Dieci consigli per far sì che vostro figlio vi obbedisca

· 28 gennaio 2015

Un bambino disobbediente può far perdere la pazienza a qualsiasi adulto. E quando quell’adulto è un padre o una madre che ha appena concluso una giornata lavorativa e deve pensare a tutto ciò che c’è da sbrigare in casa, la tensione in famiglia può diventare costante.

Anche se in questo articolo ci proponiamo di darvi alcuni consigli di base, la verità è che non ci sono ricette magiche per far sì che un bambino obbedisca. I bambini sono delle persone con capacità decisionale autonoma, e i loro comportamenti sono spesso opposti a ciò che gli adulti ordinano loro. Ciò che potete fare, però, è evitare che sia il bambino a vincere tutte le battaglie, e ottenere pian piano un clima in casa in cui i momenti di calma vincano su quelli di tempesta.

Vediamo, quindi, dieci consigli fondamentali per far sì che vostro figlio vi obbedisca:

1. L’esigenza dell’obbedienza deve essere fatta in modo graduale. Non si può passare da zero a cento. Bisogna iniziare chiedendo obbedienza in compiti per lui facili e gradevoli e, quando questo comportamento sarà consolidato, salire a un altro livello.

2. Le istruzioni su ciò che il bambino deve fare devono essere semplici e chiare, sempre dette con un tono di voce normale e al suo livello (non dalla stanza accanto e urlando).

3. Queste istruzioni devono essere date una alla volta, evitando di ordinare troppe cose allo stesso tempo.

4. Il bambino deve abituarsi a ricevere gli ordini soltanto una o due volte, e poi obbedire. Se si passa questo limite, l’unica cosa che otterrete sarà alterarvi e arrabbiarvi. A partire dalla terza volta in cui non vi ascolterà, quindi, dovranno esserci delle conseguenze per la sua disobbedienza.

5. Bisogna accompagnare il comportamento positivo del bambino con degli elogi e, solo ogni tanto, con piccoli premi. Complimentarsi e offrirgli affetto quando fa le cose bene è, in ogni caso, il premio migliore.

6. Allo stesso modo, le situazioni in cui il bambino non obbedisce devono avere delle conseguenze (castigo, rimprovero, privazione di qualcosa che gli piace). Ma niente di più, senza dargli attenzioni extra per il suo cattivo comportamento e senza ricordarglielo per tutta la giornata.

7. In molti casi può funzionare utilizzare delle tecniche comportamentali come un registro o una “patente a punti”. In un luogo ben visibile della casa, attaccate le regole da rispettare (poche e semplici) e un calendario con i giorni della settimana: gli darete dei punti positivi quando farà le cose bene e negativi quando le farà male. A seconda del bilancio settimanale positivo o negativo, ci saranno dei premi oppure no.

8. Evitate il castigo continuo: i bambini dopo un po’ ne sono immuni. A volte ha più effetto un riscontro positivo quando si comporta bene e l’ignorarlo quando si comporta male, piuttosto che sgridarlo continuamente.

9. Cercate di evitare nel limite del possibile le interferenze di altri parenti, informateli su ciò che state cercando di ottenere e chiedete loro di essere coerenti con il piano.

10. E il decimo? Il decimo consiglio potrebbe benissimo essere il primo, il secondo, il terzo… Pazienza, pazienza, e ancora pazienza. Un adulto dotato di autocontrollo è lo specchio migliore in cui un bambino può vedersi riflesso.

Immagine per gentile concessione di Dmmalva.