Crisi esistenziale: vedere ben oltre la sofferenza

Le crisi esistenziali sono anche opportunità per entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi e mettere in atto un processo di metamorfosi che ci permetta di trovare la nostra strada.
Crisi esistenziale: vedere ben oltre la sofferenza
María Alejandra Castro Arbeláez

Scritto e verificato la psicologa María Alejandra Castro Arbeláez.

Ultimo aggiornamento: 01 marzo, 2023

Ci sono momenti nella vita in cui ci sentiamo sopraffatti; momenti in cui proviamo la tentazione di porci domande esistenziali del tipo: “perché sono qui? A quale scopo? Sto facendo la cosa giusta? Cosa c’è dopo la morte?”. Ognuno di noi si interroga su varie tematiche, ma capita di attraversare dei momenti della vita di vera e propria crisi esistenziale.

Una crisi esistenziale può presentarsi in qualunque momento della nostra vita e può interessare sia persone benestanti che meno abbienti. Di conseguenza, non sembra essere associata alle risorse economiche a nostra disposizione.

Di solito si manifesta quando sentiamo che stiamo per perdere il controllo. È come se le nostre certezze vacillassero. Come qualunque tipo di crisi, anche quella esistenziale può portare sofferenza, ma in essa possiamo trovare qualcosa di più. Vediamo cosa.

Se non abbiamo potere per modificare una situazione che ci causa dolore, possiamo sempre scegliere l’atteggiamento da assumere dinnanzi a tale circostanza.

-Viktor Frankl-

Donna disperata

Crisi esistenziale, di cosa si tratta?

Parliamo dei momenti in cui ci trasformiamo in inquisitori della nostra stessa esistenza. Oltretutto, solitamente si verificano in modo inatteso e influiscono sul nostro solito modo di affrontare la vita. Proprio allora capita di iniziare a porsi domande che possono far vacillare le fondamenta delle nostre più ferme convinzioni. 

Le crisi esistenziali portano con sé una marea di sentimenti e di pensieri. Ciò significa che agiscono intensamente sul nostro mondo cognitivo ed emotivo. Per questo motivo, molte persone le vedono in modo negativo e questo perché possono sentirsi sopraffatte da tante sensazioni e percezioni sconosciute.

Oltretutto, le crisi esistenziali possono sfociare in crisi di identità. Quando dubitiamo di noi stessi, possiamo arrivare a estendere tale incertezza all’infinito, mettendo in dubbio tutto e tutti.

Come riconoscere una crisi esistenziale?

La caratteristica principale da tenere a mente è la sensazione di vuoto che può accompagnare la crisi. Per quanto tale sensazione non sia esclusiva della crisi esistenziale, di solito si accompagna a essa. Osserviamo adesso altre caratteristiche che ci aiutano a capire se stiamo attraversando una fase del genere:

  • Disorientamento. Succede quando perdiamo la bussola e non troviamo un senso alla nostra vita, o persino al  mondo.
  • Sensazione di incertezza. Data da un’insicurezza che genera quesiti sulla vita e sulla morte, sul bene e sul male e così via.
  • Instabilità emotiva. Si palesano diverse emozioni e pensieri che ci rendono inquieti.
  • Deficit nella capacità di provare emozioni. Visto che non sappiamo cosa fare, chi siamo, quale senso abbia la vita e dove andiamo, ci risulta difficile assumerci le nostre responsabilità e tirare conclusioni.
  • Insoddisfazione.
  • Insonnia.

Ora, queste caratteristiche possono variare da persona a persona. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che ciascun essere umano è unico.

È importante sottolineare anche che una crisi di questo tipo può sfociare in -o essere sintomo di- disturbi mentali come la depressione. Attenzione, però: questo non significa che se ne stiamo vivendo una, essa sfocerà sicuramente nella depressione.

Volgere la crisi esistenziale a nostro favore

Per quanto questa sensazione possa risultare un peso, possiamo sempre volgerla a nostro favore. Come? Bisogna vederla da un altro punto di vista. Si tratta di valorizzare le nostre potenzialità e sfruttarle per stare meglio.

Su questo modo di vedere la crisi esistenziale si è concentrato Viktor Frankl, neurologo e psichiatra austriaco. Egli sosteneva la capacità dell’uomo di prendere le distanze dalla situazione che sta vivendo, ovvero di capire che può superare le difficoltà. Per questo motivo si dovrebbe cercare un senso a quella data situazione e all’esistenza.

Frankl formulò la logoterapia, un tipo di psicoterapia che sostiene che il motore principale dell’essere umano sia la ricerca del senso. Inoltre, percepiva l’essere umano come unico e irripetibile, per cui il percorso evolutivo di ciascun individuo si distingue da quello degli altri.

Opportunità in una crisi esistenziale

La logoterapia di Viktor Frankl

Attraverso questa terapia, possiamo scoprire qual è il nostro scopo e dare quindi un senso alla vita. Si tratta di andare oltre la sofferenza; di vedere la crisi esistenziale come un’opportunità per esplorare noi stessi e andare avanti.

La logoterapia è una pratica messa in atto da molti anni. Un esempio del valore che le si dà oggi è l’articolo intitolato Análisis existencial y Logoterapia: Bases teoricas para la práctica clínica (Analisi esistenziale e logoterapia: basi teoriche per la pratica clinica), a opera dello studioso spagnolo José Genger, in cui vengono analizzati in dettaglio i sistemi per la diagnosi e la psicoterapia applicata oggi.

Possiamo smetterla di percepire noi stessi come vittime e sentirci frustrati a causa di quella marea di emozioni che ci pervade, per cogliere invece l’opportunità di testare la nostra capacità di resilienza. Vale a dire, la capacità di superare le avversità.

Cambiando punto di vista, possiamo riuscire a vedere risorse, concetti, idee che finora avevamo ignorato. Inoltre, quando accettiamo le crisi come parte attiva del nostro “battito cardiaco”, in molti casi l’angoscia finisce e lascia spazio alla serenità.

Uscire da una crisi esistenziale senza “sporcarci” o senza “immergerci del tutto” in essa è un compito quasi impossibile; dinnanzi a questa consapevolezza, abbiamo la possibilità di esplorarla, riconoscerla, indagarne le cause e scoprire dove può portarci. 

Le crisi esistenziali fanno parte della vita. Come affrontarle è una scelta soggettiva, ma scegliere una prospettiva ottimista -in cui a primeggiare sia l’apprendimento- vuol dire scegliere il percorso più sano. L’importante è andare oltre la sofferenza e il dubbio, in modo da uscire più forti di prima.


Tutte le fonti citate sono state esaminate a fondo dal nostro team per garantirne la qualità, l'affidabilità, l'attualità e la validità. La bibliografia di questo articolo è stata considerata affidabile e di precisione accademica o scientifica.


  • Gengler, J. (2009). Análisis existencial y logoterapia: bases teóricas para la práctica clínica. Psiquiatría y salud mental, 26(3-4), 200-2009.
  • Frankl, V. (2015). El hombre en busca de sentido. Herder Editorial.

Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.