Il sequestro dell’amigdala

10 febbraio 2017 in Emozioni 1565 Condivisi

Vi siete mai sentiti irrimediabilmente trascinati da un’emozione molto potente che vi ha fatto perdere il controllo? Vi siete mai fatti trasportare e avete detto cose delle quali, poi, vi siete pentiti? Avete mai avuto la sensazione che a dirigere il vostro cervello fosse un’emozione? Se avete risposto in modo affermativo a una di queste domande, significa che qualche volta siete stati sequestrati dalla vostra amigdala.

Il sequestro emozionale, o “Amygdala Hijack”, è un termine coniato dallo psicologo Daniel Goleman per spiegare queste incontrollate reazioni emotive. Goleman, in quanto esperto di intelligenza emotiva, ci dice che il motivo per cui perdiamo il raziocinio ha a che vedere con la momentanea ed immediata assenza di controllo emotivo, perché l’amigdala assume il comando del nostro cervello.

L’amigdala è una struttura sottocorticale situata nella parte interna del lobo temporale mediale; di solito la si riconosce facilmente, poiché ha la forma di una mandorla. Insieme all’ippocampo, all’ipotalamo e alla corteccia orbitofrontale, fa parte del complesso conosciuto come cervello emotivo o sistema limbico.

Il sistema limbico regola le risposte fisiologiche di fronte a determinati stimoli, ovvero tutte le sue strutture sono essenziali per il controllo emotivo della condotta dell’essere umano. Tuttavia, a far risaltare l’amigdala all’interno del sistema limbico è il fatto di essere basilare per la sopravvivenza, dato che la sua funzione principale è integrare le emozioni con i corrispondenti modelli di risposta alle stesse, a livello fisiologico o comportamentale.

Per capire la sua capacità di sequestro emotivo, dunque, bisogna comprendere che l’amigdala non produce solo una reazione emotiva, bensì, in seguito al suo vincolo con il lobo frontale, permette anche l’inibizione di certe condotte.

cervello connessioni neuronali

Come avviene questo sequestro da parte dell’amigdala?

Il sequestro operato dall’amigdala è una reazione emotiva immediata e sproporzionata in relazione allo stimolo che l’ha scatenato, il quale viene percepito come una minaccia alla propria stabilità emotiva. Questo si verifica perché l’amigdala “ruba” l’attivazione di altre aree cerebrali, soprattutto della corteccia, dominando la condotta del soggetto e spegnendo l’area che lo rende più razionale, più umano.

L’area frontale della corteccia che resta inibita in seguito al sequestro è la responsabile del nostro pensiero logico o della pianificazione delle nostre azioni. Viceversa, l’amigdala fa parte delle strutture più primitive del cervello ed è essa che regola le emozioni. Il nostro pensiero logico, dunque, si ritrova subordinato al comando delle nostre emozioni. 

Forse vi sembra un po’ strano che la parte più sviluppata del nostro cervello, quale è la corteccia, possa essere dominata da una struttura così primitiva come l’amigdala; tuttavia, ha senso se lo osserviamo da una prospettiva evolutiva. Migliaia di anni fa, era una questione di sopravvivenza.

Quando cacciavamo nella giungla e, per esempio, ci imbattevamo in un leone, l’amigdala disattivava il resto delle funzioni cerebrali, perché non era il momento di fermarsi a pensare al pericolo o per digerire oppure ovulare, bensì era il momento della risposta di lotta/fuga.

Tuttavia, nel mondo attuale quando ci ritroviamo davanti ad un’importante fonte di stress, come può essere un ingorgo stradale, anche se esso non minaccia la nostra sopravvivenza, l’amigdala ci sequestra. Questo porta tutto il nostro corpo a riempirsi di adrenalina e cortisolo, che lo alterano per, si calcola, circa quattro ore di sequestro emozionale.

Per questo motivo, dopo un’emozione intensa prodotta da un forte fattore di stress, siamo soliti avvertire per molto tempo quello che possiamo chiamare “sbornia emozionale”. Questa sbornia è causata dagli ormoni che circolano ancora nel nostro organismo e che permettono al malessere di durare molto di più.

uomo-che-regge-cuore-e-cervello

Cosa possiamo fare in situazioni del genere?

Probabilmente qualche volta vi avranno detto di “contare fino a dieci se siete arrabbiati, ma fino a mille se siete davvero arrabbiati”. Si tratta di una strategia molto intelligente, perché quando si inizia a contare, si attiva la corteccia, la parte frontale e logica del cervello che, come abbiamo già detto, si trova inibita durante il sequestro emozionale.  

Di conseguenza, se iniziate a contare quando si presenta un’emozione intensa causata dallo stress, potete distanziarvi da essa, darvi spazio e comprendere cosa sta accadendo in quel preciso momento. Potrete riappropriavi della parte logica del cervello per evitare le risposte impulsive prodotte durante il sequestro da parte dell’amigdala.

Un’altra strategia che è solita funzionare consiste nel concentrarsi in modo consapevole sulla respirazione, la respirazione tipica della Mindfulness. Quando la nostra attenzione si concentra sulla respirazione, tutte le volte che inspiriamo, trasportiamo noi stessi nel momento presente e ci manteniamo calmi. Si attiva, così, il sistema nervoso parasimpatico che inibisce il sistema nervoso simpatico, il quale si trova attivo durante l’esperienza del sequestro ad opera dell’amigdala.

In definitiva, per poter scappare al sequestro emozionale attivato da una forte fonte di stress, bisogna distanziare quanto accaduto dal momento presente. È altamente consigliato realizzare attività che attivino la parte logica del cervello e altre, come la Mindfulness, che ci permettano di concentrarci sul presente e che ci insegnino nuove vie per vivere l’emozione che stiamo provando.

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