive. Dopo aver cambiato il modo in cui si interpreta la realtà, cambia anche il modo di sentire e agire.
  • L’esposizione è una tecnica volta a modificare il comportamento. Il soggetto viene incoraggiato a smettere di evitare o sfuggire ciò che teme e ad affrontarlo. Quando cambia il proprio comportamento e affronta la situazione, ne comprova l’innocuità; immediatamente cambiano le sue convinzioni ed emozioni al riguardo.
  • Le tecniche di rilassamento si concentrano sulle emozioni. In particolare, aiutano la persona a gestire autonomamente le proprie emozioni e il proprio livello di attivazione. Quando le emozioni cambiano, i pensieri diventano meno catastrofici e il comportamento passa dall’evitamento all’affrontamento.

La terapia cognitivo comportamentale è pertanto un approccio completo, flessibile ed efficace. Ottiene miglioramenti importanti in breve tempo e per un’ampia varietà di disturbi e problematiche. Si tratta, inoltre, dell’orientamento psicologico con più prove sperimentali che ne avvalorano l’efficacia. Tuttavia, quando si tratta di scegliere l’approccio terapeutico, è consigliabile informarsi sulle alternative disponibili e scegliere quello nel quale ci si riconosce maggiormente.

 

Fernández, M. Á. R., García, M. I. D., & Crespo, A. V. (2012). Manual de técnicas de intervención cognitivo conductuales. Desclée de Brouwer.

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