Depressione: uscire in cerca di incentivi per cui vivere

· 17 novembre 2015

“È l’attività a rendere l’uomo felice”

Goethe

Siamo soliti commettere l’errore di pensare che per condurre progetti o realizzare attività, dobbiamo sempre averne voglia o essere motivati in qualche modo, e che se non è così, è meglio rinviare ad un altro momento in cui siamo più carichi.

Questo pensiero finisce per essere una trappola, soprattutto per le persone immerse in uno stato d’animo depressivo, poiché la motivazione comparirà solo dopo la continua attivazione e non il contrario, ovvero l’azione precede la motivazione. 

ragazza in bicicletta

Questa conclusione fu ottenuta qualche anno fa, concretamente negli anni ’90, alla luce dei risultati di uno studio sull’efficacia della Terapia Cognitiva di Beck, condotto da Jacobson, Dobson e collaboratori.

La cosa più interessante è stato scoprire che l’attivazione comportamentale, da sola, risultava efficace alla pari della terapia cognitiva completa, nonché delle cure antidepressive.

Da questa prospettiva, quindi, avere uno stato d’animo depressivo non si considererebbe una malattia, ma una situazione negativa priva di rinforzi o stimoli in cui si trova la persona. 

L’obiettivo sarebbe che la persona, tramite l’azione, verifichi l’esistenza di un’infinità di persone, situazioni, luoghi, momenti, esperienze che possano rinnovare l’entusiasmo per la vita e restituirle la felicità.

Il problema è che la persona con depressione tende all’evitazione comportamentale, ovvero, tutto il contro di quanto proposto. Smette di uscire, di realizzare i compiti o le attività che prima considerava soddisfacenti, smette di relazionarsi, etc. Questa condizione non fa altro che mantenere ed aumentare la tristezza e l’apatia e, di conseguenza, a confermare i pensieri negativi su se stessa, sul mondo e sul futuro, che, come sappiamo, sono tinti del nero più scuro.

ragazza che guarda attraverso un finestrino bagnato

Evidentemente, se in seguito al fatto che non ho voglia, inizio a vivere per inerzia, evitando di vivere e godere di quello che mi sta accanto, è impossibile che il mio stato d’animo migliori e non potrò pensare in modo più positivo alla vita, poiché non do a me stesso l’opportunità di conoscere gli stimoli della vita che si trovano lì fuori aspettandomi.

Rendersi conto che attivarsi è il segreto per migliorare emotivamente è importantissimo, poiché interrompe il circolo vizioso della depressione e permette alla persona di uscire dalla trappola e le fa vedere che, oltre alle ingiustizie e alle avversità, esistono anche i piaceri e le gioie.

Con questo non pretendiamo che la persona con depressione vada ad un festa dopo l’altra; l’obiettivo è programmare ogni giorno attività realistiche e rinvigorenti, che la persona si senta in grado di portare a termine.

Non ha senso proporre attività che non rafforzano chi le intraprende, poiché quello che stiamo cercando di fare è rinnovare l’entusiasmo, gli obiettivi e le motivazioni.

In seguito, quando la persona esce dalla passività, si incorporeranno attività che richiedono maggiore sforzo e persino alcune che la persona non ha mai fatto, ma che le piacerebbe realizzare.

Uno dei problemi che di solito sorge quando si propone l’attivazione comportamentale è che la persona, a causa del suo stato d’animo depresso, trova motivi per non realizzare l’attività o per abbandonarla, poiché non si sente capace, crede che non servirà a nulla o che non ha alcun merito.

Succede anche che se la persona non è in grado di portare a termine il compito in modo perfetto, si abbatta e si recrimini per questo. 

ragazza che si allaccia le scarpe

In questo senso è importante educare il paziente, affinché capisca che i suoi pensieri influiscono la sua condotta, la quale è il prodotto della sua visione negativa. La regola, quindi, è continuare ad attivarsi, nonostante i pensieri negativi e anche se richiede uno sforzo tremendo, perché la ricompensa sarà uscire, poco a poco, da questo stato così sgradevole.

La depressione è un circolo vizioso in cui la persona gira fino a quando non è abbastanza determinata per uscirne. L’attivazione comportamentale si contempla come un’uscita da questa spirale, una porta che conduce alla scoperta del benessere e della felicità.