5 cose che un selfie dice di voi

· 4 dicembre 2016

Quando vi fate un selfie, pensate a quello che gli altri potrebbero interpretare o percepire? Vi chiedete perché lo fate? Lao Tzu diceva: “Il saggio illuminato non si esibisce, rispetta se stesso, ma non è arrogante con gli altri”. Pensate avvenga qualcosa del genere quando ci si fa una foto con il proprio cellulare?

Certamente farsi un selfie al giorno d’oggi è comune quanto parlare al telefono o mandare un messaggio. Arrivate in un posto che vi piace o state facendo qualcosa con gli amici, prendete il telefono e scattate una foto.

Perché lo facciamo? Per condividerlo sui social network o forse perché mandarlo ad un amico? Tuttavia, potrebbe anche essere per il semplice piacere di vederci. La verità è che anche trattandosi di un gesto quasi meccanico, dietro vi sono serie implicazioni psicologiche.

Un selfie può essere sintomo di personalità psicopatiche o narcisiste

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Di recente alcuni ricercatori dell’Università Statale dell’Oiho, negli Stati Uniti, hanno portato a termine uno studio che ha portato alla luce cose sorprendenti su questo tema. Scopriamo insieme alcuni messaggi che potremmo inviare tramite un selfie.

  • Secondo i risultati, le persone che pubblicano più selfie sui social network sono quelle che mostrano caratteri narcisisti e psicopatici. È logico pensare che alcuni di loro trascorrano molto tempo a modificare le proprie foto, per questo non è strano pensare che siano narcisisti.
  • Un altro messaggio tipico che inviamo, secondo quanto emerso dallo studio, è l’emergere di tratti di personalità antisociale. Preferiamo noi stessi a qualsiasi altra compagnia.
  • Lo studio dimostra anche che molte delle persone che si fanno un selfie e lo caricano direttamente sui social network dimostrano poco controllo sui propri impulsi. Non è strano, visto che è uno dei tratti della psicopatia.
  • Tuttavia, molte altre persone oggetto dello studio dedicavano molto tempo a modificare i propri selfie. Questo comportamento denota un concetto che hanno chiamato auto-oggettivazione. Questo fa riferimento a personalità che si sopravvalutano e potenziano il loro aspetto fisico rispetto alla loro personalità. Sono persone che cercano l’autostima nella loro immagine esteriore, non nei loro successi o competenze.
  • Molte persone che caricano selfie modificati sui social network e ricevono commenti positivi dimostrano un’autostima elevata, ma artificiale. Questo fattore è emerso su tutti gli altri tratti della loro personalità.

L’immagine prima della personalità

Un altro studio, questa volta condotto dall’Università di Buffalo, negli Stati Uniti, ha evidenziato un ulteriore dato interessante. Le persone che condividono più foto personali sui social network dimostrano che la loro autostima si basa principalmente sull’opinione che gli altri hanno di loro.

Denotano personalità e stati d’animo che dipendono molto dall’opinione e dall’approvazione altrui. Da questo dipenderà in grande misura il livello di accettazione che avranno di sé stessi. I selfie saranno vitali a questo punto, perché denoteranno la loro autostima in funzione della reazione che susciteranno nei loro seguaci.

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Un selfie come rifiuto delle relazioni umane

Un altro studio, realizzato dagli psicologi dell’Università di Birmingham, nel Regno Unito, ha dimostrato che le persone che si fanno più selfie tendono ad avere relazioni di scarsa qualità con coloro che li circondano. Tutto è più superficiale e basato sull’immagine, invece che sull’intimità, sulla generosità o semplicemente sull’affinità personale. Perché succede questo?

  • Le persone che circondano un essere narcisista si sentono complessate davanti alla bellezza esteriore del protagonista.
  • Davanti ad una persona eccessivamente narcisista, chi la circonda si sente in secondo piano e manca di protagonismo ed interesse.
  • Si crea un clima di tensione per dover essere sempre in guardia in attesa del prossimo selfie, non sanno quando arriverà, ma sanno che ci sarà e presto.
  • Questo eccesso di narcisismo genera una sensazione di competitività tra i membri del gruppo, qualcosa che non fa bene all’intimità o alla fiducia.

“Narcisismo. Non riuscivi a credere che in casa non avessi uno specchio a figura intera.”

-David Levithan-

C’è soluzione?

Esiste una soluzione a questi problemi? In realtà, non c’è niente di male in un selfie. I problemi sorgono quando si tocca l’eccesso. Il narcisismo non è nuovo. Queste fotografie mettono solo in risalto la situazione.

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Le persone ossessionate dalla propria immagine esistono ed esisteranno per sempre. Lo ha già illustrato con maestria Oscar Wilde in “Il ritratto di Dorian Gray” più di un secolo fa. La soluzione è trovare un equilibrio psicologico sensato, nel quale la propria immagine proiettata tramite i selfie non si trasformi in una preoccupazione maggiore rispetto a ciò che ci succede nella vita reale.