Demenza corticale e sottocorticale: differenze

23 maggio, 2020
Non tutte le forme di demenza sono uguali. La gravità e il declino cognitivo dipendono, fisiologicamente, dalla posizione dell'anomalia cerebrale. Di conseguenza, le demenze situate nelle aree corticali non avranno lo stesso impatto sulla persona di quelle che si trovano nelle aree sottocortili.

Quando parliamo di demenza corticale e sottocorticale, ci riferiamo a un progressivo declino cognitivo. Contrariamente a quello che potrebbero pensare molte persone, l’invecchiamento di per sé non è una causa di insorgenza di malattie neurodegenerative e sebbene ci sia comorbidità, non c’è causalità.

Il 30% dei pazienti con Parkinson soffre anche di demenza, ma il restante 70% no. Ma tutte le demenze sono uguali? La risposta è no. Ne esistono due tipi, associati a diverse diagnosi. In questo articolo discuteremo le differenze tra demenza corticale e sottocorticale.

Durante la prima metà del XX secolo, parlare di demenza equivaleva a indicare un progressivo declino cognitivo. Nel 1987, l’APA (American Psychological Association) stabilì un criterio diagnostico: il declino cognitivo doveva essere accompagnato da un declino della memoria e da, almeno, uno dei seguenti deficit: afasia, aprassia, agnosia. Nel 2012, il termine demenza è stato sostituito dalla dicitura disturbo neurocognitivo.

Donna che guarda dalla finestra con demenza corticale e sottocorticale

Differenze fra demenza corticale e sottocorticale

Morbo di Alzheimer: la demenza corticale

Le differenze tra demenza corticale e sottocorticale iniziano con la posizione della lesione. Nel morbo di Alzheimer, il prototipo della demenza corticale, esiste una predominanza corticale temporo-parietale (Gustafson, 1992). In seguito a ciò, si presentano deficit di memoria a breve termine, memoria episodica e fluidità verbale.

L’Alzheimer, tuttavia, non è l’unica demenza corticale esistente; possiamo citare anche la malattia (o morbo) di Pick o demenza a corpi di Lewy (o DLB); quest’ultima è la terza demenza più diffusa nel mondo, dopo il morbo di Alzheimer e la demenza vascolare.

Caratteristiche della demenza corticale

Prenderemo il morbo di Alzheimer come riferimento per spiegare alcune delle conseguenze che una demenza corticale può avere sulla funzione cognitiva di chi la soffre. Si evidenziano:

  • Diminuzione della memoria a breve termine: la memoria a breve termine, che non implica praticamente nessun tipo di operazione cognitiva, appare compromessa. Test come quello dell’ampiezza delle cifre presentano risultati che riflettono un declino che è spesso correlato alla gravità della demenza.
  • Deterioramento della memoria episodica: nell’ambito della memoria a lungo termine, le demenze corticali presentano un’alterazione della memoria episodica. Questa è una delle caratteristiche più rappresentative delle demenze corticali. La memoria episodica è legata alla conservazione degli eventi autobiografici che si sono verificati nella propria vita.
  • Fluidità verbale nella memoria semantica: sempre nell’ambito della memoria a lungo termine, si riscontrano difficoltà nella fluidità verbale, ovvero le persone con demenza corticale possono trovare complicato produrre parole all’interno di una categoria semantica.

Ad esempio, se viene detto loro di dire parole che possono essere incluse nella categoria “animali”, eseguiranno questo compito peggio rispetto a quando viene chiesto loro di pronunciare delle parole con una lettera specifica. Ciò accade perché quest’ultimo compito rappresenta la fluidità verbale fonologica e non quella semantica.

  • Problemi nella denominazione: è facile intuire che i soggetti affetti da demenza corticale hanno difficoltà a nominare gli oggetti. In seguito a ciò, compiti come l’associazione semantica (tigre per leone o cane per gatto) vengono eseguiti male.

Morbo di Parkinson: la demenza sottocorticale

Tra le differenze tra demenza corticale e sottocorticale, possiamo notare che la seconda si sviluppa in aree come i gangli della base e l’ippocampo.

Le alterazioni cognitive osservabili in questo caso si devono al fatto che l’area prefrontale è massicciamente collegata alle aree sottocorticali e un loro mal funzionamento implica una disattivazione funzionale della corteccia.

Le demenze sottocorticali per eccellenza sono la corea di Huntington e il morbo di Parkinson. Una demenza sottocorticale, però, non sempre appare sotto forma di queste due condizioni. In effetti, solo il 20-30% dei pazienti con morbo di Parkinson presenta criteri diagnostici sufficienti per diagnosticare la demenza.

Sintomi della demenza sottocorticale

In quest’occasione, analizzeremo il morbo di Parkinson e la corea di Huntington per esporre le principali caratteristiche della demenza sottocorticale. Alcuni di questi sono:

  • Rallentamento motorio: una delle principali caratteristiche della demenza sottocorticale, a differenza della demenza corticale, è la presenza di un grave disturbo motorio, caratterizzato da rallentamento e perdita di equilibrio.

Anche se il morbo di Parkinson o la corea di Huntington sono associate spesso al tremore a riposo o agli spasmi involontari, rispettivamente, la verità è che entrambe presentano ipocinesia (minore mobilità), acinesia (immobilità) o bradicinesia (lentezza nei movimenti). Ciò si osserva anche nelle caratteristiche inespressive, poiché si perde anche la mobilità del viso.

  • Alterazioni emotive: nelle demenze corticali possono apparire alterazioni emotive come conseguenza della patologia. Nel caso delle demenze sottocorticali, invece, questi insidiosi cambiamenti della personalità possono verificarsi anni prima che la demenza inizi a manifestarsi. La persona può essere irascibile, apatica o presentare un calo del desiderio sessuale.
  • Deficit della memoria: nelle demenze sottocorticali si osserva un deficit di base nel recupero. La grande differenza rispetto a quelle corticali è che il paziente mantiene a lungo la capacità di apprendere nuove informazioni.

La gravità delle diverse forme di demenza

Indubbiamente, le differenze tra le due condizioni sono notevoli, ma quella principale riguarda la gravità delle stesse e il loro impatto sulla vita quotidiana della persona. Sebbene non siano state approfondite tutte le alterazioni provocate da questi due tipi di demenza, nelle demenze sottocorticali possiamo osservare un declino cognitivo inferiore.

Le differenze, però, non si limitano alla quantità di deficit cognitivo, bensì si basano sull’assenza di conseguenze come afasia, agnosia e aprassia nel caso delle demenze sottocorticale.

Donna e madre anziana affetta da demenza

Conclusioni: due demenze molto diverse

In sintesi, le principali differenze riguardano le capacità esecutive centrali, la memoria e il linguaggio. Nella demenza corticale si preservano le abilità esecutive, come la pianificazione o la risoluzione di problemi, ma compare l’amnesia grave e il linguaggio con caratteristiche afasiche.

Nel caso delle demenze sottocorticali, invece, le abilità esecutive risultano molto alterate sin dall’inizio, mentre si subiscono lievi alterazioni della memoria e del linguaggio, senza afasia anzi spesso con una produzione eccessiva. Entrambe le demenze convergono per quanto riguarda le capacità percettive e visuo-spaziali, che risultano compromesse in entrambi i casi.  

Sevilla, C. y Fernández C. Capítulo 20: Demencias, clasificación etiológica y diferenciación cognitiva.