Déjà vu: Come potevo conoscere questo posto senza esserci stato?

· 16 luglio 2016

Non è del tutto certo che la paramnesia e il famoso déjà vu siano la stessa cosa, anche se spesso vengono usati come sinonimi visto che sono fenomeni molto simili. Di fatto, esistono due modalità di paramnesia, del ricordo e del riconoscimento, il déjà vu è un tipo specifico di quest’ultima.

Quando si soffre, in maniera casuale, di paramnesia di riconoscimento (anche relazionata con la criptomnesia) quello che stiamo vivendo è sicuramente un’alterazione o distorsione della realtà dei fatti: déjà vu, jamais vi, déjà senti…

Il déjà vu: ho già vissuto questo momento

Il fenomeno del déjà vu si identifica con la sensazione dell’aver già vissuto una certa esperienza o di aver vissuto già qualcosa in passato. Di fatto il termine, che proviene dal francese, significa “già visto” e intende il fatto di credere vera una percezione non reale, visto che di solito si tratta di esperienze nuove.

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Senza dubbio, quando viviamo un déjà vu sappiamo che sta succedendo qualcosa di strano: “Ho già vissuto questa situazione?” Alcuni studi hanno cercato di spiegare il perché di queste percezioni errate, arrivando a formulare diverse teorie.

“-Non sei obbligato a farlo.

-E se lo avessi già fatto?”

-Film: Déjà vu – Corsa contro il tempo-

A cosa è dovuto il déjà vu e i processi simili?

Tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo la psicoanalisi fu una delle prime correnti psicologiche che cercarono di dare una spiegazione a questo fenomeno mentale. Di fatto, due figure del calibro di Sigmund Freud e Carl Jung diedero una loro spiegazioneil primo lo attribuì ai desideri repressi e il secondo alle alterazioni dell’inconscio collettivo.

Non c’è dubbio che al giorno d’oggi gli studi si sono indirizzati verso i processi cognitivi del cervello umano e le anomalie della memoria:

  • Teoria neurologica: si produce una scarica elettrica nell’ippocampo e nel lobo temporale medio che provoca il fenomeno, questo giustifica il fatto che chi soffre di epilessia ne sperimenti uno prima di un attacco.
  • Teoria psicoanalista: il subconscio attiva qualcosa che abbiamo immaginato in passato, per esempio in un sogno, o qualcosa che abbiamo già visto, come in un film.
  • Teoria del doppio processo: La memoria consta di due sistemi e quando avviene un déjà vu questi perdono sincronia. In questo caso si attiverà solo il sistema di familiarità, ma non quello di recupero dell’informazione.
  • Teoria olografica: i ricordi che abbiamo si depositano nei così detti ologrammi. Il déjà vu si ha quando la memoria attinge a questi ologrammi e forma una scena a partire dai dettagli recuperati. 

“Siamo la nostra memoria, siamo quel chimerico museo di forme incostanti, quell’ammasso di specchi rotti.”

-Jorge Luís Borges-

Testa-pensante

Tipi di déjà vu

Come si è già visto, le paramnesie di questo tipo sono in stretta relazione con la memoria. Questi “ricordi singolari” possono essere vissuti da tutti noi, anche se per gli esperti i livelli di incidenza sono molto più alti tra i giovani da i 15 ai 25 anni.

  • Déjà vécu: Si tratta della maggior parte dei déjà vu che si possono provare in vita. Si tratta di quelli che abbiamo descritto prima come “già vissuto” senza averne la certezza.
  • Jamais vu: in italiano, “mai visto”. Si tratta della circostanza opposta, ovvero quando abbiamo l’impressione di non essere a nostro agio davanti ad una circostanza che non ricordiamo di aver vissuto.
  • Déjà senti: in italiano “già sentito”. Può succedere soprattutto a persone epilettiche che subiscono danni al lobo temporale: provano il falso riconoscimento di sensazioni che credono di aver già provato.

“Tutto l’universo visibile è un cumulo di immagini e simboli ai quali l’immaginazione dà un posto e un valore relativo.”

-Charles Baudelaire-

  • Déjà visité: consiste nell’avere ricordi che sembrano certi su un luogo che stiamo visitando per la prima volta. Alcune persone sembrano ricordare dettagli specifici del luogo senza mai averlo visto prima.
  • Déjà èprouvé: “già provato”. È come l’aver vissuto diversi tipi di paramnesia della stessa natura allo stesso tempo, chi ne soffre percepisce l’intera esperienza (con  immagini, odori, rumori, ecc.) come del tutto familiare.