Il nulla: la depressione infantile attraverso “La storia infinita”

· 28 dicembre 2016

Ognuno di noi ha vari libri o film che ricorda con particolare affetto e che, in qualche modo, hanno segnato la propria infanzia. Oggi vi vogliamo parlare di “La storia infinita”. Leggendolo di nuovo, si può comprendere che è un libro che riflette la depressione infantile e che ha il nulla come protagonista.

Attraverso il nulla come metafora della perdita dell’immaginazione, della perdita dell’innocenza nel mondo adulto, questa storia ci fa capire che crescere non implica necessariamente smettere di sognare. Se smettiamo di sognare, il Regno della Fantasia smetterà di esistere, anche se, con un po’ di speranza, tutto potrà sorgere di nuovo.   

Per questo motivo, il nulla può essere visto come un modo curioso di spiegare ai bambini cos’è la depressione. Ma non è l’unico modo utilizzato nel libro e nel film. Avvisiamo i nostri lettori che, a partire da questo momento, l’articolo approfondirà aspetti del libro e del film e, pertanto, contiene spoiler.

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I pantani della tristezza

Bastian, il protagonista del libro, è un bambino che soffre profondamente per la scomparsa di sua madre. Inoltre, ha smesso di fare le cose che prima trovava piacevoli e che lo rafforzavano, come il nuoto o l’equitazione, e a scuola è vittima di bullismo.

L’unico modo che possiede per fuggire da quel mondo tanto terribile, quindi, è usare la sua immaginazione. Per questo motivo, quando racconta la storia del libro, libro di cui lui stesso costruisce la storia, avvicina il lettore a un gruppo di esseri fantastici che possiedono tutto. Un tutto che, improvvisamente, è stato portato via dal nulla. Proprio come lui, i personaggi hanno perso la serenità della loro vita tranquilla. Una vita che Bastian viveva quando c’era ancora sua madre, prima che accadesse qualcosa a cui non esiste spiegazione.

Il nulla è quel vuoto terribile che cresce sempre più, rendendo più grande ciò che si perde. Il nulla distrugge tutto. È il nulla perché non può essere sostituito da altro, è solo dolore. Solo il guerriero più coraggioso del Regno della Fantasia può lottare contro il nulla: Atreiu. A tale scopo, viaggia per tutto il regno, fino a quando non trova la risposta nei pantani della tristezza.

I pantani della tristezza sono l’ultima destinazione, l’ultima speranza. Qui si trova Morla, l’essere più saggio di Fantasia, ma i pantani sono un grande pericolo, perché chi li attraversa corre il rischio di venire pervaso dalla tristezza: se questo accade, poco a poco si sprofonda nelle acque fangose.

Ecco una bella metafora estrapolata dal dialogo tra Bastian e Morla: non lasciarti trasportare dalla tristezza, questa ti fa sprofondare; devi continuare a lottare contro le avversità. Per quanto stiate male, non arrendetevi, altrimenti sprofonderete. E, sopratutto, non fatevi trasportare da coloro che non possiedono l’allegria della gioventù e non si fermano a contemplarla.

lupo

Il nulla come inferno interiore

Allora il nulla, le tenebre, prendono forma, trasformandosi in un lupo chiamato Mork. Un lupo che insegue Atreiu, per impedirgli di compiere la sua missione. Un lupo che si presenta solo nei momenti in cui Atreiu ha perso ogni speranza.

Così si mostra il nulla, come l’inferno interiore del protagonista. Un inferno che, se ci si avvicina troppo, ti fa sprofondare, ti distrugge; ma Atreiu è un guerriero che non si arrende senza combattere. Tuttavia, non sa lottare contro il più grande dei suoi problemi, il nulla.

E non può lottare contro il nulla perché non sa attraversare le frontiere di Fantasia e comunicare a coloro che stanno fuori, gli adulti, ciò di cui ha bisogno davvero. Perché per un bambino, affrontare il dolore reale, come fanno gli adulti, è molto complicato e, per questo, crea un proprio universo.

bambini

Una piccola speranza può cambiare tutto

“–Fantasia può svegliarsi nuovamente, dai tuoi sogni, se tu lo desideri, Bastian.
–Quanti desideri posso esprimere?
–Tutti quelli che vuoi. E quanti più desideri esprimerai, più grande diverrà Fantasia.
–Davvero?
–Provaci”.

-La Storia Infinita-

Alla fine, quando il nulla sta per portare via tutto, Bastian capisce di essere il protagonista della sua storia. Capisce che era triste, che dopo la morte della madre era lui ad essere sprofondato nei pantani della tristezza. Era lui stesso ad aver perso il suo meraviglioso mondo ed erano gli adulti, suo padre e il proprietario della libreria, coloro i quali non volevano ascoltarlo e, come Morla, gli chiedevano di smettere di essere un bambino, di utilizzare la sua immaginazione per approdare al mondo degli adulti.

Ma lui conservava un briciolo di speranza, e grazie a questo, il nulla non poté sottrargli tutto il suo mondo. Non sono i bambini a non capire il mondo degli adulti, siamo noi adulti a non comprendere il mondo dei bambini. Questi ultimi, con i loro giochi e le loro storie, tramite la loro immaginazione, ci avvicinano ad un universo interiore e questo rende la psicologia infantile e le tecniche proiettive molto importanti.

Fantasia è importante per questo, perché grazie ad essa i bambini ci comunicano come si sentono e ci possono spiegare ciò a cui non sanno dare un nome. Per un bambino, arrivare a comprendere il concetto di depressione non è semplice, ma spiegare perché un personaggio creato dalla loro immaginazione, Fantasia, è triste per aver perso tutto, è molto più facile.