Se sappiamo cosa dobbiamo fare, perché non lo facciamo?

· 24 agosto 2016

Siete paralizzati e vi osservate, ma nel fondo della vostra anima sapete perfettamente cosa dovete fare per risollevarvi e, soprattutto, cosa renderebbe felice il vostro cuore. Sapete anche che la scelta di continuare spetta a voi, ma non lo fate: dentro di voi sentite di cosa avete bisogno, ma una vocina lo nega. Perché succede?

La paura di solito è la causa di molte situazioni negative nelle quali ci vediamo coinvolti e superarla, spesso, ci apporta grande allegria. Forse avete le cose più chiare di come le percepite oppure sono il timore ed il panico a mantenervi fermi nella posizione in cui vi trovate.

Come mi sento?

La risposta a questa domanda è molto complicata perché esige molta pazienza ed affetto verso se stesso. Rispondere obbliga ad essere sinceri e a parlare alla luce del sole, motivo per il quale può richiedere un grande sforzo emotivo da parte vostra.

baci a forma di stelle e uccelli

In questa posizione non siete a vostro agio, non siete concentrati, siete goffi nella vostra vita quotidiana. È come se sapeste di non trovarvi nel luogo adatto, ma non foste capaci di muovervi, pertanto il malessere si espande a tutte le vostre emozioni e il vostro umore cambia.

Il segreto: il sapere razionale ed il sapere emotivo

Tutti noi disponiamo di due tipi di fondamenta per prendere le decisioni: una ha a che fare con la parte più istintiva e razionale del cervello, l’altra con la zona più emotiva ed impulsiva. La prima è legata al controllo delle situazioni e alla ricerca di sicurezza, dunque è molto utile nei momenti in cui è necessario agire con freddezza. La seconda, come indica il suo nome, è unita ai sentimenti.

Entrambe si relazionano, anche se, in quanto persone, ci incliniamo inconsapevolmente verso un lato o l’altro: ad esempio, c’è chi è più empatico e chi meno. Se razionalmente sapete cosa fare, ma emotivamente non sapete perché non lo fate, forse i vostri movimenti più umani necessitano di un impulso da questa parte emotiva.

Riorganizzate le motivazioni

Il conflitto non deve essere motivato dalla ragione, dovrebbe essere guidato dall’emozione: se dovete fare qualcosa, per prima cosa dovete sentire di volerlo fare. ad esempio: siete consapevoli di dover fare una dieta perché avete problemi di salute, ma non riuscite ad iniziare. Il problema è che emotivamente non volete mettervi a dieta e la mancanza di volontà vi blocca.

donna che guarda ombrelli che volano

Riorganizzate le motivazioni ed ascoltate verso dove volete andare davvero, non verso dove dovreste andare perché a volte la ragione non ci permette di essere felici. Datevi il tempo sufficiente per trovare la strada dettata dal cuore e lottate contro le vostre paure e i vostri traumi se vi impediscono di agire. Potete vincere e vincere è necessario: solo in questo modo saprete che quello che state facendo corrisponde alla realtà a cui anelate.

Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va dove ti porta. ”

-Susanna Tamaro-