Convivere con l’ansia anticipatoria

21 Giugno 2019
In un mondo sempre più fatto di incertezze e imprevedibilità, continuano ad aumentare i casi di ansia anticipatoria. Solo chi ne soffre sa cosa significa pensare quasi ogni istante che stia per succedere qualcosa di brutto, laddove non sono rari, oltretutto, gli attacchi di panico.

Convivere con l’ansia anticipatoria vuol dire non riuscire a respirare perché incertezza e preoccupazione ci tolgono l’aria. Significa essere vittime di una mente che assilla e che si concentra sugli esiti più fatali. Poche esperienze risultano così invalidanti come quella di rimanere bloccati a causa di quella angoscia costante in cui il nostro corpo e i nostri pensieri sono minacciati dalla paura.

Se potessimo descrivere in parole povere cosa è l’ansia anticipatoria, potremmo dire semplicemente che è quel meccanismo attraverso il quale la mente prova a predire il futuro ricreando una proiezione negativa di un fatto non ancora accaduto. Ma perché lo facciamo? Perché stiamo diventando una società sempre più afflitta da questo tipo di ansia?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo considerare due aspetti molto semplici e che definiscono la maggior parte di noi. Il primo è che se c’è una cosa di cui l’essere umano ha bisogno quasi per istinto, è avere tutto sotto controllo. Il secondo è la nostra forte paura dell’incertezza; non la tolleriamo, non la gestiamo bene, ci affligge e ci rende frustrati più di quanto non pensiamo.

In tal modo, realtà così comuni come affrontare un colloquio di lavoro, un esame, una visita medica o il semplice fatto di domandarci se il prossimo mese riusciremo a pagare tutte le spese, ci conduce spesso verso quel sentiero mentale dove crescono solo le fatalità. Anticipiamo le cose peggiori e questa idea ci blocca e spegne tutte le nostre risorse utili ad affrontare qualunque sfida o obiettivo.

La preoccupazione non azzera il dolore di domani, ma elimina la forza di oggi.

-Corrie ten Boom-

Uomo con ansia anticipatoria

Convivere con l’ansia anticipatoria: quando la paura fa collassare tutto

Le persone trascorrono buona parte del proprio tempo in uno stato di preoccupazione. Di per sé questo non genera alcun problema, purché le suddette preoccupazioni vengano gestite nel modo giusto. In che modo? Investendo un livello di ansia adeguato ed equilibrato con cui volgere a nostro favore quel livello di allerta associato, oltretutto, a un approccio mentale flessibile e positivo, con cui poter affrontare le difficoltà della vita quotidiana.

Ora, riuscirci non è sempre così facile. E non lo è perché il nostro cervello fa leva più sugli istinti che sulla ragione. Una cosa simile fa sì, ad esempio, che dinnanzi a una situazione di incertezza la nostra immaginazione tenda ad anticipare il peggio. Tale sensazione di angoscia stimola tempestivamente l’amigdala, la regione del cervello associata al circuito della paura, incaricata di “sparare” tutto un fiume di risposte fisiologiche, secernendo ormoni come il cortisolo.

Il motivo per cui solo determinate persone sviluppano  ansia anticipatoria potrebbe essere associato proprio a questa struttura. Uno studio condotto dall’Università del Wisconsin-Madison e pubblicato sulla rivista Nature indica che ci sono cervelli più “reattivi” all’incertezza e alla minaccia. Vale a dire, ci sono persone che neurologicamente tollerano molto peggio di altre queste situazioni e, di conseguenza, reagiscono con un’elevata ansia.

Cervello in 3D

Vivere con l’ansia anticipatoria: sintomi e caratteristiche

Convivere con l’ansia non è vivere. Vuol dire rimanere bloccati in un’anticamera in cui la mente è concentrata a predire il futuro mentre sussurra le terribili conseguenze che potrebbero verificarsi. Non importa quali sono i propri progetti, non importa cosa si ha in mente di fare oggi, domani o nei prossimi cinque anni: andrà tutto male.

  • Questa sensazione di perenne allerta è accompagnata da una sensazione di insicurezza, di tristezza – perché ci sentiamo indifesi – e anche di ira e rabbia, perché non sappiamo cosa fare.
  • Il pensiero è ossessivo, abbondano le distorsioni cognitive, laddove si vede una realtà evidentemente parziale, un mondo che non capisce perché volgiamo il nostro sguardo verso un futuro fortemente negativo.
  • Vivere con l’ansia anticipatoria vuol dire vivere con la paura. Questo presuppone, quindi, sperimentare i più svariati sintomi fisici, dai tremori alla sudorazione, passando per il mal di stomaco e la tachicardia… Spesso questa condizione psicologica sfocia in attacchi di panico.

Come convivere con l’ansia anticipatoria?

Il grande poeta latino Orazio diceva che l’avversità ha la capacità di risvegliare talenti che in periodi di prosperità sarebbero rimasti assopiti. La nostra realtà e questo mondo in cui ci troviamo sono spesso segnati dai cambiamenti improvvisi, dalle pressioni, dalle cose che sfuggono al nostro controllo e da piccole e grandi difficoltà che siamo obbligati ad affrontare.

Nessuno ci ha insegnato come fare tutto ciò e persino il nostro cervello non sembra essere preparato ad affrontare così tanta incertezza. Avere paura, quindi, è normale. Ma lasciare che ci domini del tutto non lo è. La chiave per convivere con l’ansia anticipatoria e guadagnare in benessere consiste nel riflettere sui seguenti aspetti:

  • Non c’è motivo per cui l’emozione provata debba definire la nostra condotta. Provare paura e angoscia per qualcosa è del tutto normale. Accettate queste emozioni, rendetele normali, ma non permettete che determinino il vostro agire, permettendo esse di dominare i vostri pensieri.
  • Siamo noi ad avere il controllo dei nostri pensieri Non lasciate quindi che la vostra mente vaghi per troppo tempo nei buchi neri in cui vive la paura che paralizza. Ossigenate la vostra mente, rendete flessibile il pensiero concentrandolo sul mondo esterno per rilassarvi, per trovare l’equilibrio nel tempo presente. Ciò che conta è l’adesso, il domani non è ancora successo.

Altri consigli

Allenatevi alla spontaneità, rompete gli schemi. Alimentiamo la paura e i pensieri negativi quando rimaniamo fermi, quando la routine ci ossida e il cervello perde la motivazione per passare a pensieri ossessivi o a rimuginare.

Muovetevi, non pensate, provate a percepire, mettete in moto il vostro corpo con uno sport, rilassate la mente con la Mindfulness e stimolate il cuore entrando in connessione con nuovi piani e nuovi volti.

Mindfulness al tramonto

Per concludere, tutti possiamo soffrire, a un certo punto, di ansia anticipatoria. Molti dei contesti che affrontiamo abitualmente possono dare origine a quel demonio della paura che finisce con l’intrappolarci. Cadere vittime di questi stati non ci rende più deboli; in realtà ci dà la possibilità di trasformarci in persone più forti, in menti che imparano a sfruttare nuove risorse e competenze migliori per sopravvivere con successo e felicità.

  • Chua, P., Krams, M., Toni, I., Passingham, R., & Dolan, R. (1999). A functional anatomy of anticipatory anxiety. NeuroImage9(6 I), 563–571. https://doi.org/10.1006/nimg.1999.0407
  • Grupe, D. W., & Nitschke, J. B. (2013, July). Uncertainty and anticipation in anxiety: An integrated neurobiological and psychological perspective. Nature Reviews Neuroscience. https://doi.org/10.1038/nrn3524